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Mal di giardino. Natura e arte del verde.
Inviato da Redazione GI il 20-06-2016 16:21
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Vi è ancora spazio per progettare, costruire e vivere i giardini? E quando un qualsiasi ammasso di piante, anche quelli che prima avremmo giudicati confusi e sgraziati, viene accettato senza discussione, quale può essere il compito di un giardiniere? Pensiamo davvero che egli possa essere solo un osservatore e un custode della natura o abbiamo bisogno di avere dei giardini, ma costruiti nel dialogo tra Natura, cose e uomini? Possono diventare spazi nei quali uomo e "natura selvaggia" giocano insieme per creare "altre nature"? Sono alcuni degli interrogativi che “Mal di giardino. Natura e arte del verde.” (Progedit, Pag. 112, Euro, 15) solleva, sollecitando risposte in un'era nella quale occorre prendersi cura del mondo e dei giardini. 

Questi devono diventare luoghi di incontro e sperimentazione, laboratori per mettere in scena altri spettacoli, per non ripetere solo quello che la natura crea. Il libro è composto di parole e disegni, ma questi ultimi non vogliono illustrare le prime. Il lettore è invitato a leggerle facendone emergere le immagini e a scovare le parole che le immagini contengono. 

"A lungo i giardini - aggiunge Botta - sono stati luoghi nei quali l'uomo ha combattuto la sua battaglia contro la “natura selvaggia". Possono, invece, diventare spazi nei quali ora i due contendenti dialogano tra di loro e giocano insieme per creare "altre nature"? Viviamo un’era nella quale occorre prendersi cura del mondo e i giardini possono diventare luoghi di incontro e di sperimentazione, non per ripetere quello che la natura crea spontaneamente, ma per costruire laboratori nei quali mettere in scena altri spettacoli".

Il volume è un invito a pensare che siamo il giardino e il giardiniere di noi allo stesso tempo, un invito a prendersi cura di noi e della Terra.

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