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Verde verticale: le essenze da utilizzare
Inviato da supervisore il 25-05-2016 16:00
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Fanno fiorire i muri, schermano visuali, riparano dal sole e dal vento, aiutano a regolare la temperatura e a controllare lo smog: i rampicanti sono una delle risorse più preziose in giardino e terrazzo.

 

FIORI MA SOPRATTUTTO FOGLIAMI

La fioritura come motivo dominante nella scelta degli esemplari permanenti è giustificata solo nel caso di specie a produzione continuativa nel corso dell’estate (Solanum crispum, S. jasminoides, Bouganvillea, Plumbago nei climi miti), mentre quando non si protrae a lungo la decisione dovrebbe piuttosto basarsi sul colore, dimensioni e trama del fogliame, sempreverde o caduco, che fornisce un contributo più determinante nel corso dell’anno.

Rimane essenziale accertarsi che le necessità colturali e soprattutto lo spazio disponibile siano confacenti all’esemplare, affidandosi in caso contrario a presenze meno dirompenti, quali Clematis ibride a fiore grande (piuttosto che le specie, di vigore eccessivo), sarmentose ‘gentili’ che non arrecano danno alle piante vicine. Spesso non sono longeve ma fioriscono abbondantemente sin dai primi anni. La regola fondamentale per le clematidi ibride, come per la maggior parte dei rampicanti, prevede ‘testa al sole e radici all’ombra’: sono quindi perfette nei giardini urbani, dove queste condizioni sono frequenti, anche in sovrapposizione a elementi stabili.

 

ARAZZI EFFIMERI E TRANSITORI

Le presenze annuali offrono la libertà di sperimentare effetti ornamentali limitati a una sola stagione e quindi rinnovabili ogni anno con specie o colori diversi. Non sono quindi elementi strutturali ma possono assolvere varie funzioni pratiche, contribuendo per esempio a un veloce rinverdimento stagionale quando le presenze stabili sono di recente impianto e ancora poco sviluppate.

Le sarmentose annuali richiedono meno spazio per lo sviluppo dell’apparato radicale rispetto a specie permanenti e si adattano bene a (generosi) contenitori. Richiedono però terreno più ricco e irrigazioni abbondanti per sostenere la crescita veloce e rigogliosa che le contraddistingue. Sono ideali negli spazi ristretti dei cortili, terrazzi o piccoli giardini per creare punti focali temporanei che sfruttano la dimensione verticale con archi, obelischi e supporti di vari generi e stili.

Nelle grandi bordure erbacee si può permettere alle sarmentose annuali e alle clematidi ibride uno sviluppo più libero avvalendosi di ‘gabbie’ naturali ottenute conficcando saldamente nel terreno ramificazioni ottenute da potature arbustive.

 

EFFETTI TEMPORANEI

Le rampicanti annuali si rivelano compagne accomodanti sia tra di loro che abbinate a specie permanenti non troppo vigorose, quali clematidi ibride e rose. Il lungo periodo di fioritura assicura effetti sincronizzati di facile esecuzione e la loro conveniente scomparsa durante l’inverno facilita notevolmente la potatura dell’esemplare permanente. Molto gradevole, anche per la semplicità di riproduzione da seme (a febbraio) Eccremocarpus scaber, con fogliame decorativo e fiorellini tubolari in giallo, rosso, arancio e bianco che persistono fino alle prime gelate. Nelle zone miti può durare anche due o tre anni. Curiosi e di semplice coltivazione Rhodochiton atrosanguineum, Ipomoea lobata, Cobaea scandens e il nasturzio rampicante  che si seminano a tardo inverno e germinano facilmente se le provviste idriche sono regolari fino al consolidamento delle radici. È consigliabile trapiantare regolarmente le giovani piantine ottenute da semina in vasi di maggiori dimensioni fino all’impianto definitivo per permettere l’adeguato sviluppo del pane radicale e ottenere esemplari vigorosi.• Per coltivare con successo i rampicanti annuali in contenitore le dimensioni dovranno essere generose (minimo 50-60 x 50-60 cm); concimazioni e irrigazioni frequenti sono inoltre essenziali.

 

LA CURA DEI RAMPICANTI PERMANENTI

• La potatura dei rampicanti permanenti è strettamente correlata al tipo individuale di pianta, alla sua modalità di crescita e al grado di maturità dell’esemplare.

• Le tappe principali dello sviluppo di un rampicante permanente prevedono in genere una fase giovanile, rivolta al consolidamento dell’apparato radicale, seguita da un periodo di accrescimento fino al raggiungimento della maturità, in media dopo 15-20 anni, in cui la produzione di semi per la propagazione diventa un fattore più rilevante nell’utilizzo delle risorse vitali.

• Nella fase iniziale di sviluppo le piante non necessitano di potature radicali per qualche anno. Si eliminano rami secchi o danneggiati sfoltendo leggermente la chioma per aumentare la crescita apicale e arieggiarla riducendo la possibilità di malattie e parassiti.

• Nelle specie legnose, come la vite o il glicine è importante identificare sin dall’inizio le ramificazioni che costituiranno nel tempo la struttura principale dell’esemplare e guidarle progressivamente nella posizione desiderata in modo che assumano una forma e un andamento compatibili alla struttura di sostegno.

• Molto spesso la scarsa comprensione della vera natura e dimensioni del rampicante inducono a lasciarlo sviluppare senza controllo alcuno per vari anni e potarlo poi drasticamente quando l’eccessiva vegetazione lo rende scomodo o invadente.

• Nella coltivazione delle specie permanenti è importante invece ricordare che l’unico modo per ottenere esemplari ‘ordinati’ nel tempo è una manutenzione regolare dopo i primi anni di vita. Una buona forma si crea infatti solo dirigendo con pazienza la crescita nel tempo, eliminando regolarmente e al momento giusto la vegetazione eccessiva per indurre la pianta a una fioritura più abbondante e visibile, e infine rimuovendo ramificazioni appassite per evitare accumuli di materiale secco all’interno.

 

(A cura di Luisa Ferrari - Pubblicato su Giardinaggio 5/2011)