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L'origine di Solanum tuberosum
Inviato da axtras il 22-05-2016 11:48
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Una parte degli ortaggi che portiamo comunemente in tavola era sconosciuta in Europa prima del 1492. Guardati inizialmente con molto sospetto, ora non ne potremmo più fare a meno… 

 

PATATA, UN SECOLO E MEZZO PER GUSTARLA

L’Oscar dell’attesa spetta di diritto alla patata (Solanum tuberosum), coltivata dal 7000 a.C. e impiegata stabilmente come alimento dal 3500 a.C. in poi. Dalle natie Ande peruviane e cilene (dove era allevata dagli Inca) fu portata nelle Isole Canarie dagli Spagnoli nel 1562, diffondendosi prima in Spagna, poi in Italia (1587), in Gran Bretagna e Irlanda (1588), in Francia (1600) ecc. L’ortaggio venne chiamato tartouffli, per la sua somiglianza con il tartufo, e solo in seguito patata, derivante da papa, denominazione degli Inca-Quechua sudamericani.

Il successo europeo fu pari a zero: l'alimentazione basata sul frumento e sui cereali in genere; la somiglianza con la velenosa erba morella; le presunte proprietà afrodisiache derivanti dalla forma del tubero; l'accusa di provocare la lebbra per la rugosità della buccia; l’affermazione nell’Encyclopédie del 1765, che fosse "cibo flatulento"; i casi di intossicazione causati dall'esposizione prolungata dei tuberi alla luce (che fa sviluppare la tossica solanina); la decisione di costringere i galeotti o i soldati ad alimentarsi di patate, perché a disposizione a buon prezzo; tutte queste ragioni la relegarono alla stregua di ornamento reperibile negli orti botanici (a Bologna fin dal 1657) o di ottimo cibo per i maiali! I primi ad apprezzarla furono i poverissimi Irlandesi (che però ci misero più di un secolo): fra il 1700 e il 1750 la patata divenne il loro alimento principale, coltivata in un’unica varietà tanto che quando, nel 1845, arrivò dall’America la terribile peronospora, tutte le piante vennero distrutte e il Paese andò incontro a una devastante carestia che uccise oltre un milione di persone e ne costrinse il doppio a emigrare negli Usa. In tale occasione prese il via l'azione di miglioramento genetico per ottenere nuove cultivar.

In Francia bisogna aspettare il 1787, quando viene descritta come cibo principale degli abitanti della campagna; mentre in Italia l'avvocato e agronomo cuneese Giovanni Vincenzo Virginio, per diffonderla in Piemonte, pubblicò nel 1799 a Torino il Trattato della coltivazione delle patate o sia pomi di terra volgarmente detti tartiffle […], distribuendo gratuitamente patate al popolo a scopo promozionale. Furono però le carestie dell’inizio del XIX secolo, dovute alle diverse guerre europee (in Italia quelle Napoleoniche), a spingere definitivamente il popolo alla fame verso questi tuberi. Non ce ne siamo mai pentiti…

 

BATATA, MEGLIO COME ORNAMENTALE

La patata dolce, o batata o patata americana (come se la vera patata venisse da chissà dove…), non ha nulla a che fare con la più celebre quasi omonima, se non il consumo della radice, di aspetto simile al ben più noto tubero.

È infatti una Convolvulacea, per giunta parente delle nostre campanelle o ipomee: è l’Ipomaea batatas, un’erbacea perenne originaria delle zone tropicali dell’America, dove era già coltivata 5000 anni fa per i rizotuberi (radici tuberose), dolci e ricchi di amido.

Arrivata in Europa nel ’500, rimase per oltre due secoli una pianta ornamentale, a differenza di quanto accadde in Cina dove, importata alla fine del secolo, venne subito apprezzata a livello gastronomico.

Oggi in Italia si coltiva in Puglia (patata dell’Agro leccese) e in Veneto (patata americana di Zero Branco, di Anguillara e di Stroppare). Il colore della buccia varia dal rosso al viola, dal marrone al bianco a seconda della varietà, così come la polpa che varia dal bianco al giallo, all'arancio o al viola: si utilizza bollita, fritta o al forno.

 

(A cura di Elena Tibiletti - Pubblicato su Giardinaggio 5/2014)

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