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Sostanze tossiche: un'arma di difesa per le piante
Inviato da Redazione GI il 08-04-2016 17:08
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Le specie dotate di sostanze tossiche sono una netta minoranza rispetto all’intero Regno vegetale. La presenza di queste sostanze è stata giustificata scientificamente attraverso diverse ipotesi, fra le quali la più semplice consiste nell’esigenza del vegetale di possedere un’arma di difesa. Non potendo difendersi scappando dagli animali che se ne cibano, alcune piante hanno sviluppato, nel corso della selezione evolutiva, uno o più princìpi attivi dal punto di vista farmacologico, di solito di sapore sgradevole, che fungono da deterrente nei confronti del pascolo. Infatti, gli animali che consumano questi tipi di piante, se si salvano dalla morte, memorizzano il gusto amaro o ricordano il malessere che ne è seguito, mantenendosi in seguito alla larga dagli esemplari della medesima specie.

Altre ipotesi vedono le sostanze tossiche vegetali come molecole coinvolte nel metabolismo energetico o detossificante della pianta, o viceversa come molecole di scarto, la cui espulsione è impossibile.

Ecco un elenco di piante a cui prestare particolare attenzione.

• Gli iris non devono essere mangiati perché le loro parti aeree possono provocare disturbi gastrointestinali. Nessun problema, invece, per il contatto: ma non mettetevi le mani in bocca subito dopo averli maneggiati!

• L'oleandro (nell'immagine) è velenoso in ogni sua parte; fate attenzione quando tagliate le infiorescenze appassite o quando lo potate, perché il succo che esce dai rami può provocare anche allergie per contatto.

• L'elleboro contiene alcaloidi molto pericolosi, tanto che in passato veniva usato per preparare veleni mortali.

• Il solanum è anch'esso intriso di alcaloidi; non confondetelo con il peperoncino, perché i suoi frutti sono velenosi.

Ciclamino, giacinto, tulipano e dalia: sono quattro esempi di piante le cui radici (tuberi, rizomi e bulbi) sono velenose per contatto. Ma non solo: del ciclamino è velenosa tutta la pianta, della dalia anche le foglie, del tulipano i fiori.

Rosmarino, pallon di maggio, maggiociondolo, tiglio, glicine e robinia: sono alcuni dei fiori più amati dalle api e dagli altri insetti che si nutrono di nettare.

• Il rosalaccio (Papaver Rhoeas) contiene un lattice irritante;

• La dipladenia (Dipladenia suaveolens) porta anch'essa un bianco lattice irritante.

• La salvia (Salvia splendens), come altre Labiate, contiene oli essenziali nocivi per contatto.

• Tutte le Euforbiacee (Euphorbia cyparissias) sono ricche di un succo tossico.

 

 

 

(A cura di Elena Tibiletti - Pubblicato su Giardinaggio 4/2010)