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In erboristeria, la Rosa canina
Inviato da Silviab il 23-05-2016 16:16
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L’aspetto spinoso della pianta contrasta con le proprietà calmanti che possiedono i suoi petali.

Fra le tante rose selvatiche, la più comune è la Rosa canina, inconfondibile con i rami ricurvi difesi da grosse spine pronte a impigliarsi nei maglioni appena le si sfiora. In maggio si riempie di fiori: i petali contengono un olio essenziale (formato da geraniolo, nerolo e citronellolo), tannini, flavonoidi e antociani (i pigmenti coloranti); sono aromatizzanti, hanno un blando effetto lassativo nei bambini, sono rinfrescanti, combattono l’arteriosclerosi e cicatrizzano le piccole ferite.

SCHEDA BOTANICA

La più comune tra le rose spontanee è un arbusto alto fino a 2 m, con fusti legnosi ben difesi da spine; le foglie sono composte di 5-7 foglioline ovate e dentate; i fiori sono formati da 5 petali rosa o biancastri e appaiono tra maggio e luglio; il frutto (cinorrodo) ricorda una minuscola pera rossa.

LA COLTIVAZIONE

Dotata di un ceppo estremamente robusto, viene ampiamente usata come portainnesto, ma può essere a sua volta coltivata perché è molto decorativa: le talee attecchiscono facilmente, basta tagliarle in autunno e invasarle per un terzo nella torba, avendo cura di bagnare di tanto in tanto; si piantano in primavera, in qualunque terreno e posizione.

COME SI RACCOGLIE

È reperibile nei boschi di querce, faggi, abeti e pini, nei cespuglieti e nelle siepi di tutt’Italia fino ai 1500 m. I petali vanno raccolti con l’asciutto e prima che i fiori siano del tutto sbocciati; si essiccano lentamente all’aria e si conservano in vasi di vetro ben chiusi o in sacchetti di carta pesante. Sono facilmente reperibili in erboristeria, così come l’olio essenziale.

IN ERBORISTERIA

Per dare una sferzata all’organismo: polverizzate nel mixer 100 g di petali secchi e, in primavera, prendetene un cucchiaino da tè due-tre volte al giorno miscelato con miele d’acacia.

Per depurare e rinfrescare l’organismo: lasciate in infusione per 15 minuti 5 g di petali secchi in una tazza d’acqua bollente, dolcificate con miele di tarassaco, bevete due-tre tazze al giorno.

Contro le afte e le infiammazioni delle gengive: bollite 10 g di petali secchi in un litro d’acqua per 10 minuti, lasciate intiepidire, filtrate e fate degli sciacqui quattro volte al giorno.

Contro la stanchezza oculare: applicate compresse imbevute di un infuso tiepido filtrato, preparato con 30 g di petali secchi lasciati per 20 minuti in mezzo litro d’acqua bollente.

Contro le scottature solari: in un vaso a chiusura ermetica mettete 30 g di petali freschi, versatevi sopra mezzo litro di aceto di vino bianco bollente e lasciate al sole per 15 giorni, filtrate e conservate in una bottiglia ben chiusa; fate impacchi all’occorrenza.

Un tonico astringente per la pelle: infondete per 10 minuti 10 g di petali in una tazza d’acqua bollente, filtrate, aggiungete il succo di mezzo limone e conservate al fresco al riparo dalla luce; usatelo mattino e sera sulla pelle pulita.

Contro le rughe: macerate per una settimana 10 g di petali in una tazza di olio di mandorle dolci, filtrate e massaggiate delicatamente il contorno degli occhi tutte le sere prima di coricarvi.

Maschera schiarente e levigante: togliete peli e semi a 100 g di frutti freschi, frullateli con un cucchiaio d’acqua di rose, e tenete la poltiglia sul viso per almeno 15 minuti; da ripetere una volta a settimana.

Sali da bagno rilassanti e profumati: in un barattolo alternate strati di sale grosso a strati di petali, pressate, chiudete ermeticamente e lasciate riposare almeno un mese.

TRA REALTA', STORIA E LEGGENDA

• Numerosi reperti fossili datano la presenza della rosa a 40 milioni di anni fa, un tempo ben superiore a quello della comparsa dell’uomo (2 milioni di anni fa).

• I Persiani erano convinti che i frutti guarissero i “mali delle donne” e che i fiori, mescolati al succo zuccherino delle canne, risvegliassero i morti. Secondo Omero, i Troiani usavano i petali per guarire le malattie degli occhi, mentre i Romani curavano le infiammazioni della bocca.

• Fin dal tempo di Enrico VII (1457-1509) è il simbolo dei Tudor e quindi della monarchia britannica e dell’Inghilterra.

• L’essenza di rosa un tempo si estraeva dai petali di rosa canina, mentre ora si ricava esclusivamente dalla rosa damascena (la più ricca), coltivata in Bulgaria: per ottenere solo 1 kg di essenza servono 3-4 tonnellate di petali freschi! L’olio essenziale, antinfiammatorio e battericida, è presente nei colliri, in profumeria e in cosmesi.

 

 

(A cura di Elena Tbiletti, disegni di Luisa Bregolin - Pubblicato su Giardinaggio 5/2010)

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