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Il laghetto in autunno: le manutenzioni necessarie
Inviato da Silviab il 22-10-2016 08:32
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Prima dei geli occorre prendersi cura delle piante da laghetto che risentono del freddo. Ecco alcuni consigli utili per la protezione delle specie più sensibili.

Non tutte le piante del laghetto possono affrontare i mesi freddi all’aperto. Per avere la certezza che la vasca e le sue fioriture tornino a brillare il prossimo anno, occorre prendere subito alcune misure di protezione.

Tutte le specie rustiche che alle nostre latitudini sopravvivono all’aperto (molte ninfee appartengono a questa categoria, e lo stesso accade al fior di loto) possono restare nello specchio d’acqua, mentre quelle di origine tropicale devono essere protette o portate in locali leggermente riscaldati. Le ninfee tropicali (nell'immagine) vanno estratte dai loro vasi di plastica bucherellata, sciacquando bene le radici per eliminare tutta la terra ed estrarre bulbi e bulbilli che compongono l'apparato radicale; le piante si conservano con le radici immerse in sabbia umida in locali con temperatura di circa 10 °C, per esempio un garage o solaio molto luminoso e mai del tutto gelido.

Alcune specie come il giacinto d'acqua (Eichornia crassipes), la lattuga acquatica (Pistia stratiotes) e la felce galleggiante, Salvinia natans, devono essere prelevate a fine settembre nell’Italia settentrionale o a fine ottobre nei climi mediterranei (coste, isole) con la sola esclusione delle zone d'Italia davvero miti e protette. Si conservano in un acquario o in una vaschetta per pesci rossi posta davanti a una finestra in una stanza riscaldata. È necessario concimarle perché hanno un elevato fabbisogno nutritivo e non entrano totalmente in riposo. Anche il papiro, Cyperus papirus, va portato in casa a fine settembre; vive bene in un ambiente luminoso, caldo e umido, per esempio una stanza da bagno.

Alcune specie vivono invece l'inverno all'aperto, per esempio Thalia dealbata e Cyperus alternifolius possono svernare nel laghetto purché i vasi siano spostati nella parte più profonda quando le foglie sono completamente ingiallite. Gunnera manicata e Zantedeschia aethiopica vanno protette coprendo l’apice vegetativo con paglia, foglie o parecchi strati di geotessuto; le foglie scompaiono quasi del tutto per rinascere a primavera.

Piante perenni da fiore e da fogliame che vivono sulle rive come Lobelia, Marsilea quadrifolia, Peltandra virginica, Pontederia cordata, Saururus cernuus sopportano il gelo; se l’inverno è molto rigido, con basse temperature per varie settimane, è tuttavia consigliabile coprire la base con un mucchietto di foglie tenuto fermo da una rete fine.

LAVORI DA FARE IN AUTUNNO

Oltre alla protezione delle piante, non dimenticate di provvedere a sostituire circa un terzo dell'acqua a partire da fine settembre, per eliminare la maggior parte di detriti in galleggiamento; è importante anche rimuovere foglie o detriti depositati sul fondo.Prima dell'inverno occorre verificare lo stato di salute dei pesci e somministrare un prodotto multivitaminico con il cibo; fatevi consigliare il prodotto giusto presso un centro specializzato in laghetti e pesci. In inverno occorre somministrare poco cibo, nei mesi più freddi meglio sospendere la somministrazione del cibo.

SOS, CRESCITA ALGHE

In alcune zone del nostro Paese l'inizio dell'autunno è spesso mite, ancora soleggiato e poco ventilato, condizioni che, insieme all'eccesso di nutrimento, possono provocare una vera invasione di alghe e di piante infestanti che arrivano a coprire interamente la superficie dell'acqua, in assenza di costante manutenzione. Se vi succede questo, prelevate la maggior parte delle infestanti utilizzando le apposite cesoie e cestelli su manico estensibile, poi effettuate un trattamento con un prodotto antialghe se non ci sono pesci.

 

(Tratto da "Saper fare" - Pubblicato su Giardinaggio 10/2011)