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curare il giardino
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Lo spazio verde diventa eco-friendly
Inviato da Silviab il 03-10-2016 11:22
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Approfittiamo del momento autunnale per ripianificare lo spazio verde: può diventare eco-friendly con poche e semplici scelte nel rispetto dell'ambiente.

Il verde è un bisogno a cui non rinunciare. Ma anche il giardinaggio può diventare inquinante: si possono, e si devono scegliere metodi che proteggono l’ambiente pur senza rinunciare alla bellezza. L'autunno è un momento ideale per compiere queste scelte e riorganizzare giardini e terrazzi con un profilo eco-friendly.

PICCOLI GESTI PER TRASFORMARE LO SPAZIO VERDE

L’uso eccessivo di fertilizzanti e macchine, lo spreco di acqua, l’impiego di anticrittogamici chimici sono fattori che rendono inquinante il giardino e il terrazzo domestico. È in questo modo che, inconsapevolmente, tanti giardinieri concorrono al depauperamento delle risorse naturali, al danneggiamento delle falde freatiche e allo spreco di risorse energetiche necessarie per il funzionamento delle serre di produzione nelle quali ogni anno milioni e milioni di piante vengonono prodotte per essere perse nel giro di una sola stagione, spesso per incuria o per scarsa conoscenza delle loro esigenze.

Per cambiare davvero passo e ritrovarsi più vicini alla natura è indispensabile scegliere di curare il verde con il recupero di conoscenze e competenze che l’agricoltura del passato aveva sperimentato e che danno esiti positivi e rispettosi dell’ambiente. Il che non significa rinunciare alla modernità e all’innovazione tecnologica, che anzi possono essere di grande aiuto. Per esempio, è possibile risparmiare energia e produrla con pannelli fotovoltaici per illuminare giardino e terrazzo, ma lasciare al buio lo spazio verde ogni volta che è possibile, per rispettare la fauna notturna. Ciò è particolarmente importante anche in autunno quando le ultime falene sono in volo per trovare luoghi in cui deporre le uova e far sviluppare i bruchi dopo il riposo invernale.

Per lo stesso motivo di rispetto ambientale è opportuno pensare alla tutela della natura nella sua biodiversità, accettando la presenza di parassiti se non costituiscono un pericolo per la salute del vegetale e del raccolto. In autunno e inverno è fondamentale collocare nidi e mangiatoie per gli uccelli, fornendo briciole, granaglie e grasso che i pennuti di città consumano con avidità per rinforzarsi e resistere al gelo. In primavera, se ancora non lo avete fatto, dovrete collocare le bat box per attirare la nidificazione dei pipistrelli, alleati contro i parassiti delle piante e le zanzare. Un pipistrello ne mangia più di 2.000 al giorno.

SCELTE FACILI, ALLA PORTATA DI CHIUNQUE

Lo spazio verde attento all'ambiente è un luogo in cui il giardiniere utilizza attrezzi con batterie ricaricabili: sono silenziosi e più ecologici: e per lo stesso principio di tutela ambientale, rinunciate ai pesticidi. Comprate antiparassitari bio o produceteli in casa utilizzando ortiche, timo, equiseto, aglio. Quanto alla concimazione, la risorsa migliore è rappresentata dal letame naturale ben decomposto. Niente paura, non ha odori sgradevoli; lo trovate anche in versione granuli o pellet pronti all'uso, ed è ideale in autunno per il suo graduale rilascio di risorse nutritive.

Trasformare i rifiuti vegetali in concime è un’altra operazione alla portata di tutti. Il compostaggio, ovvero il riciclo naturale dei resti vegetali, può essere praticato anche in un piccolo giardino o in ter - razzo, senza rischio di odori sgradevoli o insetti: regala un concime prezioso e a costo zero, ottenuto dai resti vegetali (er - ba falciata, foglie fresche e secche, potature ecc.) e organici (fondi di caffè, gusci d’uovo, resti di frutta e verdura...). Questi materiali subiscono una trasformazione biologica nel processo di compostaggio, da effettuare in un cumulo o negli appositi bidoni, pratici anche in balcone. Da 100 kg di materiale organico si ricavano circa 30-40 kg di terriccio che non puzza: al contrario, ha un buon odore di ter - ra di bosco e un alto valore nutritivo. Il terriccio ottenuto dal compostaggio può essere usato anche a diretto contatto con radici e semi, in giardino e nell’orto, per le piante in vaso e i prati. Gli elementi nutritivi variano in relazione agli scarti impiegati per produrlo. Se questi semplici gesti vi sembrano una goccia nel mare, potete riflettere su un dato importante.

Sono circa 4 italiani su 10 quelli che dedicano parte del loro tempo libero alla cura del verde, e questa percentuale è in crescita soprattutto in città. Sono quasi 7 milioni i terrazzi: un’enorme superficie di cemento arricchibile di verde, fiori e natura, per riportare in città la vita "vera" e dimenticare quella virtuale, chiusa nello schermo di un monitor.

BULBOSE DAVVERO FACILI E RESISTENTI

Le bulbose sono perfette per uno spazio verde gestito con criteri attenti all'ambiente. Si tratta di piante eccezionali, la cui energia vitale è racchiusa in bulbi o tuberi che si prestano perfettamente al giardinaggio ecosostenibile. I bulbi da fiore primaverili riescono infatti a risparmiare fino al 70% di acqua durante il periodo di coltivazione rispetto ad altre annuali da fiore più esigenti. Un esperimento condotto a Milano presso l'Orto Botanico di Brera ha accertato che diverse bulbose primaverili sono in grado di fiorire per almeno 3 anni dalla piantagione, senza neppure una goccia d'acqua supplementare rispetto a quella caduta dal cielo tra ottobre e aprile. Il segreto di questa capacità è racchiuso nel DNA di queste specie, originarie di zone con inverni freddi e asciutti: altipiani della Turchia per i tulipani, bacino del Mediterraneo per narcisi e crochi, Medio Oriente per muscari e giacinti. Queste prestazioni di risparmio idrico sono offerte soprattutto dalle bulbose di piccola dimensione, capaci di fiorire con pochissima terra a disposizione, ideali per la naturalizzazione (diventano spontanee e si riproducono da sole per anni e anni, moltiplicandosi senza alcun intervento del giardiniere). A ciò si aggiunge la scarsa o assente necessità di fertilizzanti chimici e il fatto che praticamente mai si rende necessario usare antiparassitari.

PENSIAMO ANCHE ALLE FARFALLE

Per avere molte farfalle è importante fornire cibo ai loro bruchi, per favorirne la riproduzione. I bruchi si nutrono di foglie; tra le specie preferite ve ne sono alcune che talvolta crescono spontanee in giardino o che sono considerate infestanti.

Ortica: attira molte farfalle Vanessa. Piantatela al sole per incoraggiare la deposizione delle uova. Evitate che vada a seme tagliando le piante a metà estate, dopo la prima nidiata di Vanessa dell’ortica.

Cardo selvatico: la Vanessa del cardo depone le uova soprattutto su Carduus crispus e Cirsium arvense.

Cavolo, altre brassicacee e nasturzi: attirano le graziose cavolaie dalle ali bianche; i bruchi sono temuti dall'orticoltore perché grandi divoratori di foglie.

Alliaria comune (Alliaria petiolata) e Cardamine pratensis: la Navoncella, dalle ali bianche striate di verde, e l’Aurora, con le punte delle ali arancio.

Agrifoglio ed edera: l’azzurra Celastrina argiolus depone le uova sui fiori dell’agrifoglio in primavera e su quelli dell’edera a fine estate.

Frangola (Rhamnus frangula) e spinocervino (Rhamnus cathartica): attirano la Cedronella, dalle ali gialle nei maschi e bianche nelle femmine.

Ginestrino (Lotus corniculatus): amato dalla farfalla Icaro, con le ali celesti nei maschi e marroni nelle femmine.

QUATTRO ARBUSTI PERFETTI NEL TERRAZZO ECO-FRIENDLY

Il giardiniere attento sa che la scelta delle piante è determinante per creare un ambiente lungamente interessante e a bassa manutenzione. Ecco quattro arbusti da piantare adesso in contenitori profondi, scelti per quattro finalità diverse.

1. L'abelia produce una grande quantità di piccoli fiori che hanno una notevole durata; in condizioni di ombra parziale e di terreno fertile la fioritura appare in estate e prosegue fino all'autunno. Pianta molto facile, resiste discretamente al gelo e non ha bisogno di potature, è sufficiente un riordino della chioma a inizio primavera.

2. Il mediterraneo corbezzolo produce frutti commestibili tra il fogliame persistente. Pianta mediterranea con esigenze davvero minime, resiste al sole, al vento e alla siccità.

3. Il calicanto dalla profumata fioritura invernale è molto longevo e facile ma poco interessante in estate, piantatelo se avete una serie di vasi grandi con arbusti diversi.

4. La kerria dalla fioritura gialla è una sarmentosa poco esigente; piantatela vicino a un muro o un grigliato al quale fissare i tralci. Spesso rifiorisce un poco a fine estate.

NEI GIARDINI E NEI TERRAZZI ECO-FRIENDLY C'E' POSTO PER LE API

Negli ultimi anni il numero di api è calato clamorosamente, creando allarme sia nei produttori di miele che, più in generale, nel mondo dell'agricoltura: le api visitano i fiori per fare scorta di polline e nettare e grazie a questo incessante lavoro provocano il fenomeno dell'impollinazione, che dà luogo alla formazione dei frutti e dei semi, per garantire il ciclo della riproduzione vegetale. Per collaborare al mantenimento di condizioni ambientali opportune per le api, è importante collocare in giardino e in terrazzo specie che vengono dette "mellifere". Le api visiteranno di preferenza piante che crescono in posizioni soleggiate e riparate piuttosto che quelle ubicate in siti ombrosi o esposti ai venti. Le annuali e le erbacee perenni che rimangono basse sono più invitanti se vengono coltivate in grandi gruppi, anziché disperse e mescolate ad altre piante.

Alcuni alberi e arbusti normalmente frequentati dalle api in certi anni non producono nettare a sufficienza per attirare l’attenzione degli insetti. La produzione di nettare, infatti, dipende dalla temperatura, dall’umidità e dalla ricchezza del suolo. È quindi importante prevedere una ricca biodiversità affiancando annuali (borragine, escolzia, eliotropio, nigella, zinnia), perenni (cardi, monarda, papaveri...), bulbose primaverili ed estive, alberi e arbusti (mahonia, ginestre, catalpa, buddleia, pruni...) ed erbe selvatiche come senape, ranuncolo, trifoglio...Durante l'inverno e all'inizio della primavera escono alcune api, vere e proprie sentinelle per l'alveare. Lasciate a loro disposizione un angolo tranquillo con fiori autunnali e invernali profumati. Le vedrete ronzare sui piccoli fiori dell'abelia, sui profumatissimi fiorellini autunnali dell'eleagno e su quelli precoci della mahonia, del Poncirus e della dafne.

 

(A cura di Lorena Lombroso - Pubblicato su Giardinaggio 10/2011)