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Le cocciniglie che attaccano le nostre piante
Inviato da Silviab il 05-10-2016 08:24
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Sono oltre 5.000 le specie di cocciniglie esistenti nel mondo, ma solo una ventina circa attacca le piante ornamentali e da frutto. Conosciamo meglio questo parassita e scopriamo come combatterlo.

Pur presentando aspetti diversi, le cocciniglie sono accomunate da un corpo ben protetto o da uno scudetto rigido, di forma e colore variabili (tondo, ovale, allungato; bianco, grigio, marrone o scuro), oppure mediante secrezioni cerose o filamentose, che lo isolano dai pericoli esterni e dal clima rigido o caldo.

• Le cocciniglie possono assomigliare a un minuscolo bottoncino (a partire da 1 mm di lunghezza), liscio e lucido o opaco, oppure striato per il lungo o per il largo, ben attaccato ai tessuti vegetali. In più, possono portare appendici filiformi in piccoli fiocchi, che le fanno rassomigliare a batuffoli di cotone. Soprattutto all’inizio dell’infestazione, queste forme batuffolose sono ancora abbastanza mobili. Fra le piante che più di frequente vengono colpite dalle diverse specie di questi insetti ci sono purtroppo le più comuni piante verdi da appartamento: tutti i ficus, schefflera, Saintpaulia, anturio, spatifillo…

Esiste una certa specificità dei vari tipi di questo parassita nei confronti delle diverse piante, che però non è rigida. Ciò significa che una cocciniglia degli agrumi, frequente sui limoni in vaso, potrà vivere anche su pittosfori, allori, laurocerasi, agrifogli, rose, gerani, oleandri, camelie ecc. (cosa meno frequente nel caso degli afidi che difficilmente si trasferiscono da una specie all’altra).

Una caratteristica comune è l’elevata prolificità, che si traduce in diverse generazioni all’anno (ciascuna di decine o centinaia di individui) a partire dai mesi di aprile-maggio fino a ottobre, con riproduzione anche d’inverno sulle piante che vivono in ambienti riscaldati.

• Se avete infestazioni in corso effettuate un trattamento anticocciniglia ai primi del mese e ripetetelo entro la fine del mese; oggi esistono anche preparati ammessi in agricoltura biologica, a basso impatto ambientale e con elevata azione contro questi temibili parassiti. Un sistema efficace su piccole piante è l’eliminazione manuale, eventualmente con una spazzolina rigida su rami di una certa consistenza.

 

 

(Tratto da "Saper fare" - Pubblicato su Giardinaggio 10/2011)