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Pareti verdi: rampicanti per usi diversi
Inviato da Silviab il 11-05-2017 10:15
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Fanno fiorire i muri, schermano visuali, riparano dal sole e dal vento, aiutano a regolare la temperatura e a controllare lo smog: i rampicanti sono una delle risorse più preziose in giardino e terrazzo.

Le piante rampicanti sono tra le più adattabili e diversificate del regno vegetale ma la condivisione di alcuni tratti comuni ne riunisce la quasi totalità in poche grandi famiglie. Le vere rampicanti sono accomunate da steli flessibili, in grado di percepire la prossimità di elementi verticali e di utilizzarli come supporto per estendersi verso la luce. I fusti principali si protendono vigorosamente verso l’alto e sono paragonabili a ‘superstrade’ specializzate nel trasporto rapido di acqua e sostanze nutritive alle parti aeree, senza troppe diversioni nella ramificazione secondaria che caratterizza invece alberi e arbusti. La velocità di crescita, abbinata alla capacità di servirsi delle piante vicine come appoggio, sopperisce alla necessità di formare tronchi e in questo modo la maggior parte delle energie può concentrarsi sulla produzione fogliare o fiorifera.

SEMPRE PIU' SU, ALLA RICERCA DEL SOLE

L'inarrestabile necessità a spingersi sempre più in alto, soffocando con un fitto intreccio di rami la vegetazione circostante per allargare la propria chioma al sole, fornisce una delle chiavi più indicative nella scelta, perché solo assecondandone la natura potranno soddisfare le nostre esigenze e aspettative.

Piante legnose di grande vigore, come il glicine, la campsis e varie viti ornamentali (V. coignetiae, V. vinifera ‘Purpurea’) non sono quindi da abbinare a strutture o steccati di altezza modesta o poco resistenti, che supererebbero in breve tempo sconfinando irrimediabilmente e fiorendo solo per la gioia del vicino, lasciando scoperta la parte inferiore che si intendeva coprire.

Con supporti adeguati (pergole in muratura, facciate di edifici) il rigoglio di queste presenze classiche diventa impagabile e si esprime al meglio con regolari potature, destinate sia a incrementare la fioritura che a contenere lo sviluppo in prossimità della struttura legnosa. Senza una ferrea disciplina questi grandi esemplari ‘scappano’ e scalano grandi altezze, arrotolandosi su se stesse quando necessario per collegarsi a punti d’appoggio sempre nuovi.

A OGNUNO IL PROPRIO METODO DI ARRAMPICATA

Altro criterio fondamentale per buoni risultati è il rispetto del metodo spontaneo utilizzato per arrampicarsi, che determina il tipo di utilizzo e supporto più adatto.

Le sarmentose cosiddette ‘volubili’ presentano inizialmente fusti diritti che, giunti in prossimità di potenziali sostegni, vi si avvolgono con un andamento a spirale detto ‘destrorso’ se procede da est a ovest passando per il nord (Lonicera, glicine, Ipomoea) o, meno frequentemente, ‘sinistrorso’ se da ovest a est dirigendosi verso sud.

Alcune specie sono dotate di speciali organi di adesione simili a zampe (Parthenocissus triscuspidata e P. henryana), oppure di foglie o fusti trasformati in filamenti, detti viticci o cirri, che si avvolgono intorno al sostegno, come in varie leguminose. Nelle clematidi ibride i piccioli foliari si insinuano tra i rami delle piante vicine e vi si ‘legano’ arrotolandosi con giri ben stretti.

Varie ‘aggrappanti’ hanno invece sviluppato fitte radici aeree, prive di funzione nutritiva, emesse allo scopo di fissarsi saldamente a tronchi, muri e superfici verticali (Hedera, Euonymus fortunei, Ficus pumila); altre sfoderano uncini, artigli e spine per ‘agganciarsi’ ad altre piante o supporti.

Il caso più comune in natura è quello dei rovi, della Bouganvillea e delle rose cosiddette ‘rampicanti’, che sono in realtà dapprima erette e dopo aver raggiunto un’altezza sufficiente si allargano nel diametro. Esistono infine specie non propriamente rampicanti che necessitano di punti d’appoggio per innalzarsi dal suolo e assumere poi un portamento ricadente, come varie Lonicera e gelsomini (Jasminum officinalis, J. polyanthus e J. nudiflorum); abbisognano quindi di spazio, anche orizzontale, su cui potersi adagiare.

Per un abbinamento appropriato la scelta del sostegno deve quindi essere coerente con la tipologia di accrescimento, che nel caso di esemplari meno noti va studiata individualmente.

FIORI, SCHERMI E RISPARMIO ENERGETICO

Se utilizzate sapientemente, le sarmentose sono forse le piante più essenziali al giardiniere moderno per rinverdire pareti, pergolati e muri divisori ma anche ringhiere e reti metalliche. Si dimostrano grandi alleate per arredare piccoli giardini, cortili e terrazze, dove permettono di realizzare efficaci schermature di viste non gradite, proteggono altre specie dalle intemperie e dall’eccessiva esposizione solare e creano gradite zone d’ombra.

Il rivestimento degli edifici con rampicanti contribuisce al risparmio energetico, mantenendo gli interni freschi d’estate e isolandoli dal freddo d’inverno; l’ossigeno rilasciato da una chioma ben sviluppata insieme alla sua azione depurativa delle polveri in sospensione influisce positivamente sulle condizioni di vita nei centri urbani. Questi benefici, accertati scientificamente, sono comunemente sfruttati nel Nord Europa, dove la bioarchitettura è una pratica diffusa. In numerose città tedesche e svizzere i muri nei nuovi quartieri residenziali sono rivestiti di fogliame per sfruttarne le proprietà termoregolatrici e la capacità di filtrare l’inquinamento acustico e atmosferico.

 

(A cura di Luisa Ferrari - Pubblicato su Giardinaggio 5/2011)

 

 

 

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