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Salute e benessere dall'orto invernale
Inviato da Silviab il 18-12-2016 19:01
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Gelo e neve bloccano alcune delle attività nell'orto, ma ci sono verdure invernali che aspettano proprio i mesi freddi per trovare il momento adatto al loro sviluppo. La programmazione dell'orto invernale avviene a fine settembre e in ottobre; in dicembre si può pensare a seminare gli ortaggi destinati a diventare primizia primaverile. Nel Sud, dove il gelo non arriva, continuano invece le attività di piantagione di radicchi, lattughe invernali, rucola e di altri sapori che hanno importante valore nutritivo oltre che elevata qualità dal punto di vista gastronomico.

UNA FONTE DI ANTIOSSIDANTI

Dal punto di vista scientifico è noto che ci sono delle sostanze, chiamate antiossidanti, capaci di combattere i processi di invecchiamento e alcune delle tipiche malattie che provocano sofferenza dell'organismo, accelerando l'arrivo della vecchiaia intesa come fase di minore attività neuromuscolare.

Alcuni degli ortaggi che crescono nei mesi freddi, come cavoli, rape e carciofi, hanno un grande potere in qualità di antiossidanti e riescono a contrastare efficacemente l'insorgere di patologie quali le malattie dell'apparato cardiaco e vascolare e i tumori.

I SAPORI DELL'INVERNO

Alcuni ortaggi invernali sono divenuti celebri in tutto il mondo, apprezzati dagli chef nei migliori ristoranti. Il caso più celebre è quello del radicchio di Treviso, precoce e soprattutto tardivo, quello dalle foglie strette e amarognole. Non facile da ottenere a livello domestico perché richiede un trattamento particolare di imbianchimento, per garantire l'interno del cespo croccante e bianco, particolarmente saporito.

Sono invece molto facili, e resistenti al gelo, gli altri tipi di radicchio rosso, come il Chioggia, e soprattutto il radicchietto selvatico che aspetta un timido raggio di sole per crescere incurante del freddo. La neve non spaventa i cavoli e soprattutto i cavolini di Bruxelles, fra i pochissimi ortaggi regalati dall'orto di febbraio; com'è noto, è molto più facile avere ortaggi a dicembre e gennaio che nel periodo compreso fra febbraio e marzo, quando l'azione prolungata del gelo e le nevicate provocano un inevitabile momento di produzione minore o assente. I cavolini di Bruxelles, protetti dal fogliame, si raccolgono persino quando le piante sono piegate dallo strato nevoso. Come tutti i cavoli, incluso quello Nero Toscano, apprezzano le basse temperature; in presenza di giornate troppo calde seguito da momenti di gelo è più facile assistere a un rapido appassimento.

Rape, rapanelli, sedano da radice e scorzonera sono un'altra importante risorsa per l'orto invernale, perché sotto terra la radice non è esposta alla brina; se il terreno non gela, e perché accada ciò occorre che le temperature siano sotto i 10 gradi per diversi giorni, le radici rimangono ben conservate e sono un ingrediente eccellente per zuppe e contorni invernali, portando in tavola sapori spesso poco conosciuti. Il sedano da radice, per esempio, ha un sapore molto gradevole ed è stato riscoperto dagli chef nel quadro di una nuova valorizzazione dei sapori stagionali a km zero.

E al Sud? Il nostro bellissimo Paese riserva agli orticoltori del Meridione e delle coste la possibilità di godersi un ventaglio di ortaggi molto ampio, a partire dai carciofi, veri re dell'inverno e della cucina di stagione. In terreno sabbioso e soleggiato preparano i boccioli che racchiudono un sapore straordinario!

VERDURE PER IL NORD E PER IL SUD

Il sedano da radice è parente stretto del comune sedano, ma la parte commestibile è proprio la sua grossa radice carnosa, che emerge parzialmente dal terreno. Si consuma bollita, in zuppe e minestre, oppure, sempre dopo bollitura, passata in padella con un poco di burro e di prezzemolo, come contorno. Il sedano da radice ha un'alta resistenza al gelo, anche sotto la neve, meglio se coperto con un telo per proteggere un poco la parte aerea.

Il carciofo è una tipica pianta italiana per l'orto invernale nelle zone fredde ma non troppo gelide e soprattutto senza rischio di terreno costantemente umido; proprio per la sua esigenza di drenaggio, viene coltivata bene nelle zone costiere, in terreni sabbiosi. Occupa molto spazio ed è quindi riservato a chi ha un orto ampio o a chi desidera sacrificare altri ortaggi a favore di questo campione di sapore e di qualità nutritiva, pronto da dicembre a marzo negli orti del nostro Sud e lungo le zone costiere.

PROFUMI E SAPORI CHE NON TEMONO IL GELO

• Alcune erbe aromatiche continuano a produrre foglie utilizzabili in cucina anche nei mesi freddo. Campione di resistenza al gelo è il rosmarino, che lo scorso anno in Pianura Padana ha superato un inverno particolarmente freddo e nevoso; questa prestazione avviene solo in piante non giovani e ben radicate e ambientate da tempo; gli esemplari piantati da poco non ce l'hanno fatta.

• Per migliorare le possibilità di sopravvivenza alle basse temperature, piantate il rosmarino in posizione soleggiata e riparata. Se è coltivato in vaso, proteggete il contenitore avvolgendolo in plastica a bolle e spostando la pianta contro un muro soleggiato, meglio se protetta da una tettoia o sotto un por tico, ma non in posizione ombreggiata.

• Altre aromatiche che resistono al gelo: il timo se in angolo soleggiato e soprattutto se non esposto a costante umidità del terreno; la salvia, anch'essa in zona possibilmente un poco protetta (cede in caso di gelo intenso).

PULIZIA E ORDINE NELL'ORTO

In dicembre molte delle parcelle nelle quali sono cresciuti gli ortaggi estivi e autunnali possono essere vuote se non occupate da produzioni invernali e di inizio primavera. Occorre prevedere un intervento di riordino e pulizia dell'orto e del terreno per metterlo in condizione di accogliere, a fine inverno, il nuovo ciclo produttivo. Asportate tutti i detriti grossolani con il rastrello (pezzi di vegetazione, sassi, blocchi di terreno solidificati). Zappettate superficialmente se il terreno è morbido e leggero; agite più in profondità in presenza di suolo con elevata componente argillosa e tendente a diventare colloso a seguito delle piogge invernali. Durante questa operazione aggiungete letame in polvere o pellett oppure terriccio da compost, per migliorare la quantità di natura organica presente nel suolo. Aggiungete uno strato di nuovo terriccio da orto (oggi esistono anche sacchi di terriccio bio, consigliabili per effettuare una coltivazione con metodi biologici integrali), e rastrellate o zappettate superficialmente per farlo aderire al terreno. Se le parcelle non sono destinate ad accogliere produzioni invernali, copritele con un doppio velo di non tessuto, fissato con sassi; contribuisce a proteggere il terreno evitandone l'impoverimento soprattutto in caso di vento.

Approfittate del momento anche per scelte organizzative: valutate se è il caso di inserire o di cambiare il capanno degli attrezzi, controllate tutto l'assortimento dei materali necessari all'orto (attrezzi, concimi ecc.) per fare un rifornimento e valutate se rinnovare le pavimentazioni fra le parcelle, utilizzando anche qualche idea di carattere ornamentale oltre che utile: mattonelle o assi colorate o grezze, ghiaia bianca, bordi delle parcelle in legno o in salice intrecciato ecc.

Preparate un piano d'attacco per la primavera, disegnando l'orto su un foglio e attribuendo alle varie parcelle il contenuto che dovranno avere; ordinate le sementi insolite sui cataloghi o sul web per averle a portata di mano già a fine gennaio, per le semine in semenzaio.

 

(A cura di Lorena Lombroso - Pubblicato su Giardinaggio 12/2012)

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