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New York, paradiso fiorito americano
Inviato da Silviab il 30-11-2016 08:57
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Nel quartiere del Bronx, un Orto Botanico celebre per la ricerca scientifica e le magnifiche collezioni. Peonie, rododendri, orchidee, fitti boschi e un roseto che è un autentico capolavoro. 

I turisti avanzano nel cuore della Grande Mela con lo sguardo rivolto in alto: grattacieli senza fine, ponti massicci, luci, tecnologia, vita. Gran parte di quello che arriverà nel mondo parte da qui. E il verde? Ci sono deliziosi viali alberati, numerosi parchi urbani e, naturalmente, il Central Park, immenso polmone verde di 3.5 chilometri quadrati con migliaia di querce, aceri, betulle, magnolie, pini, vera e propria oasi nel mezzo di una metropoli infinita. Ma non è tutto: nel quartiere del Bronx vi è un altro gioiello, il New York Botanical Garden, l’Orto Botanico più grande della città e uno dei più importanti al mondo.

Fossero necessari i numeri per descrivere sinteticamente questa struttura, il gioco è presto fatto: 121,4 ettari di superficie di cui 20 coperti di foresta nativa, 50 collezioni con 1.000.000 di piante, 30.000 alberi molti dei quali centenari, una collezione di orchidacee di 8.000 piante! Il tutto accudito con amorevole cura. Risulta persino difficile credere che la struttura assorba, senza traccia evidente, una pressione così elevata di visitatori. “Questo è il capolavoro della città” scrive il New York Times.

LE TANTE VARIETA' DELL'ORTO BOTANICO

L’Orto ha ormai superato il secolo di vita - fu fondato nel 1891 - e durante questi decenni sono stati sviluppati avanzati progetti di ricerca e divulgazione per il grande pubblico, promuovendo numerose iniziative speciali. Degno di nota è l’Erbario nel quale sono archiviati oltre 7.300.000 campioni, il quarto a livello mondiale.

Il visitatore è accolto nel Leon Levy Visitor Center, dove si trova anche lo Store del Giardino con una fornita libreria di pubblicazioni sulle piante e il giardinaggio, compresa una sezione di volumi d’antiquariato. Nei pressi si innalza un magnifico pino himalayano (Pinus wallichiana) piantato nel 1903, di oltre 28 metri. Da questo ampio piazzale partono gli itinerari che guidano verso le serre e i giardini adiacenti, la Foresta indigena, il Giardino roccioso, quello delle Azalee e la monumentale Biblioteca.

LE INCANTEVOLI SERRE IN STILE VITTORIANO

La struttura che attira fin dall’ingresso l’occhio del visitatore è il grande, candido complesso di serre (The Conservatory) che porta il nome di Enid A. Haupt.

In stile vittoriano, la massiccia ma elegante struttura forma due “C” simmetriche e opposte, attorno ad altrettante grandi vasche, ed è divisa in undici gallerie dove trovano posto le diverse collezioni: le piante degli ambienti desertici, le piante acquatiche e le rampicanti, la foresta tropicale (sia di pianura che di altitudine) e una collezione di palme. L’ultima, tra le maggiori a livello mondiale in ambiente controllato, è ospitata sotto la spettacolare cupola immediatamente dopo l’ingresso.

In questo capiente complesso di serre si svolgono anche tutti gli eventi speciali tra cui il frequentatissimo Orchid Show che ha luogo alla fine di ogni inverno, un’esposizione di oltre 5.000 piante di orchidacee.

Nei pressi delle serre si trova un coloratissimo giardino informale (Jane Watson Irwin Perennial Garden) che armonizza piante molto diverse, perenni, annuali, bulbose, cespugli e piccoli alberi. Questo spazio è diviso in una serie di sezioni minori chiamate metaforicamente rooms, stanze, usando come unico criterio la stagione e il colore dominante; lungo il bordo esterno, si ammira una ricca collezione di peonie.

IL GIARDINO DELLE ROSE

Uno degli angoli più suggestivi è sicuramente il meraviglioso Peggy Rockfeller Rose Garden, sviluppato su una superficie triangolare nella zona Nord-Est del Giardino. Le parole - e forse anche le immagini - sono probabilmente insufficienti per descrivere quello che l’occhio può cogliere dal vivo, un’atmosfera incantata, la magia dei colori, i delicati profumi, l’estrema cura con cui il tutto è realizzato e mantenuto.

Questa coreografica collezione comprende oltre 3.600 piante di rose appartenenti a 600 varietà differenti, il numero più alto di rose mai esibito in un’unica collezione! Sebbene sia raro non trovare piante in fiore da maggio a ottobre, vanno segnalati due picchi di fioriture, nei mesi di giugno e settembre.

LA FORESTA E IL REGNO DELLE AZALEE

Tra il complesso delle serre e il roseto, il visitatore incontra la grande area boschiva nota come Native Forest o foresta indigena, un frammento originario dei boschi che coprivano l’intera area che costeggia il Fiume Bronx e il coloratissimo Giardino delle azalee. Quest’ultimo, in magnifica posizione all’ombra di secolari querce, alberi di tulipani e storaci (Liquidambar sp.), raccoglie 3.000 azalee e rododendri.

Poco più avanti, oltre il ponte sul fiume, in un incantevole paesaggio vi è uno degli edifici storici del Giardino, un vecchio Mulino ottocentesco intitolato a Lilian e Amy Goldman, magnificamente restaurato. Infine, tra le grandi serre e la Biblioteca, nella zona Ovest del Giardino, si estende per 15 ettari l’Arthur and Janet Ross Conifer Arboretum un arboreto di sole conifere, con 250 alberi di notevole portamento e età, principalmente pini (Pinus sp.), pecci (Picea sp.) e abeti (Abies sp.).

UNO SGUARDO AL FUTURO

Nonostante i risultati della ricerca e l’affluenza del pubblico stiano ampiamente premiando questo Giardino, nulla si ferma; entro la fine dell’anno verrà inaugurata una nuova sezione all’insegna dell’ecocompatibilità che desta già molto interesse tra gli appassionati, ovvero il Giardino delle piante indigene (Native Plant Garden). Occuperà la parte Ovest della foresta, con una zona umida centrale, piccole cascate, prati e boschi ombreggiati. “Con questo nuovo progetto vorremmo convincere i visitatori che la flora locale è altrettanto interessante e bella quanto quella esotica”, afferma lo staff.

L’acqua presente sarà quella piovana captata localmente e filtrata da piante acquatiche, panchine e edifici saranno costruiti con materiali riciclati, le piante presenti saranno selezionate per fornire alimento e protezione a uccelli e insetti. In poche parole, non solo un brillante presente ma anche un futuro ricco di straordinari progetti, come si addice alla Grande Mela!

 

(Testo e foto di Ioannis Schinezos e Roberta PaganoPubblicato su Giardinaggio 12/2012)

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