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Le piante tintorie: il noce
Inviato da Silviab il 29-11-2016 16:43
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Il noce è un albero appartenente alla famiglia delle Juglandaceae, originario dell'Asia minore e della Persia, la cui introduzione nel mondo occidentale risale al periodo greco. Oggi largamente diffuso in tutta l'Europa centrale e meridionale, nella specie Juglans regia, in Italia cresce ovunque, sino a 1000-1500 metri di altitudine.

Pianta che può raggiungere oltre i 20 metri di altezza, con chioma tonda e corteccia grigio-giallastra, fessurata verticalmente, ha foglie grandi, formate da 5-9 foglioline ellittiche ovali e appuntite di color verde lucido, con nervature. I fiori sono raccolti in amenti, mentre il frutto è una drupa globulosa, con un involucro carnoso, detto mallo e un guscio legnoso ovoidale a due valve, contenente un seme voluminoso commestibile, dal gusto molto gradevole. Si trova sia allo stato spontaneo che in vaste coltivazioni.

COLTIVAZIONE E RACCOLTA

Coltivata in Persia sin dall'antichità, soprattutto per i suoi frutti, la pianta fruttifica in genere dopo 5-6 anni dal momento della messa a dimora. Cresce fino a 1000-1500 metri, ma teme il freddo e quando il gelo la investe durante la fioritura, non produce più frutti, anche per più di un anno consecutivo. Un progetto europeo a cui partecipano 6 paesi si sta occupando da una decina d'anni di studiare e mettere in atto un piano di ripopolamento della coltura del noce in Europa.

UTILIZZO

Largamente utilizzato in campo alimentare (i frutti soprattutto per la confezione di dolci), medicinale (tonico e astringente, antidispeptico) e cosmetico (azione colorante e fotoprotettiva), viene riconosciuto in farmacopea come antidiabetico e fitoriparatore.

PROPRIETA' COLORANTI

Le radici e il mallo del frutto contengono un composto denominato juglone, il quale dà in tintura una colorazione rosso arancio, che entrando in combinazione con altri pigmenti associati, quali numerosi tannini e flavonoidi di diverso tipo, presenti soprattutto nelle foglie, è in grado di fornire colorazioni particolari, a seconda della parte di pianta utilizzata. Le foglie, colte in agosto, danno un colore dal giallo ottone al muschio dorato. Le radici, toni di marrone, dal rosso-bruno al castoro. Ma è soprattutto il mallo, raccolto ancora verde oppure scuro, a essere apprezzato per i suoi toni grigi e bruni, sino al nero.

I colori sono solidissimi, tanto da permettere di tralasciare pretrattamenti a mordente delle fibre tessili da tingere, con la maggior parte delle quali presentano una notevole affinità molecolare. La facile reperibilità del materiale colorante, anche a livello di scarti della produzione alimentare, rende la coltivazione di questa pianta particolarmente interessante per l'industria tintorea, in quanto risorsa rinnovabile e sostenibile.

RICETTE DI TINTURA

Un'antica ricetta utilizzata nelle Manifatture Tessili Gobelins, prevedeva l'utilizzo del mallo di noce fresco, per tingere in marrone la lana a freddo.

• Frantumare i malli freschi e farli macerare in acqua dentro a una piccola botte, lasciandoli a fermentare al sole per tre giorni o anche più.

• Immegervi quindi il materiale da tingere e lasciarvelo per 24 ore.

• Ritirare la lana, sciacquare e asciugare all'ombra.

- Ricetta della maestra tintora Maria Elda Salice per tingere in nero lana e seta con foglie di noce.

• Procurarsi foglie fresche di noce di peso 4 volte superiore a quella del materiale tessile da tingere. Mettere a bagno le foglie coperte d'acqua per una notte. Il giorno dopo farle bollire per un paio d'ore, lasciar raffreddare e filtrare.

• Allungare il decotto con acqua in modo che il materiale da tingere vi nuoti comodamente.

• Sciogliere in acqua calda del solfato di ferro, in proporzione del 10% rispetto al peso del materiale da tingere e aggiungerlo al bagno di tintura precedentemente preparato.

• Immegervi il materiale tessile da tingere e bollire per 60 minuti.

• Sciacquare subito in acqua bollente per evitare che il filato si macchi e asciugare.

 

 

(Pubblicato su Giardinaggio 12/2012 - Si ringrazia per la consulenza Rosella Cilano, Asociazione Casa Clementina, www.casaclementina.eu)

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