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A Parigi les Jardin des Plantes
Inviato da Silviab il 01-11-2016 11:57
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Parigi, città magnifica e romantica, città d’arte proiettata verso il futuro, dall’immenso patrimonio culturale. Sotto l’ombra della Torre si celano musei e gallerie tra le più famose e visitate al mondo, ma anche – non conosciuto da tutti – un gioiello verde che ebbe fondamentale importanza nella storia della botanica in Europa: il Jardin des Plantes, sulla Rive Gauche della Senna.

Entrando da Rue Cuvier, il Giardino ci accoglie con i suoi imponenti vialoni di grande impatto scenografico. La statua di Jean-Baptiste Lamarck – naturalista francese a cui si deve una delle prime teorie sull’evoluzionismo – dà il benvenuto, mentre lunghe bordure fiorite, conducono il nostro sguardo fino al fondo dove s’alza l’imponente costruzione che oggi ospita la Grande Galerie de l’évolution.

Quello che in primis colpisce dell’Orto Botanico parigino non è tanto la struttura ma la filosofia e la fruibilità da parte del pubblico. Nonostante sia contornato da prestigiose, antiche istituzioni scientifiche e musei, gran parte dell’Orto è infatti accessibile liberamente ai visitatori; i Parigini ne attraversano i viali per recarsi al lavoro, riposano sotto l’ombra dei grandi alberi durante la pausa pranzo, vivaci scolaresche ne movimentano ogni angolo, accanto a giardinieri indaffarati. È un piacere osservare che, qui, la botanica non rimane scienza isolata e chiusa, ma viaggia accanto alla vita quotidiana.

Nato inizialmente come Jardin du Roi des plantes médicinales nel 1626 per il re Luigi XIII e progettato dal suo medico Guy de La Brosse, questo spazio verde fu aperto alle visite qualche anno più tardi. Durante la seconda metà del Settecento, con la direzione del Conte Georges de Buffon, il Giardino venne notevolmente ampliato, arricchito da nuove collezioni e un suggestivo labirinto; più tardi, sotto la guida di Bernardin de Saint-Pierre, furono creati un piccolo zoo (Ménagerie) e numerosi istituti di ricerca. Così, nel corso dei secoli, questo spazio verde assunse grande valenza scientifica, divenendo Museo di Storia Naturale e influente centro di ricerca.

TRA I VIALI

Oggi questa istituzione è il principale Orto botanico della Francia e occupa un’estensione di 28 ettari. Comprende importanti collezioni situate all’aperto e altrettante in capienti serre dalla bellissima struttura architettonica.

La disposizione generale del giardino rispecchia principi di simmetria, armonia e spazio, tipici del “jardin à la Française”. Il Jardin alpin che si sviluppa lungo parte del viale Cuvier, fu creato nel 1930 e ospita 2.000 specie che popolano l’ambiente montano di varie regioni del mondo, dalle Alpi al Caucaso.

Così, nel cuore di Parigi, il visitatore ha l’occasione di scoprire e ammirare piante difficilmente osservabili; tutto questo grazie alla grande abilità dei giardinieri che riescono a sfruttare in modo ottimale esposizione e tipo di terreno. Il bel roseto che si snoda lungo il viale Hauy (dal nome dell’importante mineralogista) e fiancheggia i monumentali edifici della Galerie de Botanique e della Galerie de Minéralogie et de Géologie, è un vero tripudio di forme e colori e raccoglie una collezione di 390 varietà di rose, antiche e moderne.

Poco più avanti, si trova una vecchissima robinia (Robinia pseudoacacia) piantata qui nel 1635, dal figlio del famoso giardiniere ed erborista Jean Robin; l’albero era arrivato anni indietro dal Nord America sotto forma di semi. Poco oltre s’incontra il giardino degli iris; se la visita si svolge tra maggio e giugno, potrete ammirare in piena fioritura oltre 400 varietà di questa magnifica pianta.

Le bellissime serre – Les Grandes Serres – sono concentrate sulla destra dei lunghi viali e sono visitabili tutti i giorni tranne il martedì e il 1° maggio (10.00-18.00 in estate, 10.00-17.00 in inverno, entrata a pagamento). Le principali collezioni riguardano specie della foresta pluviale e di habitat desertici. Nella prima grande serra, una scala elicoidale porta il visitatore in alto, oltre le chiome degli alberi tropicali. La successiva, nota come Serra messicana, risalente al 1834, costituisce uno dei primi esempi di costruzione in ferro e vetro della Francia. Diversi alberi interessanti si trovano poco oltre l’ultima serra, nei pressi della cosiddetta Casa estiva di Buffon, costruita nel 1788, primissimo esempio di architettura interamente metallica: un acero cretese o orientale (Acer orientale) del 1702, una Quercus castaneae-foliis, specie originaria della Persia e della regione caucasica, e un vecchio cedro del Libano (Cedrus libani) di quasi tre secoli. Accanto all’acero, s’erge una Phillyrea media, rigoglioso arbusto sempreverde classico componente della macchia mediterranea. Nei pressi della prima serra si può ammirare un imponente platano (Platanus orientalis) piantato dallo stesso Conte de Buffon nel 1785.

Particolarmente interessanti anche le sezioni che ospitano piante di utilizzo quotidiano (aromatiche, tessili, tintorie), il cosiddetto Jardin écologique che raccoglie specie piuttosto comuni ma ormai rare negli ambienti rurali a causa dell’agricoltura estensiva, l’orto-giardino (Le Jardin potager) e il giardino delle peonie.

LO SPETTACOLO DELL’EVOLUZIONE

Nell’austero ed elegante edificio, sede dal 1888 della Galerie de Zoologie, è ospitata la cosiddetta Grande Galerie de l’Èvolution, avveniristico spazio espositivo che ripercorre l’evoluzione delle specie viventi con rigore scientifico ma in chiave decisamente accattivante. Gli interni fondono il fascino degli antichi musei di Storia Naturale con moderni allestimenti interattivi, alta tecnologia e uno spettacolare utilizzo dell’illuminazione.

La parte centrale dell’esposizione è occupata dalla scenografica Carovane africaine, numeroso gruppo di animali del continente africano, mentre attorno – su vari piani – sono disposte le diverse collezioni tematiche.

 

(Testo e foto di Ioannis Schinezos e Roberta Pagano  - Pubblicato su Giardinaggio 11-12/2014)

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