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Sinfonie verdi a Ischia
Inviato da Silviab il 25-10-2016 08:10
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I lussureggianti giardini de La Mortella creati da Susana e William Walton, nella splendida cornice dell’Isola di Ischia.

I primi sguardi nascondono una vera e propria folgorazione: un vibrante connubio di colori esotici e mediterranei adagiati sulla parete verticale della collina, un viaggiare continuo tra luce e ombre, verde e roccia, essenze tropicali e profumi familiari. E come cornice, il mare cristallino e i lussureggianti boschi di Ischia, l’isola verde a poche miglia da Napoli.

Quello che stupisce passeggiando ne La Mortella è l’armoniosa profusione del verde; ogni angolo sorprende, ogni frammento di terreno ricavato a fatica tra le rocce nasconde sfavillanti pennellate tropicali o cupi verdi mediterranei. Lungo il percorso, una serra, una scalinata, una fontana, un laghetto, interrompono armoniosamente l’incessante cortina della vegetazione.

FOLLI SOGNI

Si dice che ogni giardino è un atto d’amore ma questo Giardino è anche la testimonianza della grande storia d’amore tra Lady Susana Walton (1926-2010) e Sir William Walton (1902-1983), uno dei più grandi compositori inglesi del ventesimo secolo. I due si conobbero nel 1948 a Buenos Aires e, poco dopo il matrimonio, decisero di stabilirsi nell’isola di Ischia dove lui avrebbe potuto dedicarsi con tranquillità al suo lavoro creativo.

La coppia ebbe la “folle idea” di costruirsi la propria casa e un giardino tropicale sviluppato in verticale sulla collina di Zaro, a Forio. Lo chiamarono La Mortella poiché nelle vecchie mappe dell’isola la località era segnalata con quel nome che, in napoletano, significa “mirto”. Qui infatti cresceva in abbondanza Myrtus communis, una delle specie più tipiche della macchia mediterranea. Il disegno del giardino fu affidato all’architetto paesaggista Russell Page, vera autorità in materia.

Le difficoltà di realizzazione furono immense, sia per la natura del luogo che per il rifornimento di acqua. Lo spazio fu ricavato dalla parete verticale rocciosa della collina con un paziente lavoro di rimodellamento che portò alla nascita di un giardino su più livelli. Ci vollero ovviamente molti anni di “fondamentale ottimismo”, come scrisse più tardi Susana, per arrivare al risultato che oggi ammiriamo.

TRA ACQUA E ROCCE

La Mortella ci dà il benvenuto con un secolare ulivo all’inizio del viale di pini domestici (Pinus pinea), diverse camelie (Camelia japonica, C. sasanqua e C. reticulata) e un Ginko biloba piantato in onore di Nino Mattera, caro l’amico della coppia; nei mesi estivi, belle fioriture di Amaryllis belladonna ci guidano verso il cosiddetto Giardino a Valle, a forma di L.

Qui lo sguardo è immediatamente rapito dalla Fontana grande, struttura ovoidale con un coreografico getto d’acqua dove, tra le rocce vulcaniche, prosperano papiri (Cyperus papyrus) di grandi dimensioni, fior di loto (Nelumbo nucifera), diversi esemplari di Victoria amazonica e ninfee multicolori che nella stagione della fioritura creano uno splendido colpo d’occhio. Nell’isoletta centrale della fontana sono collocate diverse bromelie, Encephalartos, ananas, mentre sulle vicine aiuole terrazzate, in pieno sole, si apre un rigoglioso “bouquet” di palme, yucche e dracene. Percorrendo l’area a valle si fiancheggia una zona ombreggiata in cui spicca un robusto esemplare di Chorysia speciosa dal caratteristico tronco spinoso piantato da seme dalla stessa Lady Walton nel 1983.

L’acqua è una presenza costante nel Giardino e anche quest’area non fa eccezione; dapprima un particolare geometrico rettilineo d’acqua che taglia in due la zona ci accompagna fino alla Fontana bassa e, di qui, in breve si raggiunge un altro specchio d’acqua, la Fontana ottagonale, disegnata da Page nel centro di una terrazza a otto angoli in occasione dell’ottantesimo compleanno di William Walton.

Dominata da una maschera-fontana scolpita nella roccia e ricoperta di felci e muschi, la vicina Serra della Victoria ospita bellissimi esemplari di Victoria 'Longwood Hybrid', ibrido tra V. amazonica e V. cruziana, molto appariscente e resistente; i suoi fiori profumatissimi si aprono di notte, prima come femminili di color bianco per trasformarsi dopo, in un paio di giorni, in maschili di un rosa intenso.

All’interno della serra un sistema di nebulizzazione mantiene l’ambiente saturo di umidità e qui, un tripudio di tillandsie, bromelie, felci, nepenthes, orchidacee rende l’ambiente davvero suggestivo. Tra le piante più curiose, la cosiddetta vite di Giada (Strongylodon macrobotrys), originaria delle Filippine, la cui particolare infiorescenza esibisce uno stupendo colore verde acquamarina. Lady Walton confessò che, la costruzione di questa serra tropicale, fu uno dei suoi progetti più ambiziosi.

Accanto alla Sala da tè, è situata su due piani la Serra delle orchidee, che accoglie numerose specie della famiglia omonima e alcuni “ospiti” esotici, merli indiani, colibrì e iguane.

Nell’angolo estremo del Giardino, verso Est, circondato da folte siepi di alaterno (Rhamnus alaternus), vi è il Ninfeo: struttura che richiama la tradizione classica e concepito come memoriale per Susana Walton. Continuando a salire tra i terrazzamenti fioriti, in un angolo panoramico con imponenti piante di Agave ferox, si erge William’s Rock, roccia monumentale nel cui apice sono custodite le ceneri di William Walton.

Uno dei desideri del celebre compositore era che il Giardino continuasse a vivere nel tempo come la sua musica; così, nel 1990 fu costruita la Sala Recite dedicata proprio all’insegnamento e a iniziative musicali. Inoltre, durante il periodo estivo, si svolgono suggestivi concerti all’aperto nell’area del cosiddetto Teatro Greco, affacciato su Forio.

Poco oltre s’incontra il Tempio del Sole, particolare struttura di più stanze ricavata da una vecchia cisterna, che ricorda antichi luoghi di culto con bassorilievi simbolici dedicati ad Apollo, dio del sole e della musica. Al suo interno sono ospitate molte specie tropicali, tra cui rampicanti del genere Philodendron, alcune palme e un esemplare di banana nana (Musa uranoscopus) acquistato dalla stessa Lady Walton a Bangkok.

Siamo giunti ormai nella parte alta de La Mortella, il Giardino in collina, dove padroneggia La Cascata del Coccodrillo, grande vasca circondata da una spettacolare cintura di Agapanthus e Phornium. Qui si possono ammirare i magnifici fiori della ninfea azzurra (Nymphaea caerulea), pianta sacra agli Egiziani, robusti papiri ed Euryale ferox, originaria dell’India, dalle spettacolari foglie spinose che raggiungono il metro di diametro.

In un angolo sereno e quieto del Giardino, affacciata su una vasca colma di fior di loto, vi è Sala Thai, originale struttura tailandese in teck, pensata per la meditazione; tutt’attorno si sviluppa una lussureggiante vegetazione tropicale con felci, Philodendron, Epiphyllum, Tetrapanax, un bel boschetto di bambù e aceri giapponesi.

Il nostro percorso termina alla Glorieta, fantasioso “laghetto” di ghiaia di vetro blu in cui sono immerse piccole sculture; tutt’attorno, salvie, pelargoni e diverse varietà di rose. Poco oltre vi è l’ingresso superiore del Giardino, in un vecchio uliveto. Questa è anche l’ultima nostra immagine de La Mortella, giardino di meraviglie, estroso e ricco, nato dall’amore e dalla tenacia di due personaggi fuori dal comune.  

 

 

(Testo e foto Ioannis Schinezos e Roberta Pagano - Pubblicato su Giardinaggio 10/2012)