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Roseya argentina o Hibiscus sabdariffa
Inviato da Silviab il 14-09-2016 12:30
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Un approfondimento su questa particolare specie di Hibiscus, utilizzata anche in cucina, erboristeria e medicina.

È conosciuta nel mondo con tantissimi nomi diversi, fra cui Roselle o Rosella fruit nei paesi anglosassoni, e Karkadè in Egitto, Arabia Saudita e Sudan. Si inserisce fra le oltre 300 specie di Hibiscus presenti in natura, appartenenti alla famiglia delle Malvaceae. In Italia ne è poco diffusa la coltivazione, al contrario di altre varietà come l’Hibiscus syriacus e l’Hibiscus rosa-sinensis, che vengono predilette per l’uso ornamentale.

Originaria della zona tropicale dell’Asia e dell’Africa orientale, oggi è coltivata anche nelle altre aree del mondo aventi un clima simile, ovvero il Centro America e l’Oceania. L’Hibiscus sabdariffa viene sfruttato per l’alto contenuto di fibre tessili dei suoi steli nella variante Altissima, ma soprattutto per le numerose proprietà contenute nei sepali dei suoi fiori.

DESCRIZIONE

Si tratta di un’annuale dal portamento a fusto eretto che può superare i due metri di altezza. Ha foglie glabre alterne e lobate costituite da tre fino a cinque lobi. I petali sono solitamente chiari, bianchi o con sfumature gialline e caratterizzati da una base rosso vivo; qui si trovano anche i sepali dai quali si ottengono la maggior parte dei prodotti. Fiorisce in estate, indicativamente da luglio, per poi regalare i frutti rossi e succosi a settembre, periodo in cui vengono raccolti. 

COLTIVAZIONE

La Roseya soffre il freddo e ha bisogno di molto sole. Originaria dei tropici, resiste bene all’umidità delle stagioni calde, ma teme il ghiaccio e la brina.

Semina: si adatta a molti tipi di terreno, ma avendone la possibilità va preferito un terreno ricco di humus, e possibilmente composto da limo sabbioso. Il periodo migliore è la prima metà di maggio.

Messa a dimora: è la scelta più semplice per la coltivazione nella nostra zona; va effettuata nel periodo di maggio-giugno, avendo cura di lasciare circa 60 cm fra ogni esemplare.

Cure: saltuariamente è consigliabile una concimazione con stallatico o fertilizzanti commerciali. Non ha bisogno di altre cure specifiche e resiste bene anche ai numerosi parassiti che la attaccano.

Impollinazione: ha fiori ermafroditi, cioè sia con l’apparato femminile sia maschile; l’impollinazione dunque viene effettuata ad opera degli insetti come le api.

Esposizione: tollera bene le piogge, le temperature medio/ alte e il vento; va invece tenuta pulita dalle erbacce e fuori da zone troppo ombreggiate. Allo stesso tempo però non fiorisce se le ore di luce quotidiane sono più di tredici. Durante i mesi invernali, se si vuole provare a mantenerla per più di un anno, è bene posizionarla in un luogo riparato.

Raccolta: fiorisce fra luglio e agosto già dal primo anno. I frutti saranno pronti circa tre/quattro settimane dopo la fioritura: indicativamente si potranno raccogliere a settembre.

UTILIZZO

Uso alimentare: l’Hibiscus sabdariffa è famoso in particolare per il decotto rinfrescante ottenuto dai suoi petali, ovvero il karkadè; è una bevanda dissetante e dalle proprietà digestive, diuretiche e tonificante. Ha anche un leggero potere lassativo. Il colore rosso rubino è dato dai sepali, utilizzati anche per ottenere tantissimi prodotti: le marmellate e le gelatine sono particolarmente facili da preparare, grazie all’elevata presenza di acido citrico e pectina. I sepali, che sviluppandosi diventano veri e propri frutti, sono edibili anche crudi, e possono arricchire insalate e zuppe. Ultimamente inoltre la roseya è utilizzata anche come colorante alimentare.

Usi erboristici e medicinali: le popolazioni che l’hanno coltivata le hanno attribuito numerose proprietà. In particolare sembra essere stata utilizzata come rimedio per tosse, febbre, ipertensione, disturbi del cuore, dispepsia, e persino cancro. A livello medico è stato provato che le foglie hanno proprietà emollienti. I sepali sembrano essere utili contro molti problemi legati al sangue e alla pressione. Studi recenti hanno inoltre riscontrato un effettivo potere antiossidante e diuretico, nonché un aiuto nella prevenzione di alcune sindromi metaboliche (legate all’obesità e alla resistenza all’insulina).

Foglie: i germogli e le foglie giovani possono essere impiegati nella preparazione di insalate. Anche le foglie trovano impiego nella preparazione di integratori.

 

 

(Foto Colla Vivai, www.collavivai.it © Mariela Manero - Pubblicato su Giardinaggio 9/2012)

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