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Alla scoperta del giardino di Darwin
Inviato da Silviab il 18-09-2017 10:14
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Un itinerario nella campagna inglese del Kent, alla scoperta del giardino di Casa Darwin, dove il grande naturalista trascorse quarant'anni, dedicandosi allo studio della botanica e alla scrittura delle sue opere più importanti.

Sono pochi gli scienziati che col loro carisma riescono a scavalcare i confini delle aule accademiche e affascinare il grande pubblico. Guardando i vecchi ritratti del celebre naturalista inglese Charles Darwin, è difficile forse associare all’immagine mite e allo sguardo dolce lo scienziato le cui teorie sull’evoluzione sconvolsero la rigida società vittoriana e rappresentano tutt’oggi tema di accesi dibattiti.

La figura di Darwin (1809-1882) è da sempre legata alla zoologia, tuttavia pochi sanno che fu anche uno straordinario studioso di botanica, in particolare delle Orchidacee e delle piante insettivore. A lui si devono importanti pubblicazioni che riguardano le diverse forme dei fiori in piante della stessa specie e il primo trattato sulle piante insettivore, ancora oggi riferimenti nella cultura scientifica.

Si chiama Down House la bella dimora vittoriana della famiglia Darwin, immersa nel verdeggiante paesaggio del Kent, appena fuori dalla cittadina di Downe. Tranquilla, verdeggiante, disegnata da ampie vallate, questa regione è da sempre definita “The English garden” per i suoi paesaggi suggestivi, con graziose cittadine medievali splendidamente conservate, austeri castelli e imponenti cattedrali. Qui, poco lontano da Londra in un tranquillo ambiente rurale, Darwin trascorse gli ultimi quarant’anni della sua vita, dedicandosi agli studi sull’evoluzione; e proprio qui, circondato dai suoi affetti, scrisse pagine destinate a rivoluzionare il pensiero scientifico.

IL GIARDINO E LA SERRA

Ma altrettanto coinvolgente è il giardino che circonda la candida costruzione, ornata da folti rampicanti. Non è un orto botanico: niente collezioni sistematiche o cartellini d’identificazione. È solo un giardino privato, informale, piacevole, con aiuole fiorite, siepi, panchine, vecchi alberi, un orto; ma, percorrendo i lunghi viali, si percepisce intenso il senso della storia e quasi pare di intravedere il vecchio scienziato camminare verso l’amata serra azzurra.

Questa piccola struttura, costruita con l’aiuto dell’amico botanico Joseph Dalton Hooker, allora direttore dei celeberrimi Kew Gardens, fu il laboratorio dei suoi esperimenti sulla fecondazione delle orchidee a opera degli insetti, che tanto contribuirono allo sviluppo delle teorie sull’evoluzione. È emozionante pensare che, in questo ambiente semplice, da osservazioni straordinariamente intuitive nacquero teorie destinate a cambiare il corso della scienza.

Qui Darwin collezionò diverse specie di orchidee, sia indigene, raccolte nella campagna circostante, sia tropicali e un buon numero di piante insettivore, soprattutto del genere Drosera. La serra e il giardino ebbero un ruolo fondamentale nella vita di Darwin, lo studioso infatti era solito trascorrere molte ore assorto nell’osservazione della natura. I suoi mezzi furono elementari ma la metodicità, e l’impegno nella ricerca, enormi; sebbene il lungo viaggio esplorativo risultò fondamentale per la nascita delle sue idee, le teorie conclusive furono sviluppate proprio qui a Down House.

IL SANDWALK

Alle spalle del giardino vero e proprio, si apre il cosiddetto Sandwalk, un bel sentiero alberato che s’inoltra nella campagna circostante. Darwin percorreva quotidianamente questo piacevole tratto osservando la vegetazione spontanea e gli insetti impollinatori indaffarati in primavera. Tutt’attorno, un vasto silenzio interrotto solo dallo stormire di secolari querce. Il visitatore è libero di accedere sia negli spazi interni dell’abitazione sia nel giardino e, se lo desidera, può inoltrarsi e passeggiare nella campagna circostante.

 

ANGRAECUM SESQUIPEDALE - L'ORCHIDEA DI DARWIN

Le Orchidacee affascinarono enormemente Charles Darwin che, osservando le forme così particolari e varie dei loro fiori, condusse numerose ricerche sul rapporto tra piante e insetti impollinatori. Il caso dell’Angraecum sesquipedale, denominata “orchidea di Darwin”, è un esempio eloquente.

Questa orchidea, con uno sperone lungo 30 cm, fece ipotizzare allo scienziato l’esistenza di un insetto impollinatore con una spiritromba di dimensioni analoghe. ”…restiamo stupiti, che un insetto qualsiasi possa mai essere capace di raggiungere questo nettare. Le nostre specie inglesi di Sphinx hanno proboscidi lunghe quanto il loro corpo; ma nel Madagascar devono esistere farfalle notturne, la di cui proboscide può essere allungata fino a dieci o undici pollici!”, egli scrisse. Questa sua intuizione, inizialmente accolta con scetticismo, dopo quasi mezzo secolo si rivelò esatta.

La spettacolare orchidea del Madagascar, con appariscenti e profumati fiori bianco verdastri, custodisce il nettare nel suo lungo sperone permettendo solo a un insetto con una proboscide lunghissima di raggiungerlo, il lepidottero notturno Xanthopan morganii praedicta, (il termine “praedicta” rende omaggio proprio all’intuizione di Darwin). 

 

(Testo e foto di Ioannis Schinezos e Roberta Pagano - Pubblicato su Giardinaggio 9/2012)

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