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Villa Peyron e il bosco di Fonte Lucente
Inviato da Silviab il 28-08-2017 12:17
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La stradina che parte dalla piazza di Fiesole si snoda in una serie di stretti tornanti in salita; al di là del finestrino scorre lo splendido paesaggio toscano con un’infinita varietà di verdi, ulivi argentei, scuri e severi cipressi, robuste querce. Cespugli di rosa canina arricchiscono le siepi lungo la strada. Sullo sfondo, tra le fiancate delle colline, si adagia la preziosa Firenze.

Non è difficile comprendere perché questi armoniosi scenari abbiano incantato nel corso dei secoli viaggiatori di ogni sorta e nazionalità, agiati o meno. Pochi minuti di percorso ed ecco sulla nostra destra il cancello in ferro battuto di Villa Peyron, oltre il quale s’intravede un doppio filare di maestosi cipressi fastigiati.

PASSIONE E COSTANZA

Il complesso, tra le più note e apprezzate ville fiorentine, fu acquistato nel 1914 dal piemontese Angelo Peyron, trasferitosi per affari in Toscana; questo constava inizialmente di alcune case coloniche e di una villa trasformata in seguito dall’architetto Ugo Giovannozzi nell’elegante e austera costruzione attuale d‘ispirazione medievale, interamente rivestita in pietra. Peyron acquistò anche l’antica sorgente cinquecentesca di Fonte Lucente appartenuta alle suore mantellate, immersa in un verdissimo bosco, per approvvigionare di acqua la villa, le fontane e alimentare il laghetto sottostante. L’attuale giardino si deve tuttavia all’amore e alla sensibilità di Paolo Peyron, figlio di Angelo, che dal 1934 vi si stabilì e incominciò, senza avvalersi dell’aiuto di professionisti, la creazione di quello che è lo splendido complesso attuale. “La prima cosa che ho pensato è stata quella di realizzare uno squarcio nel bosco, per aprire la vista verso il paesaggio”, scrive Paolo.

Il complesso consta in realtà di due entità, un giardino formale all’italiana e un folto parco-bosco di circa settanta ettari, che convivono in piena sintonia e s’integrano armoniosamente con il contesto agricolo circostante.

Il bel giardino formale della Villa si svolge su una serie di terrazzamenti digradanti verso valle da nord a sud che culminano in una spettacolare vista sulla città di Firenze. Il giardino si spiega così verso il basso, in una successione di eleganti parterre, balaustre, scalinate, elementi decorativi, statue e fontane in uno spettacolare effetto scenografico.

NELL’OMBRA DEL BOSCO

Il parco-bosco di Fonte Lucente circonda il giardino arrivando fino al lago - un invaso di 3615 metri quadrati - e confina con l’ambiente agricolo dominato da uliveti. Quest’area gioca un ruolo importante nella complessa struttura di Villa Peyron, sia dal punto di vista estetico, poiché avvolge completamente il giardino formale, sia dal punto di vista botanico, poiché la vegetazione presente - a parte gli inserimenti di conifere - è spontanea della zona. Al laghetto si giunge seguendo un bel sentiero di terra battuta delimitato da bordi in pietra.

Il bosco si presenta con alberi ben sviluppati, mediamente oltre i 20 metri, e consiste soprattutto di querce: roverelle (Quercus pubescens), cerri (Quercus cerris) e lecci (Quercus ilex). Le roverelle, che dominano soprattutto la parte più alta del bosco, sono presenti con bellissimi esemplari dai grossi fusti sinuosi. A queste specie s’affiancano alcune conifere introdotte, ovvero cipressi nella varietà piramidale (Cupressus sempervirens var. pyramidalis), pini neri (Pinus nigra), pini marittimi (Pinus pinaster), pini domestici (Pinus pinea) e pini silvestri (Pinus sylvestris).

Il sottobosco è abbondante e diversificato, con viburno (Viburnus tinus), caprifoglio (Lonicera caprifolium), alloro (Laurus nobilis), ligustro (Ligustrum vulgare), filliree (Phillyrea latifolia e P. angustifolia) e corbezzolo (Arbutus unedo).

Tra gli arbusti sempreverdi si oservano piante come l’anemone stellata (Anemone hortensis), l’euforbia cipressina (Euphorbia cyparissias), l’aparine (Gallium aparine), l’elleboro di Boccone (Helleborus bocconei) e la viola bianca (Viola alba ssp. dehnhardtii), mentre dove il bosco confina con gli oliveti appaiono anemoni, orchidacee e tulipani.

Passeggiando tra gli ombrosi e freschi sentieri del bosco s’incontrano raffinate strutture architettoniche, fontane, statue e imponenti scalinate. Questi elementi posti da Paolo Peyron in sostituzione a quelle andate distrutte durante la guerra, rendono il percorso davvero suggestivo e piacevole.

 

(Testo e foto di Ioannis Schinezos e Roberta Pagano - Pubblicato su Giardinaggio 9/2014)

 

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