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Villa d'Este, meraviglia rinascimentale
Inviato da Silviab il 03-07-2017 08:00
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Ogni capolavoro di architettura verde ha il proprio elemento di seduzione e, nel caso di Villa d’Este a Tivoli, questo è indubbiamente rappresentato dall’acqua. In poco più di quattro ettari, straordinarie fontane, ninfe e grotte creano effetti visivi e acustici d’inimmaginabile bellezza. Le acque scorrono, precipitano in cascate d’ogni dimensione, sono catapultate in alto creando ventagli e volte immaginarie, simulano la pioggia.

Villa d’Este fu voluta dal cardinale Ippolito II d’Este e ideata da Pirro Ligorio, celebre architetto e pittore napoletano. Fino ad allora - siamo al sedicesimo secolo - nessuno si era spinto in un’opera così impegnativa, soprattutto per l’orografia del luogo che impose complessi adattamenti con pendii e terrazze. Il risultato finale, di grande bellezza scenografica, così innovativo per il suo tempo, è considerato uno dei capolavori del Giardino Rinascimentale all’Italiana.

IL GIARDINO E LE FONTANE

Se i numeri sono talvolta necessari per comprendere la grandiosità di un progetto, Villa d’Este potrebbe essere sintetizzata in 51 fontane con 398 zampilli e 364 getti, 64 cascate di ogni dimensione, 220 bacini di varia estensione e 875 metri lineari di canali d’acqua! Queste strepitose architetture d’acqua sono il risultato di un apparato idraulico assolutamente ingegnoso e complesso; infatti, il giardino è percorso da un’intricata rete sotterranea di canali, tubazioni, cunicoli e, cosa ancor più straordinaria, è che l’intero sistema è mosso solo dalla forza di gravità. Non è difficile immaginare di quante attenzioni necessita continuamente questo delicato impianto per ovviare ai diversi problemi creati dalla composizione chimica delle acque, molto calcaree e ricche di sedimenti del fiume Aniene, da dove provengono, e dal naturale deterioramento di canali e tubazioni.

Oggi il visitatore si affaccia nel Giardino dall’alto e dal lato Nord, ma l’ingresso originario era situato in basso, dove arrivava l’antica via Tiburtina; di qui si saliva ammirando gli spettacolari giochi d’acqua delle fontane a più livelli fino al Palazzo. Il disegno rimane sostanzialmente semplice con un asse longitudinale principale e cinque trasversali che armonizzano perfettamente con i vari piani del Giardino. Sebbene oggi meno spettacolare, l’impatto è ugualmente mozzafiato.

Tra le strutture più ammirate la monumentale Fontana dell’Organo, dotata di un meccanismo idraulico che aziona un organo vero e proprio, diffondendo melodie a intervalli regolari, o la coreografica Fontana di Nettuno, la più imponente della Villa, che proietta verso l’alto possenti zampilli; quest’ultima è l’unica realizzata nel corso del ventesimo secolo trasformando la preesistente cascata creata dal Bernini. Senza dubbio però una delle strutture più caratteristiche di Villa d’Este è il viale delle Cento Fontane: tre canali sovrapposti e una parete verde di muschi e ciuffi di capelvenere con straordinari schizzi a ventaglio e getti d’acqua che fuoriescono da mascheroni zoomorfi. Al termine del lungo viale, su un terrazzamento a esedra, è posto un altro teatro d’acqua affacciato sulla vallata, la Fontana di Rometta, che riproduce alcuni simboli dell’antica Roma. Altrettanto ammirata la Fontana dell’Ovato, importante punto di snodo dell’apparato idrico che alimenta tutte le fontane della Villa; tra le sue peculiarità, il grande bacino ovale e le bellissime maioliche cinquecentesche che ne decorano il parapetto. Ai lati della cascata si aprono grotte e arcate in cui sono inserite statue di Nereidi realizzate nel 1567 da Giovanni Battista della Porta. La parte più bassa del cosiddetto Giardino Piano è prevalentemente occupata da tre Peschiere di notevole profondità. L’area circostante ora si presenta diversa rispetto all’assetto originario, lasciando lo sguardo libero di spaziare verso le fontane sovrastanti; qui, lungo i bordi delle peschiere, in passato trovavano posto ulteriori giochi d’acqua provenienti da alti pilastri. 

IL PALAZZO

Se nel giardino vero e proprio di Villa d’Este si svolge uno straordinario quanto complesso gioco di acque, altrettanto importanti sono le strutture annesse, anzitutto il Palazzo con le sue sontuose sale dai magnifici motivi decorativi, affreschi, mosaici, elaborati soffitti lignei, fontane rustiche. Alcuni ambienti colpiscono particolarmente per la loro maestosità, come le Sale di Noè e di Mosè dalle incantevoli volte affrescate, o le Sale Tiburtine, anch’esse riccamente decorate con tematiche riguardanti leggendarie vicende locali; o ancora, il cosiddetto Salone della Fontana che, al tempo di Ippolito, veniva utilizzato soprattutto come luogo d’incontro con letterati. Infine, in successione, le Sale di Ercole, della Nobiltà, della Gloria, mentre all’estremo margine del Palazzo si ammira quella della Caccia. Dalle finestre delle sale e dai terrazzi lo sguardo si può spingere a volo d’uccello sull’intera Villa, la pianura lontana e, in parte, i quartieri più vecchi di Tivoli. Di qui, è possibile apprezzare davvero la complessità di questo capolavoro del Rinascimento italiano, che coniuga ingegno ed elementi scenografici d’incomparabile bellezza.

 

(Testo e foto Ioannis Schinezos e Roberta Pagano - Pubblicato su Giardinaggio 7-8/2013)

Tag: villa D'Este |