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La coltivazione di ribes e uva spina
Inviato da Silviab il 06-06-2016 09:38
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Ribes rosso e uva spina appartengono, come pure il ribes nero, al genere botanico Ribes. L’origine del termine, secondo alcuni autori, deriva dall’arabo e significa “acido”, per altri, si tratta della latinizzazione della forma germanica “Mübsee”, diminutivo dell’antico “Meba” che significa enigma. Questo genere comprende più di 300 specie, di cui alcune ornamentali, diffuse in tutta l’Eurasia e Africa del Nord.

Le varietà coltivate derivano dalla selezione e dall’incrocio tra specie botaniche: il Ribes vulgare, il Ribes rubrum e il Ribes petraeum, mentre l’uva spina deriva dalla specie Ribes grossularia, var. vulgare e var. uva-crispa. Il ribes a grappolo, conosciuto dai greci e dai latini, è citato per la prima volta in Europa in documenti del XV secolo, mentre l’uva spina era già usata nelle salse in Gran Bretagna nel XVI secolo.

ESIGENZE DELLA COLTURA

Esigenze pedologiche e scelta del terreno

Il ribes e l’uva spina sono i piccoli frutti meno esigenti e più adattabili alle varie tipologie di terreno, anche se lo sviluppo migliore della pianta si ha con terreno leggero o siliceo-argilloso profondo, organico, pH 6-7.

Esigenze climatiche, esposizione

Per quanto riguarda le esigenze climatiche, il ribes e l’uva spina sono molto resistenti alle basse temperature, fatto salvo le gelate tardive che possono danneggiare la fioritura, sempre piuttosto precoce. Il clima caldo e secco rallenta invece molto lo sviluppo della vegetazione; è consigliabile quindi scegliere l’esposizione a nord e le zone più fresche dei giardini.

Impollinazione

Mentre le varietà di ribes nero sono autosterili e quindi è necessario mettere a dimora piante di due varietà diverse, il ribes rosso, bianco e l’uva spina sono autofertili, anche se naturalmente hanno sempre bisogno della presenza di api o di bombi.

LA PREPARAZIONE DEL TERRENO

La lavorazione del terreno

Rispettando le norme generali di buona gestione agronomica del suolo, ribes e uva spina non hanno problemi particolari.

Concimazioni di fondo

La concimazione organica di fondo, in relazione alla fertilità del terreno, prevede un apporto da 5 a 10 kg/mq di letame o altro materiale ben compostato, assieme a 40 g/mq di concime universale complesso.

La coltivazione in vaso

Il ribes e l’uva spina possono essere coltivati con buoni risultati anche in un vaso di almeno 10 litri di torba o terriccio leggero a pH 6,5, alimentando poi la pianta con la fertirrigazione se presente oppure con la distribuzione primaverile di concime complesso a lenta cessione (tipo “Osmocote”, “Nutricote” ecc.) a 8-9 mesi.

L’IMPIANTO

Epoca

Utilizzando piante cresciute in vaso la messa a dimora può avvenire praticamente durante tutto l’anno, ma l’epoca classica è durante il riposo vegetativo della pianta, da novembre a marzo.

Distanze

La distanza tra le piante nelle file dipende dalla scelta del tipo di forma di allevamento, mentre tra le file è bene mantenere 250 cm. Per il fusetto verticale a unico asse 50 cm, per la palmetta a due o tre branche rispettivamente 80 e 100 cm, per il cespuglio 100 cm.

Impianto di irrigazione

È possibile adottare sia l’impianto irriguo a pioggia (i frutti non sono soggetti a muffe), sia l’impianto a goccia, con un gocciolatoio per pianta. In terreni freschi e profondi, con esposizione a nord, è anche possibile coltivare il ribes e l’uva spina senza impianto irriguo. In tale caso è consigliabile una potatura più corta.

FORMA DI ALLEVAMENTO, SOSTEGNI, POTATURA

Esistono almeno tre tecniche:

Fusetto: è opportuno che la pianta allevata a fusetto (unico astone centrale) sia sostenuta da un palo alto circa 150 cm. Con la potatura si devono sopprimere tutti i polloni che crescono alla base e potare le branchette laterali in modo da mantenerle corte e orizzontali.

Palmetta a 2 o 3 branche: nel caso di allevamento a palmetta è necessario fissare tre fili (altezza da terra 50 - 90 - 130 cm) per sostenere ed indirizzare i rami lungo la spalliera. I tre fili vanno tirati su una palificazione alta 2 metri e distante 5 metri. Il primo anno si legano al 1° filo i tre rami più forti, eliminando gli altri. Dagli anni successivi si eliminano sempre i polloni basali e si rinnovano i rami laterali, raccorciandoli ed eliminando quelli troppo verticali che farebbero concorrenza alle 2-3 branche principali.

Cespugli: si lasciano 3-4 polloni, di cui ogni anno va eliminato uno, il più vecchio, sostituendolo con un nuovo pollone. Gli altri polloni e i rami più orizzontali vanno ogni anno eliminati.

 

 

(In collaborazione con Berry plant - Pubblicato su Giardinaggio 6/2013)

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