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Alla scoperta dell'alchechengio
Inviato da Silviab il 27-06-2017 14:11
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Lalchechengio (chiamato anche "chichinghero") dà il meglio di sé in autunno con l’appariscente frutto, paragonabile a un lampioncino cinese. Infatti, il calice fiorale si ingrossa progressivamente fino a una lunghezza di 5-7 cm: si gonfia assumendo l’aspetto di un palloncino di carta pergamena, e contemporaneamente cambia colore, passando dal verde iniziale al rosso acceso dell’autunno.

L’alchechengio è una pianta resistente e molto decorativa per l’autunno-inverno. Richiede un’esposizione soleggiata e un terreno ben drenato, fresco e fertile. Si annaffia una volta a settimana. È bene eseguire anche la cimatura, che favorisce la ramificazione e quindi una maggiore quantità di frutti.

In autunno si possono recidere i fusti e le ramificazioni con i palloncini rossi: per conservarli si fanno lentamente essiccare all’ombra.

Physalis alkekengi produce bacche commestibili; appartiene, come il pomodoro e la patata, alla famiglia delle Solanaceae. I piccoli frutti si consumano freschi, anche pucciati nel cioccolato.

 

 

(Tratto da "Saper fare" - Pubblicato su Giardinaggio 7-8/2012)

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