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Architettura del verde in Tuscia
Inviato da Silviab il 09-05-2017 16:59
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La Tuscia, Terra degli Etruschi, terra antica ricamata tra Toscana, Umbria occidentale e Alto Lazio, custodisce nei suoi ameni paesaggi meravigliose testimonianze del passato, incantevoli borghi medievali, dimore storiche e giardini. Uno dei cuori pulsanti di questo territorio, rifugio di artisti, scelto come residenza da papi e imperatori, è rappresentato da Viterbo e la sua provincia; qui, tra scenari che alternano sinuose colline ricche di foreste a vigne e uliveti, si concentrano alcuni tra i più raffinati spazi verdi in cui l’arte del giardino all’italiana ha raggiunto la sua massima espressione.

ANTICHE MURA

Vignanello è un grazioso borgo arrampicato su uno sperone tufaceo che guarda la pianura viterbese. Il suo centro storico conserva il caratteristico dedalo di viuzze strette e ripide, su cui si affacciano balconcini fioriti di antichi edifici.

Qui, nella piazzetta centrale, si erge il maestoso Castello Ruspoli. Inizialmente un semplice convento-fortezza medievale dei frati benedettini, fu modificato più volte fino ad assumere la forma attuale nel 1610 sotto la proprietà di Marc’Antonio Marescotti e della moglie Ottavia Orsini, figlia di Vicino, visionario creatore dello stravagante Parco dei Mostri a Bomarzo. Dall’esterno il Castello appare massiccio, in pietra grigia, a pianta quadrata, con quattro imponenti bastioni e merlatura ghibellina. Varcando il ponte levatoio, sospeso su un profondo fossato, ci si sente trasportati indietro nel tempo. Le principesse Claudia e Giada Ruspoli, discendenti della famiglia proprietaria del Castello dal 1704, ci accolgono e ci guidano in questa scoperta.

Gli ambienti del pianterreno conservano un fascino austero e, in qualche modo, misterioso: penombra, murature massicce, corridoi silenziosi in cui echeggia solamente il rumore dei propri passi. Decidiamo di lasciare per ultima la meraviglia che la proprietà custodisce, ovvero il Giardino all’italiana col celebre parterre, e raggiungiamo il piano nobile. Qui si susseguono sale arredate in modo sobrio ed elegante, con preziosi mobili d’epoca e splendidi arazzi alle pareti; i vivaci affreschi raffiguranti le Virtù, realizzati nel 1725 in occasione della visita di Papa Benedetto XIII, decorano gli ampi soffitti a volta. È una proprietà viva e vissuta questa, nel passato come oggi, sede peraltro di numerose manifestazioni d’arte, artigianato, gastronomia e musica; una fra tutte, il Concorso internazionale di musica barocca dedicato al Principe Francesco Maria Ruspoli, grande appassionato di musica sinfonica. La musica, infatti, è sempre stata di casa in questo Castello tant’è vero che dal 1707 Georg Friedrich Händel fu ospite per due anni come maestro di cappella, durante i quali compose capolavori come il Salve Regina e Diana Cacciatrice.

UN VERDE GIOIELLO

Dalle finestre del piano nobile appare finalmente sotto di noi, come un prezioso verde tappeto, il Giardino e il suo straordinario parterre; infatti, questo rivela la maestosa scenografia e la stupefacente nitidezza delle sue geometrie verdi, se osservato dai piani superiori del Castello.

Considerato come uno dei più antichi, eleganti e meglio conservati d’Europa, il parterre è rimasto miracolosamente intatto superando nei secoli mode e cambiamenti di stile. Si sviluppa in uno spazio rettangolare pianeggiante oltre il lato orientale dell’edificio ed è percorso in senso longitudinale da due assi principali e cinque trasversali che disegnano complessivamente dodici sezioni, con siepi in parte miste - bosso, alloro e viburno - in parte di solo bosso. Alcune fonti ipotizzano tuttavia che queste in origine avessero una composizione diversa, di salvia e rosmarino. I singoli parterre così creati hanno la stessa dimensione ma ognuno esibisce un proprio complesso disegno. Una fontana centrale con quattro balaustre impreziosisce le geometrie create dalle siepi, mentre, ai due lati, filari di vecchi lecci creano tranquilli angoli ombreggiati. I vertici dei ricami di bosso sono adornati da piante di limone in preziosi vasi di terracotta, mentre i due corridoi principali invitano lo sguardo dell’osservatore a seguire l’intero parterre fino a toccare la pianura viterbese, punteggiata di noccioli e vigne.

Il primo singolo parterre centrale, partendo dal Castello, disegna al suo interno le iniziali S e G, che stanno per Sforza e Galeazzo, i due figli di Vittoria Orsini, la nobildonna che creò questo meraviglioso spazio tra il 1600 e il 1611. Il parterre adiacente riporta invece le lettere F e R, iniziali di Francesco Ruspoli, mentre altri semplicemente una O centrale per indicare il cognome Orsini. La grande scrupolosità nella cura delle siepi farebbe pensare a lunghe e complesse operazioni con decespugliatori, ma non è così: il giardiniere Santino Garbuglia, oltre che con infinito amore ed esperienza, lavora utilizzando ancora il suo vecchio, fedele falcetto!

A un livello inferiore - sul pendio del lato sud - si trova il “giardinetto segreto”, spazio verde di forma allungata con una piccola fontana centrale e siepi meno folte e articolate che tracciano semplici figure geometriche, cerchi, triangoli, stelle, cuori; di qui lo sguardo abbraccia dall’alto parte dell’abitato di Vignanello.

 

 

(Testo e foto di Ioannis Schinezos e Roberta Pagano - Pubblicato su Giardinaggio 5/2014)

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