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La primavera nei giardini all'italiana
Inviato da Silviab il 27-03-2017 17:03
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Durante la primavera la campagna e la zona collinare che circonda la Piana di Lucca offrono ai visitatori uno spettacolo di una bellezza unica. Ne rimase profondamente colpito Montaigne tanto che, che quando visitò la zona nel 1581 e soggiornò a Bagni di Lucca, fu colpito dalla magnificenza e dallo splendore dei giardini che adornavano le ville della zona e ne scrisse nel suo “Viaggio in Italia”.

Le ville Costruite tra il XV e il XIX secolo, le ville, appartenenti alle classi agiate delle città e distribuite nel territorio detto delle “Sei miglia”, avevano una doppia funzione. Oltre che rappresentare la classica residenza estiva infatti, erano anche funzionali all’organizzazione del territorio agricolo da cui le famiglie nobili traevano profitto, soprattutto in relazione all’industria serica, molto importante per i commerci e l’economia della zona. Le ville riflettevano lo status sociale dei proprietari e ogni anno accoglievano ospiti stranieri raffinati e aristocratici, per lo più polacchi e fiamminghi, che in Italia acquistavano prodotti di lusso, come damaschi e taffetà. La nobiltà lucchese si caratterizzava dunque per la numerosa presenza di uomini politici, spesso legati da importanti rapporti con le più importanti corti europee. Le ville della Lucchesia facevano da “quinta” per gli affari: negli splendidi saloni delle ville si intrecciavano dunque economia, politica e mondanità.

Generalmente queste ville sono caratterizzate da forme compatte e possenti, dalle geometrie accentrate o longitudinali, e presentano loggiati sui due fronti o logge aggettanti oppure ancora logge su colonne libere o lesene, ovviamente con declinazioni di volta in volta differenti dovute al gusto dei proprietari. Tutte le ville hanno splendidi giardini incardinati secondo assi prospettici ben studiati e ben definiti e stranamente non sempre centrali, nonostante sia qui diffuso il giardino all’italiana.

I GIARDINI

Il punto di forza delle ville del territorio sono i giardini, tanto che alla loro progettazione furono chiamati architetti famosi come Domenico Martinelli, Filippo Juvarra, Alfonso Torreggiani, Francesco Pini, Ottaviano Diodati, e paesaggisti stranieri come André Le Nôtre e Edouard André che contribuirono a rendere ogni volta diversi e originali i parchi, rispettando sempre l’identità del paesaggio lucchese.

Nei giardini della Lucchesia è fondamentale il valore scenico dello spazio, enfatizzato dall’imponenza della facciata dei palazzi che dialoga con il verde intorno progettato e disegnato con sapienza e arricchito, oltre che da essenze scelte con grande cura, dai cosiddetti “teatri di verzura” e dalle spettacolari fontane. Arte e natura si incontrano in una unione indissolubile e di grande suggestione. Qui il giardino all’italiana, basato su forme geometriche rigorose, si arricchisce dunque del “teatro di verzura”, un elemento dal forte impatto scenografico. A partire dal XVI secolo, quando iniziò la moda delle rappresentazioni teatrali nelle corti, vennero realizzati veri e propri teatri all’aperto interamente costruiti con la vegetazione. Per le quinte si utilizzavano siepi di bosso sagomate, il palcoscenico consisteva in un piccolo prato rialzato e la scenografia era costituita da essenze arboree di vario tipo a cui si aggiungevano spesso statue che si riferivano ai temi della commedia o della tragedia.

VILLA GRABAU

A soli 7 chilometri dal centro di Lucca, Villa Grabau offre ai visitatori uno spettacolo dal fascino immutato. I punti forti del complesso sono la Limonaia, il Teatro di Verzura e il giardino all’italiana.

La Limonaia, dove ogni inverno più di cento piante di limoni di tutto il parco vengono ricoverate, è un edificio con sette portali di accesso e altrettante aperture ovali. È assai curioso che ogni singola pianta di limone trovi la propria dislocazione seguendo la numerazione contenuta su di una piccola tavolozza, dipinta all'epoca, per segnare la disposizione di ciascuna conca.

Nel Teatro di Verzura le quinte sono realizzate in bosso potato, mentre si accede alla scena, leggermente sopraelevata rispetto alla platea, grazie a due scale simmetriche laterali in pietra che conducono dietro le quinte.

Il Giardino all'italiana possiede ancora caratteri cinquecenteschi o secenteschi, preziosa testimonianza di uno stile e di un gusto tipici di un’epoca. Si presenta come un giardino terrazzato e simmetrico, decorato con piante di magnolia a forma di obelisco al primo livello e vasi di limoni al secondo livello.

L'ampio parco che si estende intorno alla Villa è fra i più interessanti della Lucchesia per la ricchezza e rarità delle specie vegetali: ancora oggi infatti si possono ammirare esemplari di notevoli dimensioni di farnie (Quercus robur), lecci (Quercus ilex), carpini (Carpinus betulus), tigli (Tilia plathyphyllos), aceri campestri, agrifogli (Ilex aquifolium), e la lentaggine (Viburnum tinus), piante tipiche del giardino spontaneo.

Segnaliamo anche il Giardino all’inglese che accoglie l'albero dei tulipani (Liriodendron tulipifera), la sequoia (Sequoia sempervirens), il cedro dell'Atlante (Cedrus atlantica), il cipresso dell'Arizona (Cupressus arizonica) e l'olivo odoroso (Osmanthus fragrans).

VILLA BERNARDINI

Situata a soli 4 km dalla città di Lucca, Villa Bernardini possiede un vasto parco suddiviso in tre aree verdi principali: il giardino prospiciente la villa, il Giardino Segreto e il Teatro di Verzura che insieme riuniscono oltre 350 specie diverse la cui fioritura si alterna durante l’intero arco dell’anno.

L’ampio giardino situato di fronte alla facciata della villa, denominato Prato degli Innamorati per la sua pianta a forma di cuore, si estende in leggero declivio nella parte anteriore della villa dal portico fino al cancello ed è delimitato da due viali laterali. Fiancheggiando il lato destro della Villa si entra nel Giardino Segreto, un ampio giardino ornamentale che mantiene le caratteristiche del 1700. Il Teatro di Verzura è il gioiello verde dell’intero complesso, realizzato interamente con piante di Buxus sempervirens; la cavea può ospitare oltre 400 posti a sedere da cui si può godere di un’acustica eccellente. La struttura è formata da due doppi ordini di pareti di bosso che terminano con sculture modellate.

 

(Testo di Arianna Beretta, foto di Francesco Tomasinelli - Pubblicato su Giardinaggio 4/2012)

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