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Lago di Garda, il più bel paesaggio del mondo
Inviato da Silviab il 24-04-2017 14:31
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Straordinaria sintesi di acque e roccia, paesaggi mediterranei e scorci alpini, spiagge acciottolate e fitti boschi, il Garda unisce al fascino della natura quello della storia e dell’arte. Elementi che si fondono in perfetta armonia nel complesso della Rocca di Lonato (Bs) sorta nell’Alto Medio Evo a difesa dei suoi accessi meridionali, dall’alto della quale si abbraccia, in un sol colpo d’occhio, l’azzurro bacino del più grande lago italiano.

Lo sguardo spazia dalla penisola di Sirmione, la “perla delle penisole” amata da Catullo, che si protende nel cuore del lago, alle colline dell’anfiteatro morenico che lo delimitano a meridione e si spinge oltre, verso la costa orientale sovrastata dal Monte Baldo e quella occidentale dominata da aspre cime delle Prealpi.

Quale punto di partenza migliore per il nostro itinerario, che ci porta incontro alla primavera e alle sue straordinarie fioriture, seguendo la linea sinuosa della riva lacustre e, poi, il serpeggiante corso del fiume Mincio?

FIORI NELLA ROCCA A LONATO

E proprio la Rocca visconteo-veneta di Lonato da il benvenuto alla primavera con la prima delle manifestazioni che, in provincia di Brescia e in quelle che gravitano attorno al Garda, vengono dedicate agli appassionati di giardinaggio. “Fiori nella Rocca” si tiene nei grandi spazi racchiusi dalle possenti mura medievali del castello, dichiarato nel 1912 Monumento Nazionale.

Grazie all’idea del Garden Club di Brescia, il complesso monumentale della Fondazione Ugo Da Como – all’interno del quale si trova la Rocca - accoglie i più importanti vivaisti italiani e stranieri, appassionati coltivatori e ricercatori di essenze rare. Un percorso multicolore e profumato, che condurrà i visitatori alla scoperta della Rocca edificata nel XII secolo, fra le più imponenti fortificazioni della Lombardia. Accanto a fiori e piante, i gazebo di artigiani che realizzano oggetti e decorazioni per il giardino, un suggestivo angolo caffetteria e un ristorante a buffet per una pausa di gusto e relax, l’Hortus Conclusus con giochi e attività in tema naturalistico, a cui i genitori possono tranquillamente affidare i bambini. 

LE GRANDI FIORITURE DI IRIS E TULIPANI AL PARCO GIARDINO SIGURTA'

Lonato, Desenzano, Sirmione, Peschiera. Lasciamo le sponde del Garda punteggiate di mimose e, seguendo il corso del Mincio, arriviamo a Valeggio (VR), roccaforte posta in una posizione strategica vicino a un antico guado, dove si incrociavano la via d’acqua del fiume e la strada d’accesso alla bassa pianura veronese. Noto fra gli appassionati di storia per le sue possenti fortificazioni medievali e fra i buongustai per essere la patria di prelibati tortellini (chiamati nodo d’amore), attrae oggi migliaia di visitatori grazie al Parco Giardino Sigurtà, che si estende per 60 ettari alle spalle della seicentesca villa Maffei, che nel 1859 fu dimora di Napoleone III.

Il Parco Giardino mostra in primavera il massimo del suo fulgore, con la fioritura dalla fine di marzo di un milione di tulipani di oltre 150 varietà: è la più scenografica e fitta di esemplari d’Italia e fra le prime d’Europa. La sua caratteristica è che i tulipani, mescolati a giacinti, muscari e narcisi, sbocciano naturalmente, così come la natura anno dopo anno ne fa sviluppare i bulbi, ma anche in armoniose aiuole dove vengono elegantemente piantati dai giardinieri. Fra gli esemplari più ricercati, spiccano il 'Black Charme' dai toni neri, e il 'Queen of the Night', elegante nei suo viola scuro.

Con i primi caldi, dalla fine di aprile alla metà di maggio, fanno capolino sul Viale delle Fontanelle a essi dedicato migliaia di Iris. “Orchidee da giardino”, come comunemente vengono chiamati. Straordinaria e profumata macchia di colore che alterna giallo, arancio e viola, lungo un percorso veramente unico di ben un chilometro. Da maggio all’autunno è quindi un susseguirsi di altre tre grandi fioriture: rose, ninfee e aster.

IL PARCO DELLE BERTONE E I SUOI "1000 ALBERI"

Ancora il corso del Mincio a guidarci fino al Parco delle Bertone, il “parco dei 1000 alberi”, ancora natura e storia.

Quest’area, poco distante da Goito (MN) fu infatti territorio di caccia dei Gonzaga nel Quattrocento e nel Cinquecento e oggi è uno dei fiori all’occhiello del Parco del Mincio (che vi ha creato un Centro Visite), una delle zone umide protette più importanti ed estese d'Italia. Al tempo dei Gonzaga era una fitto bosco selvaggio, residuo della foresta planiziale padana, come il vicino Bosco della Fontana, da cui si distaccò per i disboscamenti susseguitesi dalla fine del Seicento. A esso si è sovrapposta e in grandissima parte ha preso il sopravvento una vegetazione voluta dall’uomo: alla fine dell’800, infatti, elessero questi 7 ettari di tenuta a loro residenza estiva, costruirono una villa e misero mano al parco.

Fra gli alberi tipici del bosco planiziale (carpino, pioppo, farnia, ecc.) furono introdotte piante esotiche allora piuttosto rare, come il Ginkgo biloba e il Cedro deodara, e per rendere più piacevole e mosso l’ambiente furono creati un laghetto e una piccola collina. Il risultato? L’affascinante giardino romantico che oggi si può visitare, ricco di antichi alberi (non è raro che raggiungano i 200 anni d’età), dove l’intervento dell’uomo - che ha creato scorci panoramici, ambienti suggestivi, giochi di colore nelle fioriture che si alternano nei mesi – si intuisce, ma non forza la natura. Allontanandosi dalla villa, il parco, con l’ordinata radura erbosa e le aiuole ricolme di pervinche, lascia il posto al bosco, il cui sviluppo è stato però guidato dall’uomo.

Attorno al laghetto, il bosco è fitto di querce, carpini, bagolari, ma ci si imbatte anche in ginkgo biloba e kaki, boschetti di magnolie. Due ponticelli portano sulla piccola isola al centro del laghetto, dove la vegetazione si è potuta sviluppare più liberamente: nel sottobosco pungitopo, pervinche, elleboro, piccole piante di ippocastano e poi sambuchi, noccioli, bossi e perfino, vicino al lago, bambù nano. Le piante più imponenti e antiche del parco sono contrassegnate da cartellini e numerate: la 172 è un ginkgo biloba di 40 m vecchio di almeno 200 anni, la 260 è una farnia, sull’isoletta, con la chioma di 300 metri quadrati, la 53 un noce nero piantato attorno al 1730.

Ma la più grande attrattiva è il Centro Reintroduzione della Cicogna bianca, dove si possono osservare questi eleganti volatili, ospitati in ampie voliere: quando i piccoli crescono vengono rilasciati e oggi è spettacolo comune vedere volteggiare le cicogne (alcune delle quali nidificano ormai in libertà) attorno al parco. 

(A cura di Francesca Barni - Pubblicato su Giardinaggio 4/2012)

 

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