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Il garofanino: consigli utili per la cura
Inviato da Silviab il 27-03-2017 13:00
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Simpatica piantina molto redditizia (“poca spesa, molta resa”), il garofanino (Dianthus barbatus) fiorisce per quasi tutto l’anno a fronte di pochissime cure, anche se il suo momento migliore è proprio in aprile-maggio, quando diventa un vero e proprio cuscino fiorito.

Il garofanino vive benissimo in vaso o in cassetta (max 3 piante per 30 cm di lunghezza), rinvasando ogni anno in un contenitore di 1-2 misure in più, fino a un massimo di 30 cm di diametro per singolo esemplare: ha bisogno di molta terra per fiorire bene.

Resiste al pieno sole e al caldo più infernale, ma anche al gelo pungente e alla neve, e perfino ai venti salmastri, continuando imperterrito a fiorire.

Prospera in un terriccio fertile, leggero, sabbioso, per es. una parte di buona terra da giardino, una parte di terriccio universale, una parte di sabbia. Teme i ristagni idrici (attenzione al drenaggio sul fondo) e l’acidità.

Va annaffiato regolarmente in primavera e autunno, con abbondanza e frequenza in estate, quasi niente in inverno. Concimatelo da marzo a ottobre ogni 15 giorni con un prodotto liquido per piante da fiore nell’acqua d’irrigazione.

Per prolungare la fioritura, i fiori appassiti vanno regolarmente eliminati tagliando l’intero stelo che li porta a qualche centimetro dalla base. Periodicamente gli esemplari vecchi vanno ripuliti alla base da foglie e fusti secchi, che si staccano tirandoli dolcemente.

 

(Tratto da "Saper fare/Balcone e terrazzo" di Elena Tibiletti - Pubblicato su Giardinaggio 4/2014)

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