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Viaggio a Bomarzo, nel bosco incantato
Inviato da Silviab il 20-02-2017 16:25
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Un’atmosfera da sogno accompagna il visitatore nel parco dei mostri di Bomarzo, giardino straordinario creato da un eccentrico principe. 

C’era una volta il giardino all’italiana, classico, geometrico, armonioso. C’erano una volta le raffinate realizzazioni rinascimentali con siepi curate, bordure ben delineate, simmetriche e aree boschive ordinate. All’improvviso, nel 1552, a Bomarzo, borgo arrampicato su uno sperone di tufo nelle vicinanze di Viterbo, nasce un giardino che è l’antitesi di tutto questo: un luogo senza ordine apparente, il cui unico scopo è sorprendere e confondere il visitatore, rompere i rapporti con l’ordinario e il convenzionale: in ogni angolo, a ogni curva.

Questo è l’universo incantato del Parco dei Mostri, noto anche come Sacro Bosco. Varcarne l’ingresso è come essere trasportati in un mondo incantato, da fiaba, misterioso, popolato da enormi sculture terrifiche e grottesche. Tutt’attorno, il paesaggio della Tuscia plasmato da vulcani oltre un milione di anni fa, mentre poco lontano, tra verdeggianti colline, pianori e pascoli, scorre placido il Tevere.

La nascita del Bosco si deve a un estroso personaggio, il Principe Vicino Orsini di Bomarzo, ed è dedicato alla moglie Giulia Farnese, prematuramente scomparsa. Il paesaggio naturale dove si snoda il percorso è il bosco, e non a caso; qui, tra luci e ombre, agli occhi del visitatore si succedono opere fantastiche, enormi, magiche e orribili. Non vi è nessun rapporto tra di loro, nessuna logica nella realizzazione o nell’orientamento, solo la volontà di creare un insieme fantasioso che ondeggia tra sogno e irrealtà.

La composizione del bosco è mediterranea, con lecci e farnie, aceri campestri, ornielli, castagni, corbezzoli; a questi si associano bei cespugli di alloro, biancospino e sanguinello. Il sottobosco, ben sviluppato e piuttosto umido, è ricco di felci, soprattutto felce aquilina (Pteris aquilina) ma anche Asplenium e Polypodium. Alle specie indigene si associano diverse piante esotiche, arboree e arbustive, come Cupressus arizonica, Cedrus deodara, Kerria sp., Pyracantha coccinea, Berberis sp.

DA VEDERE

Il borgo medievale di Bomarzo, arroccato su uno sperone roccioso, merita sicuramente una visita. Tra le viuzze del centro storico si può ammirare Palazzo Orsini, splendida costruzione rinascimentale che domina l’abitato, oggi sede del Municipio, il Duomo cinquecentesco in cui è sepolto Sant’Anselmo, protettore del paese e la Chiesa di Santa Maria  

 

(Testo e foto di Ioannis Schinezos e Roberta Pagano - Pubblicato su Giardinaggio 3/2013)

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