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Villa Taranto, il sogno del Capitano McEacharn
Inviato da Silviab il 01-03-2017 08:30
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Un giardino sul Lago Maggiore pieno di colore e di specie pregiate, creato dal Capitano scozzese Neil McEacharn.  

Il Capitano Neil McEacharn, arciere della Regina d’Inghilterra e grande esperto di giardini, è in viaggio sull’Orient-Express di ritorno da Venezia. Sta leggendo il Times, quando la sua attenzione è attirata da un annuncio immobiliare circa la vendita di una villa con parco a Pallanza, nel Lago Maggiore. Sono diversi anni che il Capitano nutre un sogno, creare in Italia un grande giardino dove acclimatare e coltivare piante di pregio provenienti da tutti i continenti. La sua reazione è immediata e senza indugi: interrompe il viaggio e si reca alla località lacustre. Nel promontorio della Castagnola trova Villa Crocetta, circondata da una piccola area di giardini all’italiana e castagneti. L’accordo è questione di poche ore e, dal quel momento, ha inizio la magnifica storia di Villa Taranto.

I lavori di ristrutturazione sono lunghi e impegnativi: in alcune zone è rimossa la vegetazione originaria (conservando tuttavia alcuni esemplari di pregio, soprattutto castagni, magnolie, camelie e faggi), viene costruito un complesso impianto d’irrigazione artificiale che preleva acqua dal lago e vengono create su diversi livelli aree con esposizione a pieno sole ed altre ombreggiate. Nasce così una rete di viali per una lunghezza complessiva di sette chilometri, e poi serre, piscine, fontane…

Con la sua morte, avvenuta nel 1964, l’amministrazione passa all’Ente Giardini Botanici Villa Taranto che ha il compito di conservare e arricchire questo prezioso patrimonio vegetale. Perché mai - si chiedono puntualmente i visitatori - questi giardini non portano il nome del fondatore ma quello di una città lontana? Dopo l’acquisto di Villa Crocetta e dei terreni adiacenti, il Capitano McEacharn volle ribattezzare la proprietà ma considerò il proprio cognome di difficile pronuncia per gli italiani. Scelse, quindi, un nome semplice e contemporaneamente volle rendere omaggio a un lontano parente, tale McDonald, ex-maresciallo di Napoleone che da questi aveva ricevuto il titolo di duca di Taranto.

ALBERI SECOLARI E SINFONIE DI COLORI

Pochi passi separano l’imbarcadero dall’ingresso del Giardino e il magnifico, lungo viale delimitato da maestose conifere provenienti da tutto il mondo. Qui si possono ammirare, tra l’altro, diverse sequoie (Sequoia sempervirens e Metasequoia glyptostroboides), abeti (Abies nordmanniana, Abies alba con uno splendido esemplare alto 25 metri) e pini (Pinus montzumae, specie originaria del Guatemala e del Messico che prende il nome dall’imperatore azteco Montezuma, e Pinus densiflora).

Pur mantenendo un grande impatto scenografico, il viale è progettato in modo da riservare a ogni esemplare sufficiente spazio per potersi sviluppare senza invadere gli alberi vicini e creare un “effetto bosco”. Lungo il lato destro del viale, in una valletta riparata, sono ospitate diverse felci arboree, tra cui begli esemplari di Dicksonia antartica, proveniente delle foreste umide dell’Australia.

Al termine del viale, verso destra, lo scenario cambia radicalmente, con la bella Fontana dei Putti, così chiamata per le statue che la adornano; diverse piante erbacee creano vivaci pennellate di colore intorno, mentre in estate non passano inosservate le gigantesche foglie di Colocasia antiquorum.

In fondo al rettilineo si nota la Cappella Mausoleo, ottagonale costruzione dalle belle vetrate policrome realizzata nel 1965, dove il Capitano McEacharn riposa.

Superato il giardino all’italiana con le sue geometriche aiuole, si arriva al labirinto, i cui sinuosi vialetti sono bordati in primavera da migliaia di tulipani di oltre sessanta varietà (Labirinto dei tulipani) creando straordinari effetti di colore; nel periodo estivo, invece, questo stesso percorso è dedicato alla collezione di dalie (Labirinto delle dalie).

Ci troviamo ora nei pressi di una piccola serra nota soprattutto per ospitare Victoria cruziana, pianta acquatica con enormi foglie (diametro 1-2 metri) dai bordi rialzati che nella pagina inferiore mostrano una fitta rete di nervature provviste di aculei. I grandi fiori vivono solamente 24 ore e virano il loro iniziale colore bianco in un rosso vivace.

Gli appassionati di aceri possono ammirare lungo il vialetto antistante numerose specie e varietà, tra cui Acer palmatum ‘Capitano McEacharn’ - in onore del fondatore del Giardino - con foglie di un intenso rosso corallino; i contrasti cromatici tra le diverse piante creano qui veri e propri quadri. Nelle vicinanze osserviamo un’altra rarità, Emmenopterys henryi, albero originario della Cina centrale la cui fioritura fuori dall’areale di diffusione spontanea rimane un evento estremamente raro. Quest’esemplare fu piantato qui nel 1947 e, con grande sorpresa, nel luglio 1971 esibì i suoi fiori bianchi; quella fu la primissima fioritura della specie nel continente europeo.

Uno dei vanti del Giardino è lo spettacolare Bosco di rododendri, una magnifica collezione di oltre 800 esemplari appartenenti a 100 specie e cultivar del genere Rhododendron; è situato su un ripido pendio orientato a nord-est che alla fine conduce ai cosiddetti Giardini terrazzati. Questi ultimi, situati su tre livelli e collegati da una linea d’acqua sulla quale troneggia la statua bronzea del Pescatore, creano una composizione di grande impatto scenografico.

Sul loro lato sinistro si alza un gruppo di piante esotiche, Musa basjoo e Trachycarpus fortunei, quest’ultima una palmacea con alto fusto, originaria della Cina centrale; dalla parte opposta vi è un bellissimo giardino palustre realizzato nel 1937 con spettacolari fioriture di fior di loto (Nelumbo nucifera).

Sul fianco destro del bosco dei rododendri, si alza un magnifico esemplare di castagno monumentale il cui tronco si dirama a candelabro in una decina di branche; è una delle piante che il Capitano McEacharn ha conservato della vegetazione originaria della zona. Particolarmente suggestivo anche il cosiddetto Giardino d’inverno con la serra, edificio in mattoni rossi a forma di C aperta che ospita piante equatoriali e succulente. In estate, all’interno della serra si possono ammirare bellissime fioriture di Plumbago e Beloperone, quest’ultima originaria del Brasile con brattee che ricordano nella forma la coda di un gambero. Fuori dalla serra, si trova una grande vasca che ospita una ricca collezione di ninfee.

Villa Taranto non è solo tutto questo che abbiamo cercato di descrivere brevemente; accanto alle specie rare - soprattutto arboree - provenienti da ogni angolo del mondo, vi è una ricerca estetica che punta sulla bellezza pura, sugli accostamenti di colore e di sfumature. Il risultato è un Giardino incantevole, una vera e propria opera d’arte verde, delizia per gli occhi.

 

(Testo e foto di Ioannis Schinezos e Roberta Pagano - Pubblicato su Giardinaggio 3/2015)