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Melo: coltivazione e rimedi naturali
Inviato da Redazione GI il 19-10-2015 09:32
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Note botaniche

Il melo (Malus communis) è un albero dal portamento espanso, alto fino a 8 m e largo fino a 6 m. Ha foglie decidue, ovali, coriacee, più o meno pelose e biancastre a seconda della varietà nella pagina inferiore, e verde scuro in quella superiore con margine più o meno seghettato, e picciolo piuttosto corto. I fiori sono riuniti in corimbi di 3-6 bocci rosati, poi aperti a coppa o disco di colore candido o rosato ai bordi, di 5 petali, in aprile.

I fiori origineranno i frutti che sono dei pomi, botanicamente dei falsi frutti, molto differenti secondo la varietà; la forma è variabile, da tondeggiante a cilindrica, schiacciata o allungata, con buccia liscia o rugginosa, verde, gialla, aranciata o rossa, con o senza lenticelle. La polpa è carnosa, più o meno croccante o morbida, bianca o crema, succosa o asciutta, dolce o acidula, più o meno aromatica.

Coltivazione

Resiste al freddo (–40 °C), cresce bene in montagna. L’esposizione migliore è a sud negli ambienti montani freschi o in terreni con sufficiente disponibilità d’acqua, mentre l’esposizione a est o anche a nord è preferibile negli ambienti collinari più caldi. Non ama la pianura né le coste. Desidera posizioni fresche e un po’ umide, su terreni permeabili in profondità, ricchi di scheletro e di sostanza organica. Nei terreni troppo argillosi e compatti la fruttificazione può essere tardiva e irregolare nel tempo. Alla piantagione, bisogna mantenere distanze tra le piante che siano sufficientemente ampie per consentire la circolazione dell’aria e l’illuminazione della chioma. La potatura, da svolgersi in dicembre-febbraio, serve per eliminare i robusti rami a legno e i polloni. Fra i rami a frutto, dardi e lamburde non devono essere potati, mentre i brindilli corti si lasciano e quelli lunghi si potano. Nella tarda primavera, se l’allegagione è eccessiva, bisogna praticare il diradamento dei frutticini per ottenere mele di buona qualità ed evitare l’alternanza di produzione. La concimazione è a base di letame maturo in novembre e fosforo e potassio in primavera. L’irrigazione serve nel primo anno e nelle estati molto calde e asciutte.

Il melo è una pianta molto delicata e facilmente è vittima di malattie periolose o insetti dannosi, per questo la difesa è molto impegnativa. La raccolta viene effettuata a partire dalla metà di luglio fino all’inizio di ottobre, quando il frutto si stacca spontaneamente ruotandolo verso l’alto partendo dai frutti posti sulle parti più esterne o più alte della chioma, poi quelli nelle posizioni più interne, che matureranno più tardi.

Le mele vanno trattate con molta cura perchè si danneggiano facilmente e successivamente marciscono. La conservazione avviene in cassette di legno poste in luogo buio, fresco e aerato.

Usi erboristici

La mela fa bene per la salute perchè contiene vitamine e minerali (es. potassio), è diuretica, disintossicante, energetica e rinfrescante. La vitamina A giova alla pelle, alle mucose, alle pareti sanguigne (protette anche dalla vitamina PP della buccia) e al sistema nervoso. Lo zolfo e il tannino ne fanno un disinfettante naturale; gli acidi organici favoriscono la digestione e combattono la gastrite.

L'elevato contenuto in pectina riduce il colesterolo cattivo innalzando quello buono (HDL). Consumata cruda risulta astringente per i tannini, mentre cotta è lassativa grazie a fibre, pectine e acido tartarico. I diabetici devono moderarne il consumo, scegliendo varietà meno dolci (Granny Smith e Annurca), a causa dell'elevato tenore in glucosio. Frullata, si può somministrare anche ai bambini fin dallo svezzamento per la sua ricchezza di vitamine, soprattutto la C (5 mg).

  • Contro l’artrite: infondete tre mele affettate con la buccia in 1l d’acqua bollente, bevete in giornata.
  • Per scacciare l’arrivo dell’influenza: bollitene tre affettate con la buccia in 1l d’acqua per 15 minuti, filtrate, bevete in giornata.
  • Contro la bronchite: bollitene per 20 minuti una affettata con la buccia in una tazza d’acqua, filtrate, bevete prima di coricarvi.
  • Per alleviare i reumatismi: infondete 50 g di buccia essiccata e polverizzata per 10 minuti in 1l d’acqua bollente, bevete tre tazze al giorno.
  • Per seccare le verruche: toccatele più volte al giorno con il succo di un frutto acerbo.
  • Alleviare scottature: applicate della polpa cruda grattugiata, per 15 minuti.
  • Per depurare l’organismo: infondete per 15 minuti 100 g di bucce fresche in 1 litro d’acqua bollente, bevete in giornata per almeno un mese.
  • Contro l’insonnia: tagliate a fette una mela Renetta e fatela cuocere a fuoco lento per un’ora in mezzo litro d’acqua, bevete tiepido 30 minuti prima di coricarvi.
  • Contro il mal di mare o d’auto: appena siete in movimento mangiate una mela verde.

Tratto da E. Tibiletti G10/2015