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Viole del pensiero: coltivazione e cura
Inviato da Redazione GI il 13-10-2015 16:32
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Le viole che acquistiamo sono ibridi derivati da una lunga, complicata stirpe di incroci nati da Viola tricolor.

Oggi per semplificare si parla di Viola hortensis per indicare una enorme famiglia in cui è entrata anche la discendenza di Viola x wittrockiana, un ibrido che si è trasformato in una ricca e diversificata serie di famiglie con colori e dimensioni diverse. La capacità della viola del pensiero di ibridarsi con grande facilità ha reso possibile l'ottenimento di una gamma di colori davvero ampia, reperibile forse solo nelle rose. Di solito gli ibridi hanno fiori di grandi dimensioni e di svariati colori.

Perchè sceglierle?

Tra i motivi che inducono il giardiniere a usare a piene mani le viole del pensiero in giardino e in balcone nei periodi invernali c'è la capacità delle varietà moderne di riprendersi rapidamente anche dopo un periodo di freddo. Il sole che penetra tra il sottile fogliame favorisce la fioritura, che talvolta supera persino un periodo nevoso. Per prolungare al massimo la bellezza delle viole del pensiero acquistate in autunno, conviene piantarle in un luogo ben soleggiato, non ventoso e possibilmente protetto dal gelo e dalla neve.

Una buona coltivazione di queste piante permette di evitare l'utilizzo di qualsiasi fitofarmaco in quanto esse non si ammalano; in questo modo si accontenteranno solo di un po' di concime organico biologico.

Coltivazione

Per la coltivazione si può partire dal seme o dalla piantina, quest'ultima scelta è quella più indicata dato che è più semplice la coltivazione. Importante è evitare di spezzare la zolla che racchiude le radici, visibili in superficie con un fitto reticolo di sottilissimi "fili" bianchi che tendono ad ammucchiarsi alla base nei minuscoli vasetti vivaistici.

Risulta dunque indispensabile procedere a un trapianto in tempi brevi utilizzando un terriccio fertile, di tipo universale o per piante da fiore. Le viole del pensiero non richiedono profondità pertanto si possono impiegare anche ciotole basse o cassette di piccola dimensione. In un vaso profondo le irrigazioni potranno essere meno frequenti, aggiungengo concime per piante da fiore ogni 15 giorni fino a fine settembre, e poi ogni 25-30 giorni in inverno se le piante sono ancora in piena vegetazione.

Se le viole sono, come spesso accade, ancora belle a inizio primavera, rinvasatele se necessario e riprendete le concimazioni con ritmo quindicinale e spostate il vaso in situazione parzialmente ombreggiata in aprile, del tutto all'ombra da maggio in poi per prolungare la fioritura che si fermerà quando il clima diventa molto caldo. Le viole del pensiero coltivate in ciotole e cassette fioriranno sino a maggio se avrete fornito con regolarità il giusto quantitativo d’acqua: né troppa (si ammalano di oidio), né troppo poca (in questo caso più facilmente si riempiono di afidi). Non bagnate mai se sentite che il suolo è ancora umido. Il vaso deve essere dotato di drenaggio e di uno strato di palline d'argilla sul fondo.

Viole selvatiche

Le violette che appaiono in febbraio-marzo nei luoghi più impensati, talvolta persino tra gli spazi dei mattoni o nelle crepe dei marciapiedi in città, appartengono alle specie selvatiche presenti nella nostra flora.

Le violette selvatiche si diffondono a volte con energia, al punto da diventare infestanti nelle aiuole, ma sono talmente graziose che diventa davvero difficile rinunciare. Le larghe foglie cuoriformi riescono a superare l'estate se trovano zone ombrose in cui non manchi del tutto l'acqua. A volte le foglie scompaiono per riapparire da settembre in poi insieme ai boccioli che si fanno strada riparati dalle foglie per aprirsi in febbraio, annuncio della nuova vita, fino a riempire intere vallate con la loro grazia indistruttibile.

Tratto da L.Lombroso GD10/2011

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