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Uva, utilizzi e varietà
Inviato da Redazione GI il 27-08-2015 15:24
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La vite è una pianta arborea rampicante il cui portamento, in agricoltura, è determinato dal sistema di allevamento (“ a terra”, “a Guyot”, “a cordone speronato”, “a tendone”, “a pergola”, “a alberello”). Il portamento naturale è invece irregolare, con ramificazione rada ma molto sviluppata in lunghezza.

In viticoltura, al fine di produrre varietà selezionate e di migliorarne la vigoria, si utilizza ampiamente la tecnica dell’innesto, le varietà selezionate sono innestate su “porta innesti”, ossia fusti con apparato radicale nato da seme e dalla cui vigoria e rusticità dipende lo sviluppo dell’intera pianta.

Impieghi

La vite può essere coltivata per la produzione di uva da vino, uva da tavola, uva da essiccazione e di uva da conserve alimentari. Le due principali specie coltivate sono la Vitis vinifera, originaria dall’area euroasiatica, dalla quale derivano tutti i vitigni destinati alla produzione di uve da vino e di uve da tavola e la Vitis labrusca, originaria dall’America del Nord e destinata principalmente alla produzione di uva da tavola e marginalmente per la produzione di vino.

Di queste specie esistono poi numerose varietà, o vitigni, selezionati dall’uomo nel corso della storia e che possono essere classificati secondo diversi punti di vista: per la destinazione di utilizzo (uve da vino, uve da tavola, uve da appassimento), per il sapore (aromatici o neutri), per la loro precocità o per le loro esigenze termiche. Proprio con la selezione, l’uomo è arrivato ad attribuire caratteristiche diverse ai vitigni a seconda della loro destinazione d’uso, del sapore e delle caratteristiche ambientali locali.

Nel caso delle uve da tavola ad esempio, bianche o rosse, è stato favorito uno spessore scarso della buccia, la consistenza soda e croccante della polpa e la presenza di pochi semi. Nel caso delle uve da vino invece la buccia è molto più spessa, la polpa è meno soda e più succosa e spesso i semi sono più grandi e numerosi. Una menzione particolare merita, per la sua rinomata doppia attitudine, la cosiddetta “uva americana” o “uva fragola”, una varietà del sottogenere labrusca che è usata sia come uva da tavola che per la produzione del Fragolino, il vino dolce e frizzante tipico del Nord Italia Per le uve da tavola si parlerà di raccolta mentre per le uve da vino si parlerà di vendemmia, i frutti andranno incontro al consumo diretto (nel primo caso) o alla trasformazione nel secondo caso. Dopo la raccolta, l’uva da tavola può essere consumata fresca o essiccata, o può essere usata per produrre succhi di frutta. Nel caso invece dell’uva da vino, è grazie alla vinificazione che il mosto fermenta producendo alcol e trasformando il succo in vino.

Alcune varietà di uva da tavola tradizionali:

  • uva Italia, ottenuta incrociando i vitigni Bicane e Moscato d’Amburgo, sempre validissima per la dolcezza e la dimensione dei suoi acini. Matura nella seconda metà di settembre.
  • uva Cardinal, semi-apirena, ricercata in quanto molto precoce. Matura a fine luglio/inizio agosto e i suoi grappoli attraenti hanno acini grossi rosso - violacei, croccanti e squisiti
  • uva Pizzutello nero e Pizzutello bianco, con i suoi bellissimi grappoli con acini allungati e croccanti. Matura a fine settembre ed è adatta anche alla coltivazione in vaso.

Tra le varietà più pregiate sottolineiamo le più adatte alla coltivazione hobbistica:

  • uva Citrina (moscatello aromatico), apirena, che matura molto precocemente e si distingue per il profumo intenso e per il sapore squisito; è una varietà molto rustica e resistente alle patologie fungine. Matura a inizio settembre.
  • uva Zaffira - (moscato blu), varietà di vite da tavola di recentissima selezione; matura molto precocemente (inizio settembre), è molto produttiva e i suoi acini blu sono medio-grandi e dolcissimi; anch’essa è molto rustica e resistente alle patologie fungine.

Alcune varietà di uva fragola:

  • Fragola bianca dorata 
  • Fragola bianca precoce
  • Fragola nera 
  • Fragola nera precoce • Opalina - fragola nera aromatica
  • Smeralda - fragola nera precocissima jumbo
  • Topazia - fragola bianca senza semi Alcune varietà di uva da vino:

varietà bianche:

  • Falanghina,
  • Fiano,
  • Greco di Tufo,
  • Verdicchio,
  • Chardonnay,
  • Sauvigon,
  • Trebbiano,
  • Malvasia.

varietà rosse:

  • Cabernet Sauvignon,
  • Merlot, Brunello,
  • Sangiovese,
  • Montepulciano,
  • Nero d’Avola,
  • Cannonau,
  • Carignano.

Uve senza semi: apirenia

Tutti i bambini e molti adulti amano gli acini d’uva senza semi poiché sono molto più piacevoli da mangiare. Non tutti sanno che l’assenza di semi, o la loro piccola dimensione, nelle varietà d’uva che presentano questa caratteristica è la conseguenza di un processo naturale a cui però l’uomo aggiunge la chimica. Il fenomeno dell’apirenia (dal greco: assenza di semi), in natura, è causato da due distinti processi di incompleta fecondazione dei gameti femminili all’interno dei fiori. Il primo processo prende il nome di Stenospermocarpia cioè la fecondazione avviene ma il processo di sviluppo dell’embrione è abortito, dando quindi vita a semi rudimentali; il secondo processo prende il nome di Partenocarpia ossia, nonostante avvenga l’impollinazione e la conseguente emissioni di ormoni dello sviluppo degli acini, la fecondazione è assente e nessun embrione si sviluppa. In questo caso i semi sono completamente assenti ma anche la dimensione degli acini è inferiore. Per la produzione di uve da tavola senza semi ma con acini grossi, i produttori sono forzati a intervenire con concimazioni eccessive o anche con somministrazioni di fitormoni sintetici al fine di andare incontro ai gusti dei consumatori.

Tratto da GD9-2015 Pietro De Marinis

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