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Bonsai di olmo: consigli per la realizzazione
Inviato da Redazione GI il 16-08-2015 11:18
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L’Olmo presenta un grosso tronco dalla corteccia rugosa marrone scuro o bruno grigiastro nelle specie autoctone, oppure tendenzialmente liscia come nell'olmo cinese, dove è nota con il nome di Zelkova, varietà molto amata dai bonsaisti.

Difficilmente sugli olmi coltivati a bonsai si può assistere alla fioritura, che in natura appare di solito a fine inverno, fatta eccezione per l'olmo cinese, che fiorisce e fruttifica in autunno portando a maturazione i semi alati entro la fine della stagione.

Riproduzione

Può essere effettuata per seme, talea e margotta; la talea consente di abbreviare i tempi rispetto alla semina, è un sistema facile e sicuro, realizzabile in vari periodi dell'anno: talee legnose in inverno, talee in fase di germogliazione in primavera e talee estive a condizione che abbiano un diametro di 1,5-2 mm e circa 8 cm di lunghezza.

Potatura

Come per tutte le caducifoglie, il taglio di grossi rami va eseguito d'inverno quando la pianta è in riposo vegetativo e così per tutti i rami che crescono in direzione errata. È da tener presente che l'ultima gemma apicale determina la direzione del nuovo getto; questo consente di ottenere ramificazioni zigzaganti, molto belle in questa pianta. I tagli vanno protetti con pasta cicatrizzante arricchita di ormoni.

Pinzatura

Si effettua in tutto il periodo di crescita delle gemme pinzando le prime due/tre foglioline che fuoriescono dalla silhouette del bonsai. È possibile effettuare nel periodo primaverile/estivo l'intera defogliazione della pianta (se è in buona salute si può fare anche due volte nell'ambito della stessa stagione) costringendola così a emettere nuove e più sottili ramificazioni arretrate, non dimenticando mai la pinzatura apicale dei rametti eccedenti la forma predefinita del bonsai.

Rinvaso

Il rinvaso dell’olmo va fatto di norma in primavera, all'apparire del primo turgore delle gemme. Data la grande capacità dell'olmo di emettere radici si possono rinvasare giovani piantine anche ogni anno.

Le piante già formate invece si rinvasano ogni 3 anni, tagliando e asportando circa 2 terzi del pane radicale avendo cura di pulire accuratamente dallo sfatticcio il pane radicale restante.

Il terriccio, normalmente impiegato, dovrebbe essere così composto:

  • 60% di akadama setacciata dalla polvere fine;
  • 20% di terriccio universale di buona qualità;
  • 20% di sabbia di fiume silicea >0,8 < 1 mm.

 

(Tratto da Giardinaggio 9/2014)