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Gelo invernale e cura delle piante
Inviato da Redazione GI il 17-12-2010 17:28
Gelo

La resistenza al freddo dipende dalla capacità della pianta di impedire la perdita d’acqua delle sue cellule: è il congelamento dell’acqua negli spazi intercellulari a provocare la fuoriuscita di ulteriore acqua dalle cellule vive adiacenti, arrivando a generare uno strato di disidratazione a cui segue una marcescenza delle parti gelate quando la temperatura si alza.

 

Gli alberi decidui, con foglie incapaci di bloccare o limitare questo fenomeno, si liberano quindi del fogliame affinché rimanga solo la struttura legnosa ad affrontare il gelo.
Alcune specie decidue possono resistere al freddo molto intenso perché hanno la capacità di reagire a estreme condizioni di disidratazione in seguito alla formazione di ghiaccio, come ad esempio l’albero di betulla (Betulla papyrifera), il pioppo tremulo (Populus tremuloides) e parecchi salici che vivono anche in montagna esposti a temperature invernali estremamente basse.

A seconda del periodo dell’anno , il metabolismo di piante tipiche di zone con inverno rigido, come l’abete rosso, si adatta al clima circostante, permettendo all’albero di sopravvivere a temperature critiche che variano tra i -5 e i -37 °C. Le gelate precoci che avvengono in autunno possono provocare danni sui germogli degli abeti non ancora o insufficientemente lignificati, così come in primavera quelle tardive danneggiano i germogli di queste piante. Le gelate tardive sono quindi per loro molto meno devastanti che per certe piante da giardino, come l’azalea, che resiste bene al gelo invernale ma perde la fioritura se il gelo intenso e persistente arriva a marzo-aprile.

Per alcune piante l’escursione termica tra inverno e primavera è necessaria per la fioritura. Un caso tipico è quello del tulipano e di altre piante bulbose a fioritura primaverile come narciso e giacinto, tanto che le bulbose “forzate”, quelle che germogliano e fioriscono anche in casa a partire da novembre-dicembre, vengono sottoposte a trattamento refrigerante per ingannare il bulbo inducendo la percezione di un “inverno artificiale”. Anche l’elleboro, o rosa di Natale, ha bisogno di sentire il freddo, e fino a dicembre-gennaio non emette boccioli. In natura, nei boschi italiani, fiorisce subito dopo i geli e talvolta emerge dal manto di neve come fanno i bucaneve. La mahonia, il cotogno giapponese, la forsizia e molti altri arbusti dalla fioritura precoce sono in difficoltà se non percepiscono le basse temperature invernali senza le quali la fioritura, nel tempo, diventa minore.

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