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Food forest, come fare una foresta commestibile in permacoltura
Inviato da Redazione GI il 05-06-2015 10:58
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Una food forest è un frutteto basato sulla valorizzazione dei rapporti tra gli elementi naturali che lo compongono, con il contesto esterno (permacoltura). Si dovrebbe immaginare il giardino come ad una piccola porzione di bosco nel quale sono presenti, otre ai consueti frutti, anche frutti minori, ortaggi, fiori, tuberi funghi e radici commestibili! Tale gestione si basa su due concetti ben precisi:

1) valorizzare i rapporti tra i vari elementi vegetali  

2) favorire lo sviluppo di una maggiore biodiversità creando relazini tra le diverse specie.

IL FRUTTETO

Il frutteto dovrà essere composto da tre tipologie di alberi

1) Alberi da frutto principali: devono essere scelti tra le specie acclimatate alla zona, possibilmente resistenti alle principali malattie intervallando alberi sempreverdi come gli olivi, i nespoli e alberi di agrumi a specie caducifoglie come peri, meli, susini e peschi.

2) Alberi frangivento: il loro ruolo, Ë quello di proteggere le specie da frutto dai venti e dalle correnti fredde che potrebbero rallentare la crescita del frutteto.

3) Altri alberi: è importante inserire anche alberi con ruoli diversi, ornamentali e da fiore, che svolgeranno il duplice ruolo decorativo e attrattivo per insetti e animali utili. Gli alberi da fiore aumentano l'entomofauna e la biodiversità del frutteto diminuendo così la necessità di effettuare trattamenti antiparassitari.

La scelta delle specie da consociare nel frutteto dovrebbe considerare alcuni requisiti, tra questi:

1) Forma dell'albero a maturità: se la specie ha una chioma ad ombrello l'ombra che proietta sarà densa rendendo difficile la crescita di altre piante nelle vicinanze mentre se la chioma è più aperta, passerà più luce potendo così coltivare altre piante. 

2) Capacità di tollerare l'ombreggiamento: dovranno essere consociate specie eliofile con specie sciafile (amanti dellíombra) utilizzando in modo più efficiente lo spazio e la luce

3) La taglia a maturità: la consociazione di alberi di taglia diversa è possibile a patto di considerare sufficienti distanze di impianto ad esempio nel sud Italia gli olivi (Olea europaea), i fichi (Ficus carica), i nespoli (Mespilus gen.)e i pini (Pinus gen.) sono potati per lasciar crescere al di sotto la vite o gli ortaggi

4) Fabbisogno idrico: nella messa a dimora degli alberi Ë sempre meglio raggruppare le specie più esigenti dal punto di vista idrico e collocare separatamente le specie meno esigenti razionalizzando líirrigazione impedendo una eccessiva competizione che sfavorirebbe entrambre.

5) Allelopatia: alcune specie danneggiano le altre producendo delle sostenze tossiche, evitare di consociarle

6) Nel caso di specie dioiche allogame, che necessitano líimpollinazione incrociata, è necessario collocare piante maschio in prossimità di piante femmine per avere líimpollinazione dei fiori e la produzione di frutti.

IL TAPPETO ERBOSO

Uno dei principali nemici di un frutteto produttivo sono le erbe infestanti, è fondamentale quindi gestire il sottostante tappeto erboso seguenti alcuni consigli, in particolare:

-) I bulbi primaverili arrestano la loro crescita durante il periodo estivo, in questo modo non competono con gli alberi per l'acqua e i nutrienti nella stagione più difficile.

-) Seminare piante con radice a fittone: esse richiamano umidità dagli strati inferiori del suolo e nel caso di specie a foglia larga come la consolida, il tarassaco o il carciofo, migliorano molto la morbidezza del suolo favorendo anche líazione dei lombrichi e svolgendo un ruolo di pacciamatura vivente.

-) Moltiplicare le piante insettarie (che attirano insetti) che, attraggono gli insetti predatori dei parassiti degli alberi, riducendo cosÏ i trattemti. Ideali sono le piante appartenenti alla famiglia delle ombrellifere.

-) Favorire lo sviluppo delle specie azotofissatrici

-) Valorizzare líazione negativa naturale di specie come il tagete (Tagetes gen.) o la canapa di Calcutta (Crotolaria juncea) mei confronti dei nematodi, vettori di fitopatogeni.

IN CONCLUSIONE

La food forest Ë un ottimo esempio di climax. Per climax quindi si intende lo stato più stabile di un processo evolutivo naturale che, in determinate condizioni pedo-climatiche (suolo e clima), seleziona quellíinsieme, o associazione, di specie vegetali più adatto a perdurare nel tempo. In questo modo che riusciamo ad approssimare il nostro giardino o frutteto a quei boschi che