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Piante di Natale: il ciclamino
Inviato da Redazione GI il 14-12-2010 14:29
Ciclamino

Tra le piante erbacee perenni, il ciclamino è una delle più apprezzate per i vivaci colori dei suoi fiori, dall’intenso profumo. La coltivazione dei ciclamini, inoltre, non richiede cure particolarmente eccessive. Alcuni studi della Nasa hanno dimostrato che, come molte atre specie, il ciclamino è una pianta dalle notevoli capacità purificatrici, adatta quindi ad essere tenuta in appartamento.

Per la sua bellezza e varietà di colori, il ciclamino è una delle piante natalizie più richieste. Se avete intenzione di acquistarla per riscaldare ancora di più l’atmosfera di festa in casa, ecco alcuni utili consigli si come mantenerla al meglio.


Come sceglierlo

Esiste in tantissime dimensioni e colori. Acquistate piante con foglie e fiori eretti e turgidi, senza scoloriture o ingiallimenti, ragnatele o macchie biancastre. Il terriccio deve essere appena inumidito, mai secco né fradicio. Scostando le foglie, al centro sopra il tubero, devono esserci moltissimi bocciolini freschi.


Cura del ciclamino

Può resistere anche in esterno, fino a 5°C; in interno tollera fino a 18°C, oltre i quali soffre e smette di produrre i fiori. Fatelo vivere in una stanza luminosa e fresca, con un sottovaso con la ghiaia coperta da un dito d’acqua, come per l’azalea. bagnatelo solo nel sottovaso: il tubero, a contatto con l’acqua, infatti ammuffisce. Ogni settimana aggiungete una dose di concime liquido per piante da fiore. Togliete regolarmente i fiori appassiti, prima che sfornino il seme, recidendo il gambo alla base, vicino al tubero.


Dopo le feste

La fioritura, se l’ambiente è fresco ma non freddo, si può protrarre fino a marzo aprile, se continuerete a bagnare e concimare con regolarità. In maggio, o quando arrivano i primi caldi, sospendete le innaffiature e le concimazioni: le foglie si devono seccare. Strappatele e portate il vaso in un locale buio e fresco, dando un po’ d’acqua una volta al mese. In settembre riportate il vaso alla luce e all’aria, riprendendo a innaffiare e a concimare: il tubero rifiorirà in febbraio, o anche prima.

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