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Coltivazione funghi: i 5 più coltivati
Inviato da Redazione GI il 26-06-2015 18:01
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Ecco i fiunghi tra i più diffusi e facili da coltivare anche in casa. Se volete cimentarvi in una coltivazione complessa ma che può regalare grandi soddisfazioni, dopo aver scelto la specie, potete leggere i nostri consigli per realizzare una fungaia, con consigli sul substrato e le tecnicheinoculo.

Le Orecchie d’Elefante (Pleurotus gen.)

La specie tipo è il Pleurotus ostreatus (orecchione o fungo ostrica) ma esistono almeno altre 20 specie, tutte commestibili, appartenenti a questo rinomato genere di funghi basidiomiceti. Il Cappello è inizialmente convesso per divenire poi a forma di ostrica o di ventaglio. Il colore va da bruno violaceo a bruno rossiccio o grigio biancastro. Le Lamelle sono fitte, lungamente decorrenti sul gambo, di colore da biancastro a bianco-crema o grigiastre. Il Gambo è laterale o eccentrico, irregolarmente cilindrico, talvolta assai corto, assottigliato alla base, assume spesso un aspetto fusiforme, bianco o biancastro. La Carne è molto compatta, soda, bianca. Il suo odore è forte, di farina fresca.

La coltivazione, anche industriale, non è difficile. Pleurotus predilige substrati semplici quali paglia di grano sminuzzata e segatura impastata con acqua, pastorizzata e infine inoculata (seminata). È anche possibile coltivarlo inoculando parti di tronco di Quercia, Pioppo, Salice o Gelso. Fruttifica durante tutto l’inverno.

I Pioppini o Piopparelli

L'Agrocybe aegerita, è generalmente conosciuto come Piopparello o Pioppino, è uno dei funghi commestibili più gustosi, profumati ed apprezzati. Il cappello può raggiungere la dimensione massima di 15 cm di diametro, di color marrone scuro da giovane tende a schiarirsi durante la crescita fino a raggiungere tonalità molto chiare. Le lamelle sono fitte e chiare negli esemplari giovani per diventar poi più scure nei funghi adulti. Il gambo ha forma cilindrica, inizialmente bianco diventa in seguito più scuro e fibroso; presenta un anello appena sotto al cappello. La carne è bianca e tenera (più fibrosa quella del gambo) ed ha un profumo gradevole.

È una specie saprofita piuttosto adattabile che si presta molto bene alla coltivazione artificiale, su ceppi di latifoglie (es. pioppo , salice, quercia, olmo e sambuco) parzialmente interrati ed umidi, ma non bisogna allagare il terreno circostante in quanto un eccesso di acqua può inibire completamente la formazione dei carpofori. Possono inoltre esser utilizzati anche i substrati indicati per Pleurotus ma con una maggiore attenzione alla costante umidificazione e alla temperatura di qualche grado superiore (attorno ai 20°C).

Prataioli (Agaricus pratensis)

Il Prataiolo è un fungo molto conosciuto ma a causa del grande numero di specie commestibili che ricadono sotto questo nome volgare, esso può essere oggetto di grandi discussioni.  Esso è un fungo basidiomicete appartenente alla famiglia delle Agaricaceae. Generalmente il cappello è carnoso con una colorazione dal bianco al rosso-bruno. Ha forma di globo quando è ancora giovane, allargata a maturità (il cappello può raggiungere i 10 centimetri di diametro).Le lamelle virano dal biancastro al rosa e al viola per divenire quasi nere al termine della crescita. La carne del Prataiolo è bianca, di odore e sapore gradevole, una volta tagliata e a contatto con l'aria assume un colore rosaceo, quasi rosso in alcune zone.

Per coltivare i prataioli sarà sufficiente munirsi di una o più cassette di legno (tipo fruttivendolo) impermeabilizzate con plastica, da riempirsi con terriccio pre-compostato da letame equino, paglia e altri residui vegetali. Il micelio può essere comperato e inoculato quando le temperature sono attorno ai 25°C. A questo punto occorre tenere umido il substrato (non zuppo) e l’ambiente di crescita ombreggiato e non ventilato, la temperatura ottimale è di 23 °C. Superato il periodo di incubazione (15 giorni) avremo un raccolto ogni circa 10 giorni fino a esaurimento del substrato.

 

Champignons (Agaricus bisporus)

Anche l'Agaricus bisporus è un fungo basidiomicete della famiglia delle Agaricaceae molto apprezzato e largamente commercializzato in tutto il mondo. Il cappello è leggermente più grande dei “cugini” prataioli (fino a oltre 12 cm) prima ovoideo, poi emisferico, infine convesso; molto carnoso e di color bianco, spesso presenta squame brunastre; margine frequentemente fioccoso. Le lamelle possono essere color rosa candido ma diventano color cioccolato in breve tempo ed infine marrone scuro.  Il gambo, di dimensioni medie 3-5 x 1,5-2 cm è sodo, pieno, corto, tozzo e cilindrico, ingrossato alla base e di colore bianco.  La carne  è di color bianco, leggermente virante al rosso se esposta all'aria, ha odore gradevole di muschio o erba tagliata.

La coltivazione segue le stesse indicazioni dei “cugini” prataioli e presenta una produttività indicativa del 5% rispetto al peso del materiale inoculato e colonizzato dalle ife fungine.

Porcino (Boletus edulis)

Appartenente alla  numerosa famiglia di funghi Boletus, il porcino presenta un cappello medio-grande (fino a 30 cm di diametro) di colore marrone vellutato, dapprima emisferico, irregolarmente lobato, talvolta poco sviluppato rispetto al gambo, poi convesso e regolare a maturità. Il gambo è di colore nocciola chiaro, di dimensioni medie 15 x 10 cm, robusto, obeso, da gibboso a cilindrico, più attenuato all'apice.  La carne  è bianca ed immutabile al taglio, soda negli esemplari giovani, floscia e spugnosa nei vecchi. Il suo odore è particolarmente grato e persistente, appetitoso.

La coltivazione dei porcini è più difficile delle altre specie poiché si tratta di una specie simbionte e meno adatta al saprofitismo. In natura si trova nei sottoboschi di querce, castagni, abeti e faggi e tali caratteristiche devono essere ricreate per una proficua coltivazione. Per questo motivo avrete bisogno prima di tutto di alberi delle citate essenze e in secondo luogo di effettuare una micorizzazione del terreno, che consiste nel trasferire in prossimità delle radici l’inoculo fungino al fine di dare il via al rapporto di simbiosi. L’inoculo può essere acquistato ma si consiglia di effettuare le analisi del suolo prima di avviare la coltivazione e in ogni caso di interrare terriccio o suolo in cui siano già cresciuti funghi porcini. In questo modo assicureremo maggiori possibilità alla nostra nuova fungaia che, nel caso dei porcini, rimane un’impresa difficile da portare a termine con successo.

Mazze di Tamburo (Macrolepiota procera)

La mazza di tamburo, conosciuta anche come puppola, bubbola maggiore, ombrellone o parasole, è un fungo basidiomicete della famiglia Agaricaceae. È sicuramente uno dei più vistosi tra i funghi apprezzati come commestibili. Esso presenta una lieve tossicità da crudo ma non per questo è da considerarsi secondario nella nostra fungaia! Il cappello è inizialmente sferoidale, poi convesso ed a maturità piano (presenta il caratteristico umbone, protuberanza centrale bruno grigiastra. Le lamelle sono fitte, numerose, irregolari e di colore bianco o giallastro, poi tendenti al color rosato-bruno o cipria e imbrunenti al tocco. Il gambo è slanciato e sottile (20-45 cm x 10-20 mm), cavo e cilindrico (adornato da un anello doppio sotto al quale è presente una caratteristica squamatura color caffellatte. La carne è bianca e tendente al rosato o al rossastro al taglio, poco consistente e fragile nel cappello, fibrosa invece (quasi legnosa) nel gambo. L’odore è le