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Prato fiorito o piante tappezanti per terreni difficili
Inviato da Redazione GI il 17-02-2015 11:01
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Esiste una serie di situazioni o di micro/macroaree in cui è decisamente meglio pensare a soluzioni alternative al classico prato, proprio perché non si riuscirebbe mai a ottenerlo e/o mantenerlo. E per fortuna queste alternative sono numerose! 

La migliore, a nostro avisso, è la semina del "prato fiorito" o "prato naturale", miscugli di sementi che mescolano Graminacee rustiche (inadatte da sole a formare un prato ornamentale) con piante erbacee perenni da fiore, che si possono scegliere fra quelle "da sole, da ombra, mediterranee, alpine" ecc. La presenza di numerose specie, alle quali altre del luogo si aggiungeranno negli anni, fa sì che il tasso di riuscita sia molto elevato, pur con una manutenzione ridotta al minimo (due sfalci e due concimazioni, irrigazioni minimali). Certo, non è il prato all'inglese, anzi: la sua bellezza sta nella fioritura, tra maggio e luglio, delle specie che lo compongono, e se ci si deve passare, giocare o sdraiarsi, lo si fa in mezzo agli steli alti, che tali rimangono finché non si procede allo sfalcio dopo la fioritura. E poi si deve tollerare che, negli anni, alcune specie spariscano e altre ne arrivino, non necessariamente più belle... Però è una copertura fitta, viva e soprattutto stabile in buona parte delle situazioni, pur non essendo "erba": è quanto di più simile – ma economico – possa esistere rispetto al classico prato!

Si passa poi a un'alternativa più estrema, sebbene ancora vegetale: l'impiego di piante tappezzanti, adatte al contesto ambientale (sole/ombra, terreno), nelle zone che si prevede di non utilizzare per la vita quotidiana, come scarpate, piede degli alberi e arbusti, pressi della recinzione ecc. Si tratta di piante che, se scelte oculatamente, assicurano una perfetta copertura del terreno per tutto l'anno, una bassa incidenza di malerbe e una ridotta manutenzione (in autunnotagli di riordino e concimazione). Il rovescio della medaglia? Sono tutte specie non calpestabili, nel senso che tollerano solo qualche passaggio sporadico, ma non certo quotidiano; ovviamente non ci si può sdraiare sopra, né giocare. In sostanza, sono belle a vedersi, evitano la nudità della terra, ma sono solo da guardare e non toccare. Per questo sono consigliabili solamente nelle aree non frequentate.

La scelta è ampia, fra erbacee e arbusti prostrati, da sole e da ombra. Tra le prime, al sole pescate fra le Aizoacee: Delosperma cooperii fino alla Val Padana, Aptenia cordifolia, Lampranthus, Carpobrotus acinaciformis nel Sud, tutti con bei fiori a margherita rosa carico nella bella stagione. Tra gli arbusti valutate Cotoneaster horizontalis e C. dammeri nel Nord, Juniperus horizontalis, Rosmarinus officinalis var. prostrata e Hypericum calycinum nel Centro-Sud.

A mezz’ombra il ventaglio è molto ampio, con le erbacee Campanula poscharskyana, Convallaria majalis, Cyclamen europaeum, Epimedium grandiflorum, le felci, Fragaria rosea, Geranium macrorrhizum, Lamium maculatum var. roseum, Lippia nodiflora, Luzula sylvatica, Ophiopogon japonicum, O. nigrescens e O. planiscapus, Pachysandra terminalis, Tiarella cordifolia, Vinca minor. Tra gli arbusti scegliete fra Cotoneaster horizontalis, Hedera helix, H. hybernica, Hypericum calycinum, Juniperus prostratus, Lonicera nitida 'Maigrun', L. pileata, Waldsteinia ternata.

Per l'ombra l'elenco comprende Hepatica nobilis, Lamium ga- leobdolon 'Variegatum', Lippia nodiflora, Ophiopogon japoni- cum, Pachysandra terminalis, Tiarella cordifolia tra le erbacee; Cotoneaster horizontalis, Hedera hybernica e Juniperus prostratus fra i cespugli. 

Per una buona riuscita, l'unico accorgimento consiste nell'eseguire ottimi preliminari: lavorazione del terreno in autunno con aggiunta di concime ed eventualmente ammendanti (correttivi), fresatura in febbraio, falsa semina oppure diserbo chimico tra marzo e aprile, messa a dimora delle piantine tra aprile e maggio. Ogni specie ha una precisa densità di piantagione, che consen- te, già dal secondo anno, di ottenere l'effetto coprisuolo quasi completo; in seguito la moltiplicazione spontanea penserà da sola a mantenere la vegetazione compatta. Infine, una buona parte di esse fiorisce tra primavera ed estate, divenendo ancora più piacevole alla vista.

 

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