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Quando un orto è biologico?
Inviato da Redazione GI il 06-02-2015 11:11
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Se in senso lato “biologico” è sinonimo di “naturale”, in termini tecnici il metodo biologico segue un regolamento preciso, o disciplinare di produzione. Esso è un insieme di regole e divieti che nel complesso parte dal presupposto che si possano ridurre molto gli interventi tecnici in ognuno dei settori di intervento agronomico di maggior impatto ambientale (lavorazioni, concimazione, lotta antiparassitaria). Per fare ciò si devono seguire queste regole generali: 1) migliorare la fertilità del terreno favorendo le attività biologiche come la fissazione dell’azoto; 2) equilibrare la nutrizione delle piante, con ammendanti e fertilizzanti organici e tenendo conto delle asportazioni condotte dalla piante, non solo per quanto riguarda i macroelementi (N, P e K), ma anche per i  numerosi microelementi; 3) favorire la resistenza fisiologica delle piante verso i parassiti (mediante un buon equilibrio nutrizionale, una buona aerazione dei substrati di crescita, ecc). L’intervento con fitofarmaci è ridotto ai soli principi attivi ammessi dal disciplinare biologico all’allegato II del Regolamento CE 889/2008.

In Italia, l’ orticoltura biologica è disciplinata dal regolamento  CE 834/2007 e la certificazione “da agricoltura biologica” è controllata da alcuni enti predisposti come l’AIAB, l’ICEA, ECOCERT e altri. Questo significa che per farne uso sulle etichette è necessaria l’iscrizione a speciali albi e il rispetto di particolari parametri tramite analisi annuale dei prodotti. Una produzione che segua i disciplinari biologici senza l’adeguamento certificativo può essere chiamata “naturale”.