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Platycerium: la felce a corna d'alce
Inviato da Redazione GI il 29-01-2015 09:38
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Nome scientifico: Platycerium alcicorne (= bifurcatum)
Famiglia: Polipodiacee

Questa è una felce particolare per le fronde (così si chiama il fogliame tipico delle felci) molto sviluppate, che le hanno regalato l’azzeccato nome comune: lunghe e allargate, appiattite e con margine frastagliato, la rendono unica. Perfetta in vaso appeso o appoggiato su un piedistallo da dove le fronde possano ricadere liberamente e con grande eleganza. Se si trova bene, cresce abbastanza velocemente e, dopo pochi anni, può raggiungere 1,5 m di diametro: tenetelo presente, anche perché non ama essere sfiorata continuamente al passaggio delle persone; collocatela in un paniere appeso in un luogo dove non dia fastidio. Rispetto alle normali felci europee, che necessitano di elevata umidità e annaffiature continue, non richiede quasi cure: è la pianta ideale per chi ha poco tempo o si dimentica delle annaffiature; inoltre resiste al caldo secco prodotto dai termosifoni.

Come si coltiva

Originaria delle foreste tropicali dell’Australia e dell'Africa meridionale, ha bisogno di un’esposizione molto luminosa, ma lontana dai raggi diretti del sole; sopporta anche l’ombra, ma sarà meno bella.
La sua temperatura ideale è compresa tra 15 e 22 °C, resiste fino a 10 °C (al di sotto la pianta sopravvive ma le fronde si rovinano) e a 25 °C, se viene vaporizzata. Non sopporta gli sbalzi di temperatura e le correnti d’aria fredda. Preferisce vivere all’aperto da maggio a settembre, in posizione ombrosa; in casa negli altri mesi.
Datele un vaso in plastica di diametro di 18 cm per una pianta lunga 30 cm, o anche un basket. Ogni 2-3 anni va rinvasata in primavera con un substrato per piante epifite (orchidee), costituito da fibre vegetali, torba di sfagno e piccoli pezzi di corteccia; in alternativa terriccio universale alleggerito con una manciata di perlite e un po’ di corteccia. Dato che in natura vive sulle cortecce degli alberi, richiede poca acqua e solo quando il terriccio è ben asciutto, a differenza delle normali felci, e sopporta anche lunghi periodi di siccità. Per conservare sane le bellissime fronde, non bagnate mai la base, vaporizzate di frequente (ogni giorno in estate, due volte a settimana in inverno) la chioma con acqua priva di calcare e posizionate la pianta in un luogo ben ventilato.
Concimatela una volta al mese fra marzo e ottobre nell'acqua d’annaffiatura, con metà dose di concime liquido per piante verdi. Eliminate regolarmente le fronde secche. Moltiplicatela per divisione del cespo, tra aprile e luglio.

I suoi nemici

Se, alla base della pianta, notate piccoli fiocchetti bianchi, mobili, tra le fronde nel punto in cui escono dal terriccio, si tratta delle