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Garden design Dana: come progettare un giardino e molto altro
Inviato da Redazione GI il 09-12-2010 16:54
Dana

Si chiama Dana Frigerio e, oltre che progettista di giardini, è anche la creatrice del blog dana-gardendesign.blogspot.com, un punto di ritrovo molto apprezzato dagli amanti del garden design e non solo.

La sua passione per il verde è nata all’improvviso, “un fulmine a ciel sereno”, come dice lei. In occasione di una vacanza a Roma e dintorni, è rimasta colpita dalla bellezza dei giardini di Villa D'Este, a Tivoli, “un esempio di precoce capolavoro di giardino all'italiana, con un'impressionante concentrazione di invenzioni formali come fontane, ninfei, grotte e giochi d’acqua”. Una volta tornata a casa, ha deciso che il garden design sarebbe stato il suo lavoro e, dopo aver frequentato alcuni corsi, ha iniziato a collaborare con alcuni architetti paesaggisti e riviste di settore.

La nascita del blog è venuta da sé, un modo, come afferma Dana, “per offrire un servizio, per informarmi sulle ultime tendenze del garden design e per confrontarmi con gli altri paesaggisti”. Il sito è aggiornato quotidianamente con una selezione accurata di articoli il cui elemento comune è il garden design. Tendenze nella progettazione, suggestioni per le decorazioni floreali, aggiornamenti sui principali eventi del settore e “mappa” dei giardini da visitare sono solo alcuni dei contenuti che è possibile trovare sul blog.

Se progettare un giardino significa dare una forma alla natura, che di per sé sfugge al nostro controllo, viene spontaneo chiedersi se il giardinaggio sia rigore o spontaneità. Ma Dana su questo è sicura: è spontaneità, ma si basa anche su regole. “Ci vuole una formazione rigorosa, forte impegno, pazienza dello studio del passato e del presente; tutto questo serve poi come base per tornare alla spontaneità della progettazione, altrimenti ciò che nasce è solo sterile citazione e nasce già morto”

Affascinata dalle distese di prati fioriti che, dice lei “ricordano le astratte campiture di colore delle tele dei pittori americani del secondo dopoguerra”; per la progettazione degli esterni non rinuncerebbe mai alla erbacee perenni abbinate alle graminacee. In casa, invece, preferisce decorazioni floreali fatte di semplici fiori di campo, semi, frutti e muschi.

 

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