Video in primo piano
PONI UNA DOMANDA
ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
piante da giardino
Gi
Arbusti da giardino: la pianta del mirto
Inviato da Redazione GI il 08-12-2010 12:59
Myrto

Arbusto sempreverde della macchia mediterranea, annoverato anche tra le piante ornamentali, il mirto (Myrtus communis) ha foglie lucide, ovali, coriacee e intensamente aromatiche. I graziosi fiori bianchi, profumatissimi e con stami numerosi, sbocciano dall’estate all’autunno. Seguono le piccole bacche ovali, che maturano tra ottobre e novembre assumendo, secondo le varietà, colore rossiccio, nero-blu o bianco.

Il nome mirto deriva da Myrsine, fanciulla greca uccisa da un giovane da lei sconfitto nei giochi ginnici. La dea Pallade ne ebbe pietà e la trasformo nel bell’arbusto profumato. Il mirto era sacro ad Afrodite, dea dell’Amore, alla quale i suoi rami diedero rifugio quando emerse dal mare.

 

Coltivazione
La pianta del mirto ama i climi caldi, le posizione soleggiate e riparate dai venti. Nelle regioni settentrionali è consigliabile proteggere la pianta durante il periodo invernale, oppure coltivarla in vasi capienti (almeno mezzo metro di profondità e diametro) da riparare in serra. Predilige un substrato sabbioso (2 parto di torba e una di sabbia) e ben drenato. Tollera bene la siccità mentre non sopporta ristagni idrici. Rustica e resistente, chiede una concimazione in autunno e una potatura a fine inverno per riordinare la forma.

Raccolta e conservazione
In cucina e in fitoterapia si utilizzano le foglie e le bacche di mirto. Le foglie si raccolgono tutto l’anno mentre la raccolta delle bacche si effettua da novembre fino a gennaio. Le foglie si utilizzano fresche, i frutti possono essere anche conservati in alcol o ridotti in confettura.

Proprietà e usi
Le foglie hanno virtù aromatiche e proprietà astringenti, rinfrescanti e balsamiche. Le bacche sono stimolanti e disinfettanti. Con le foglie si preparano decotti, infusi e tinture da utilizzare in fitoterapia per uso esterno e interno. I fiori hanno invece un impiego cosmetico: con essi si preparava già nel Medioevo l’”Acqua degli angeli”, un distillato di bellezza dalle virtù tomiche e astringenti. In cucina l’uso del mirto è molto diffuso, soprattutto in Sardegna, dove viene utilizzato nella preparazione del tradizionale maialino allo spiedo, degli arrosti e della selvaggina. Oltre al liquore digestivo, spesso prodotto in modo casalingo, se ne ottiene un vino aromatico. Recente è la proposta di ricette originali e innovative come il tè freddo e il gelato al mirto.

 

Vi suggeriamo due modi diversi per utilizzare la pianta del mirto.

Marmellata di mirto
Lavate e fate asciugare 1 kg di bacche di mirto, poi mettete a macerare per 12 ore in una ciotola con il succo di limone e 800 g di zucchero. Mettete sul fuoco e lasciate cuocere a fiamma lenta per almeno un’ora e comunque finché non raggiunge la giusta consistenza. Versate la marmellata nei barattoli, lasciate raffreddare e chiudete ermeticamente. Se desiderate una marmellata più densa, unite un po’ di pectina in fase di cottura.

Rimedi naturali
I Romani usavano il mirto per contrastare emorroidi, problemi dermatologici e infezioni delle vie urinarie. In fitoterapia la pianta del mirto trova largo impiego nella cura di cistiti e disturbi urinari.

Dalle foglie e dai frutti del mirto si estrae un olio essenziale contenente mirtolo, prezioso per l’azione antisettica e balsamica. Due tazze al giorno di infuso (poche foglie in infusione in 100 ml di acqua) contribuiscono a curare le infezioni delle vie respiratorie e soprattutto a contrastare tosse e bronchiti.

CRESCIAMO INSIEME
CERCA NEL PORTALE
LA RIVISTA