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Coltivare l'orto: la raccolta
Inviato da Redazione GI il 16-07-2014 14:00
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Questi sono i due mesi clou nell’orto, che ora regala chili di verdura, da staccare nel modo giusto e da gustare subito, oppure da trasformare in mille modi per ricordarsi del sole nelle corte e tristi giornate d’inverno.

 

Come e quando raccogliere le verdure nell’orto?
L’ora migliore: in estate, raccogliete nelle prime ore del mattino, quando la rugiada si è asciugata ma i prodotti non sono ancora caldi di sole; in primavera e autunno, in tarda mattinata; in inverno, al mezzogiorno. Mai raccogliere dopo la pioggia: gli ortaggi bagnati durano un nonnulla.

Appena raccolti: pulite sommariamente gli ortaggi nell'orto, eliminando la terra, le radici, le parti secche, rovinate, con marciumi o parassiti. Scuotete i cespi anche per far cadere eventuali formiche, forbicine, cimici ecc., e scostate le foglie delle insalate e delle verze per togliere le limacce che vi si annidano. Raccogliete i residui vegetali e, se sono sani, buttateli nel cumulo del compost, altrimenti nel cassonetto municipale dei rifiuti organici. Lavate grossolanamente le verdure solo se disponete di acqua potabile nell'orto, altrimenti procedete al lavaggio al momento del consumo.

 

Gli ortaggi da radice (aglio, barbabietola, cipolla, scalogno, carota, rapa, ravanello…)
Si estraggono stringendo le foglie alla base (al colletto) e tirando l’intera pianta, eventualmente aiutandosi con la paletta, ma senza ledere i tessuti dell’organo sotterraneo. Quelli da conservazione (aglio, cipolla, scalogno, patate), che di norma non s’irrigano, non dovrebbero ricevere alcun tipo d’acqua nei 15 giorni precedenti la raccolta. Il segnale di raccolta è dato dall’ingiallimento delle foglie oppure dal controllo visivo delle dimensioni della radice.

 

Gli ortaggi da foglia e da costa (bietola, cavolo, cardo, insalata, radicchio, sedano, spinacio, verza…)
Devono avere dimensioni e colori tipici della varietà matura. Si tagliano poco sopra la base con il coltello, reggendo la pianta perché non si sporchi cadendo nella terra; molti di essi consentono un secondo raccolto o anche di più, se si preserva intatto il ceppo con le radici.

 

Gli ortaggi da fiore (broccolo, carciofo, cavolino di Bruxelles, cavolfiore, cime di rapa…)
Vanno tutti recisi con il coltello, alla base della ramificazione o della pianta, e consumati il prima possibile, perché deperiscono in fretta.

 

Gli ortaggi da bacca (anguria e melone, cetriolo, melanzana, pomodoro, peperone, zucchina…)
Per alcuni fa fede il colore, per altri la dimensione, per l’anguria anche il suono! Si taglia il picciolo del frutto con il coltello, la forbice o le cesoie, lasciando un pezzetto più o meno lungo; senza il picciolo il frutto deperisce velocemente, soprattutto se la buccia si spacca. Anguria, melone e pomodoro maturano anche dopo la raccolta (frutti climaterici), tutti gli altri s’interrompono con lo stacco (frutti aclimaterici).

 

I legumi (fagiolini e fagioli)
Solo i fagiolini si possono staccare recidendoli con l'unghia appena sotto il calice (così un’estremità è già pulita), ma l’unghia tende a scollarsi, con grandi quantità… I fagioli vanno scomodamente tagliati sul picciolo con un coltellino. Fagioli e fagiolini nani costringono a una raccolta piegati in due, mentre quelli rampicanti ad allungarsi ben oltre la lunghezza delle proprie braccia…