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Macerato di ortica: come farlo e come usarlo
Inviato da Redazione GI il 11-06-2014 14:39
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Antiparassitari naturali: Macerato di ortica

 

 

Che cos’è: l’ortica (Urtica dioica, Urtica urens) contiene sostanze che esercitano un’azione tossica su alcuni insetti, e repellente verso tutti. Facendo macerare le piante di ortica fresca in acqua si ottiene un liquido che può essere irrorato sulla vegetazione, sia per eliminare immediatamente i parassiti, sia per tenerli lontani per un certo lasso di tempo.

Essendo inoltre molto ricca di sali minerali, l’ortica macerata funge anche da buon concime organico per piante di medie esigenze.

 

In quali formulazioni: esistono alcuni formulati commerciali hobbistici a base di ortica, sotto forma di soluzione acquosa, reperibili nei garden center e Consorzi agrari più forniti.

Preparare il macerato in casa è comunque piuttosto semplice (vedi oltre): è più efficace, ma dura solo pochi giorni.

 

Contro quali avversità: il macerato di ortica è particolarmente efficace contro gli afidi di tutti i tipi, verdi, gialli, grigi e neri.

 

Come agisce: il principio attivo del macerato d’ortica è l’acido formico contenuto nei suoi aghi fogliari e liberatosi nell’acqua: questa sostanza è immediatamente tossica per contatto nei confronti degli afidi, dei quali paralizza l’apparato nervoso, ma penetra anche attraverso le foglie e viene trasportata in ogni distretto, rendendo tossica per gli insetti l’intera pianta, cosicché, se se ne cibano, muoiono anche a distanza di qualche giorno dal trattamento.

 

Dove si usa: è impiegabile su tutti i tipi di piante, d’appartamento, da balcone e terrazzo, da giardino, da orto e del frutteto, purché il trattamento avvenga in esterni (il preparato non è inodore…).

Anche per il macerato di ortica fatto in casa è bene rispettare un tempo di carenza di 3-5 giorni.

 

Come si prepara: muniti di guanti e cesoie, procedete alla raccolta delle piante di ortica, prima della piena fioritura, tagliandole alla base senza le radici, fino ad arrivare a 1 kg di piante fresche.

Tagliate i fusti grossolanamente con la cesoia, e ponete i pezzi di pianta in un capiente recipiente di plastica o di legno riempiendolo senza pigiare troppo. I recipienti più adatti sono vecchie botti, piccoli tini o bidoni di plastica (non in PVC), mentre non vanno bene i fusti in metallo, che sviluppano reazioni indesiderate. Aggiungete 10 l d’acqua, meglio se piovana: la massa vegetale deve rimanere in immersione.

Il recipiente va protetto con una rete a maglie strette, un graticcio di legno o alcune assicelle che permettano il passaggio dell’aria ma impediscano agli uccellini di cadervi dentro. Per accelerare la fermentazione il bidone andrebbe sistemato in un luogo caldo e soleggiato, rimescolando con un bastone la massa in fermentazione almeno ogni 2-3 giorni, per arricchirla di ossigeno e accelerare così il processo.

La macerazione deve durare 3 giorni per ottenere un liquido antiparassitario, 6 giorni per ottenere un liquido fertilizzante; al termine del periodo bisogna filtrare con un colino a maglie fitte il liquido, raccogliendolo in un secchio da conservare al massimo per 3 giorni in luogo fresco e buio.

 

Come si usa: con un nebulizzatore o una pompa a spalla spruzzate il liquido sull’intera pianta infestata bagnandola bene, compresi i fusti e le pagine inferiori delle foglie, trattando la mattina presto o verso sera. In caso di pioggia il trattamento va ripetuto appena la vegetazione si è asciugata. I trattamenti curativi vanno ripetuti a distanza di 3-5 giorni uno dall’altro per almeno 2 settimane.

I trattamenti preventivi si effettuano diluendo 1:10 il liquido in acqua e trattando ogni 5 giorni. Eventualmente potete aggiungere anche 200 g di silicato di sodio alla miscela.

Come concime, il macerato di 6 giorni va diluito in acqua in rapporto 1:10 per distribuirlo su terreno umido con un annaffiatoio senza doccia, o 1:20 per l’annaffiatura fogliare con l’annaffiatoio munito di doccetta. L’azione è immediata e si manifesta con un rinnovato vigore delle piante. È efficace anche per combattere la clorosi da carenza di ferro.

 

Tossicità e impatto ambientale: risulta leggermente tossico anche per le api in cerca di nettare. L’impatto ambientale è nullo.

 

Controindicazioni e avvertenze: per evitare danni alle api, non va mai irrorato sui fiori di alcuna pianta e quindi si può usare solo o poco prima o poco dopo la fioritura.

 

Ecco il nostro video tutorial sulla preparazione del macerato di ortica:

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