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Tignola: i vermi di albicocche, pesche e altri frutti
Inviato da Redazione GI il 01-04-2014 13:41
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Parassiti animali: Tignole

Nomi scientifici: Anarsia lineatella, Cydia molesta, Prays oleae

 

 

Che cosa sono: le tignole propriamente dette sono i cosiddetti “vermi” (ma in realtà sono larve, ossia bruchi) dell’albicocco, che si chiama anarsia, del pesco, che si chiama tignola orientale, e dell’olivo. Si tratta di Lepidotteri i cui adulti (farfalle) sono assolutamente innocui, a differenza degli stadi larvali, che infestano i frutti. Esistono molti altri “vermi” che colpiscono altri frutti (es. la carpocapsa del melo), ma non vengono chiamati tignole.

 

Quali piante attaccano: albicocco, susino, pesco, ciliegio, mandorlo (tutte Drupacee) e olivo.

 

Come sono fatte: gli adulti sono farfalle di medie dimensioni (circa 1-1,5 cm di apertura alare) con ali di colore grigio-brunastro, screziate di chiaro.Le larve, di colore rosato o giallognolo, sono lunghe 1-1,4 cm.

 

Che danno provocano: sulle Drupacee inizialmente si nota un disseccamento improvviso dei germogli, che si ripiegano a uncino avvizzendo; da qui le larve penetrano nei fiori disseccandoli, infine attaccano i frutti scavando una galleria a partire dal picciolo fino ad arrivare al nocciolo, dove si insedia per nutrirsi della polpa del frutto e rendendolo spesso immangiabile. Sull’olivo le larve attaccano le foglie per poi spostarsi anch’esse nei frutti, che diventano inutilizzabili.

 

Quando colpiscono: durante l’inverno la larva di tignola rimane all’interno delle gemme da frutto, dalle quali esce in marzo in coincidenza con la fioritura. In aprile si accresce scavando gallerie nei germogli fogliari e fiorali, dopodiché si trasforma in adulto, fra maggio e giugno. La femmina depone le uova nei germogli, nelle foglie e nei frutti, da cui dopo una settimana nascono le larve che in 3 settimane divengono farfalle (tra luglio e agosto). Da questa seconda deposizione nascono le larve che più facilmente rovinano i frutti; il terzo volo avviene tra la fine di agosto e settembre; dalle uova stavolta nascono le larve che affronteranno l’inverno.

 

Come si prevengono: durante l’estate raccogliete ed eliminate tutti i frutti che presentano il foro d’ingresso del bruco delle tignole.

 

Come si combattono: la lotta chimica si basa su trattamenti, a partire dalla sfioritura, con prodotti a base di fenitrothion, azinfos-metile, e vicino alla raccolta carbaryl o triclorfon. La lotta biologica prevede di installare già all’inizio di aprile le trappole di cattura, da osservare settimanalmente: se si supera la soglia di catture (indicata sulla confezione della trappola), si interviene con prodotti larvicidi (a base di Bacillus thuringiensis) o adulticidi (a base di piretro) o entrambi.

Articolo di Elena Tibiletti.