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Conifere da giardino: nei giardini rocciosi ma non solo
Inviato da Redazione GI il 01-12-2010 16:38
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Le Conifere sono tra le più antiche piante esistenti in natura. Sono venuti alla luce infatti fossili di queste piante risalenti addirittura a 300 milioni di anni fa. La famiglia comprende inoltre l'esemplare di albero più vecchio ancora vivente, un pino di circa 4.800 anni (Pinus longeva), che cresce in California, e gli alberi più alti e più larghi presenti sulla Terra, le sequoie.

Le conifere nane

Per le composizioni floreali in giardino durante il periodo autunnale e invernale, un ruolo fondamentale è attribuibile alle conifere, reperibili in piccoli vasetti ( a partire da 8-12 cm di diametro), a crescita lenta e destinate a durare molti anni in vasi e giardini rocciosi.

Le conifere da giardino ideali sono quelle nane, per via delle dimensioni più ridotte e per le minori esigenze rispetto alle varietà di dimensioni normali. La conifera nana, infatti, è una pianta sempreverde a crescita molto lenta, con foglie aghiformi o squamiformi, che produce coni. Scegliendo varietà nane per giardini rocciosi si avrà il vantaggio di uno sviluppo molto lento, indispensabile per evitare problemi di trapianto quando non c’è un giardino a disposizione e non è possibile incrementare di molto il volume dei vasi.

Tra le varietà di conifere da giardino che segnaliamo ci sono il Pinus mugo’Ophir’, molto compatto e denso, il Picea pungens ‘Glauca Globosa’, con splendidi aghi di aspetto metallico e il Pinus parvi flora, il pino bianco giapponese.

Cure colturali

  • La messa a dimora durante i mesi autunnali è preferibile nelle regioni meridionali e litoranee a clima mite, perché le radici avranno modo di espandersi e acclimatarsi prima del gelo. Nelle zone più fredde invece è bene eseguire l’impianto nella tarda primavera. 
  • Evitate la prossimità a muri soleggiati esposti a sud, dove la temperatura sale notevolmente durante gli assolati pomeriggi estivi.
  • Le conifere si avvantaggiano di potature che eliminano i rami danneggiati e che mirati alla conservazione della loro forma, in particolare per le piantine coltivate come siepe, sculture topiarie e bonsai.
  • Il periodo e il modo di potatura sono importanti. Le specie con crescita periodica (Abies e Pinus) si sviluppano in primavera e poco d’estate: gli interventi sono da effettuare quando i getti sono freschi e in via di espansione, rimuovendo la metà delle nuove ‘candele’. Altre conifere, come i Juniperus, crescono in modo continuo e la stessa tecnica si può adottare in qualunque periodo, eccetto la piena estate e in autunno perché stimolerebbe la produzione di nuovi germogli freschi che verrebbero danneggiati dalle gelate.
  • Le giovani piante da poco messe a dimora possono necessitare di annaffiature nei periodi siccitosi, gli esemplari consolidati di specie ubiquite sopportano la siccità e si accontentano delle piogge.
  • Per curare e prevenire gli ingiallimenti dei germogli e della chioma, tipici nei terreni pesanti, ricchi di calcare o carenti in ferro, si dovranno distribuire prodotti anticlorosi specifici.
  • Tra le avversità in via di diffusione spicca la processionaria del pino, (Thaumetopoea pityocampa) un lepidottero, le cui larve erodono gli aghi ed emettono sostanze urticanti. L'infestazione si combatte eliminando i nidi e con trattamenti insetticidi a base di Bacillus thuringiensis.
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