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Come fare un orto: come seminare
Inviato da Redazione GI il 24-03-2014 12:22
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In giardino, nell’orto e nel frutteto si risparmia se si decide di partire dalla semina, ma bisogna essere rigorosi nelle tecniche di coltivazione per ottenere i risultati desiderati, cioè piante sane, vigorose e dai bei fiori e buoni frutti. Ma come si semina? Due sono le tecniche di semina: a spaglio o su file.

 

La semina a spaglio si applica solo a dimora in piena terra e riguarda sempre il tappeto erboso, ed eventualmente ravanelli e misticanze nell’orto e annuali da fiore in giardino (per ottenere un effetto più naturale). Velocissima, richiede però mano regolare per evitare di svuotare la bustina tutta nello stesso punto lasciando il resto del terreno spoglio e, per lo stesso motivo, assenza di vento.

Se i semi sono minuscoli, mescolateli bene a un’uguale quantità di sabbia, per distribuirli più uniformemente. Se la terra è asciutta, va prima leggermente vaporizzata per far aderire il seme. Dopo la semina bisogna rastrellare delicatamente il terreno per coprire i semi (altrimenti piccioni, merli, tordi, passerotti e simili banchettano!) e irrigare a pioggia leggerissima per non spostarli. Il prezzo della rapidità e semplicità si paga con l’obbligo, a germinazione avvenuta, di una paziente ricerca delle infestanti, che cresceranno felicemente mescolate con le piantine coltivate, e che devono essere eliminate subito per non sottrarre loro nutrimento: serve un occhio allenato per scovarle…

 

La semina su file richiede più tempo inizialmente, ma lo fa risparmiare in seguito! A dimora le file possono essere parallele (tipiche dell’orto), perpendicolari o anche in cerchi concentrici o intersecati (per giochi di colore con le piante da fiore). Per tracciarle si utilizza una fettuccia bianca, un metro a nastro o il tubo dell’acqua, da appoggiare per terra nella direzione desiderata: a fianco, con il calcio del rastrello o la lama della vanga si traccia il solchetto, profondo 2-3 cm. Tra una riga e l’altra lasciate lo spazio consigliato per la specie da seminare.

Nella deposizione del seme sulla fila rispettate le distanze finali tra le piante. In caso di semi grossi (girasole, pisello odoroso, nasturzio, ricino), scavate con un dito a intervalli regolari sulla fila buchette profonde 5-6 cm e ponete 2-3 semi in ciascuna, versate un goccio d’acqua e coprite subito, infiggendo a fianco un bastoncino per segnalare la posizione. Coprite le file con sabbia, il cui colore diverso rispetto alla terra vi segnalerà dove avete seminato. Anche qui, irrigate leggermente a pioggia e mantenete sempre umido. Su righe, la germinazione delle piantine sarà più omogenea e ben visibile rispetto alle infestanti, la crescita sarà più vigorosa, e sarà più semplice irrigare per infiltrazione laterale, nonché, nell’orto, effettuare eventuali rincalzi.

La semina in file è richiesta anche dalla seminiera e dal cassone caldo: in questo caso la linea si traccia rispettivamente con un righello o con il vanghetto. Nei contenitori alveolari, delle uova, dello yogurt e nei vasetti si pongono 4-5 semi se sono piccoli, 2 se sono grossi. Poi si copre smuovendo i granelli di terra con un rastrellino, si vaporizza bene il substrato con il nebulizzatore, si copre con la lastra di vetro o di plastica pesante o con la pellicola trasparente, e si pongono i contenitori seminati in un luogo caldo e luminoso ma non soleggiato.

 

ACQUA E AMBIENTE
Per la germinazione l’umidità è fondamentale: il substrato, in piena terra o in contenitore, deve rimanere sempre leggermente umido (ma mai inzuppato), altrimenti si seccano i delicatissimi germogli. Utilizzate un getto morbido, a pioggia, in esterni, e il nebulizzatore sui contenitori, anche ogni giorno se la miscela si sta asciugando. Naturalmente, non concimate! I semi in piena terra vanno protetti, almeno nell’orto e nelle aiuole, da eventuali gelate tardive tenendo a portata di mano uno o più teli grandi di non tessuto da stendere di notte quando il meteo annuncia una brusca discesa. Lo stesso telo serve anche a salvare i semini dalla voracità degli uccellini… Se invece gironzolano gatti, che amano scavare nel morbido letto di semina per fare i bisognini, coprite la terra con ramaglie secche e puntute…

Appena spunteranno le piantine, arriveranno le lumache: allontanatele delimitando la parcella con strisce di cenere di legna (ottimo concime…) da rinnovare ogni 3-4 giorni e dopo la pioggia, oppure con righe di ghiaia. Insieme con le plantule coltivate spunteranno anche le malerbe: vanno eliminate quando sono alte 8-10 cm, prendendole alla base tra pollice e indice e tirando delicatamente in modo da estrarne la radice.

 

GERMINAZIONE E DIRADAMENTO
La germinazione avviene in 5-45 giorni a seconda della specie e della temperatura: gli estremi citati sono per i fagiolini nani a fine maggio e il prezzemolo in marzo… Compare per prima una coppia di “false foglie”, le foglie cotiledonari, direttamente prodotte dai cotiledoni del seme per far nascere la piantina, che si chiama “plantula”: appena questa si forma, le foglie cotiledonari si seccano e cadono.

Quando compaiono le foglie cotiledonari, levate il coperchio di vetro o plastica dalla seminiera. Sempre in seminiera o vasetto ecc., quando spunta la prima coppia di foglie vere, procedete con il diradamento scalzando con la punta di una matita e tanta delicatezza le piantine più stentate, più basse o addossate ad altre, dando così più spazio a quelle meglio sviluppate e più robuste.

In piena terra invece il diradamento si compie allo stadio di 4-5 foglie vere, eliminando non solo le plantule più deboli, ma anche quelle troppo vicine rispetto alla distanza necessaria per la pianta adulta. Le piantine eliminate a questo stadio si possono eventualmente ripiantare sulla fila per sostituire possibili fallanze (cioè semi che non sono germinati). Attenzione: siate leggeri nell’estrarre le plantule da eliminare, per non scalzare anche quelle che devono rimanere e accrescersi. Subito dopo, con la matita o  con il dito livellate il buchetto nel terriccio.

 

IL RIPICCHETTAGGIO E IL TRAPIANTO
La semina in contenitore provvisorio richiede poi, quando le piantine avranno prodotto 6-8 foglie vere, il cosiddetto “ripicchettaggio” (che non serve, ovviamente, nella semina a dimora): consiste in un delicato trapianto di ciascuna plantula in un vasetto singolo da 8-10 cm di diametro in attesa della messa a dimora definitiva, che avverrà dopo circa un mese, compatibilmente con la temperatura esterna.

“Ça va sans dire”, ricordatevi di mantenere sempre un sufficiente tasso d’umidità nel substrato, durante tutte le fasi descritte. Infine, quando la temperatura è stabilmente superiore ai 15 °C, si procede con il trapianto a dimora, proprio come si farebbe avendo acquistato i singoli vasetti in un garden center: ma volete mettere la soddisfazione (e il risparmio) per esserveli prodotti in casa?

 

Leggete anche DOVE E QUANDO SI SEMINA