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Coltivare insalata: la lattuga
Inviato da Redazione GI il 07-02-2014 16:54
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Nome comune: Lattuga

Nome scientifico: Lactuca sativa

 

 

La pianta: la lattuga è una pianta erbacea perenne, appartenente alla famiglia delle Composite, con radice fittonante, dal cui colletto si ergono le foglie grandi, morbide, più o meno bollose e con margine intero o lobato, di colore verde o rosso o variegato. L’infiorescenza è portata da un lungo stelo, ed è insignificante.

 

Le varietà: una delle insalate più amate dagli Italiani per la tenerezza e la dolcezza delle foglie, disponibile in numerose varietà, riconducibili ad alcuni grandi gruppi, come quello a cappuccio (es. gruppo Trocadero) o a palla; quello della romana; dell’Iceberg o Brasiliana dalle foglie rigide, trasparenti e croccanti; della Gentilina, dalle foglie morbide, con bolle delicate e margini spesso frastagliati; da taglio che rivegeta più volte (“lattughino”, “lollo”, “misticanza”…) ecc. Vista l’offerta di varietà (alcune decine per ogni gruppo), scegliete quella adatta alla vostra zona geografica e al periodo in cui intendete seminarla, altrimenti facilmente monterà a seme, diventando immangiabile.

 

La semina: avviene nelle apposite vaschette vivaistiche oppure in semenzaio, a 20 °C. I semi sono piccoli: ponetene, a 0,5 cm di profondità, due-tre in ogni vaschetta, conservando poi solo la piantina migliore. L’epoca di semina della lattuga dipende dalla zona geografica e dalla disponibilità di serra calda o serra fredda: per la coltivazione all’aperto, nel Sud si possono seminare in tutto l’anno tranne che a dicembre, nel Nord dalla metà di marzo alla metà di aprile; per coltivarla in serra fredda, in Meridione si semina tutto l’anno, mentre al Nord si anticipa alla metà di febbraio e si semina anche in settembre; disponendo di una serra calda nel Nord si semina tutto l’anno tranne che in dicembre. Le varietà da taglio si seminano direttamente a dimora, per 11 mesi tranne dicembre nel Sud e da metà aprile a fine maggio e di nuovo in settembre nel Nord. Servono 7-10 giorni per la germinazione. Per la coltivazione autunno-invernale è preferibile partire da piantine da trapiantare piuttosto che dalla semina.

 

Il trapianto: si effettua 30-45 giorni dopo la semina, quando la piantina è alta 10 cm all’incirca. Se si parte da piantine in vaschetta, la messa a dimora deve essere rapida, tenendo un terzo di zolla fuori dalla buchetta. Annaffiate in abbondanza dopo il trapianto.

 

La coltivazione: la lattuga si alleva in tutta Italia, con l’esclusione delle zone costiere e dell’alta montagna. L’esposizione deve essere soleggiata. Predilige un terreno sciolto e ben lavorato, soprattutto in superficie, con un almeno discreto drenaggio, concimato con letame maturo o humus almeno tre mesi prima della coltivazione. Sul terreno già concimato e lavorato si tracciano file a distanza di 30-40 cm (a seconda del diametro del cespo) e si semina o si trapianta a distanza di 25-30 cm sulla fila, annaffiando bene alla base. Mantenete il terreno libero da infestanti, sarchiate regolarmente per evitare la crosta superficiale e annaffiate poco e spesso, lateralmente per non bagnare il fogliame. Concimate 20 giorni dopo il trapianto (o 2 mesi dopo la semina a dimora) con un prodotto ad alto tenore di azoto, e nuovamente dopo altri 20 giorni; riducete le dosi in estate. Sulla parcella, la lattuga segue Solanacee, Cucurbitacee, Ombrellifere; ed è seguita da ortaggi da radice o legumi.

 

In vaso: le lattughe da taglio crescono anche in vasi e cassette (si tagliano la prima volta dopo 40 giorni dalla semina), le Gentiline richiedono vasi e cassette grandi, le lattughe a cappuccio, romane e Iceberg si allevano solo in vasca da 50 x 50 x 50 cm per 2 piante. Coprendo le cassette con telo di non tessuto, le misticanze si coltivano tutto l’anno anche nel Nord, tranne che in gennaio-febbraio. Si parte sia da seme sia da piantina in zolletta. Il terriccio deve essere specifico da orto e il drenaggio perfetto. Richiedono molta acqua quotidiana soprattutto nei periodi più caldi, su terriccio appena asciutto. Non bagnate le foglie per evitare malattie fungine. Vanno concimate nell’acqua d’irrigazione ogni 15 giorni.

 

Malattie e parassiti: tra le malattie fungine della lattuga ci sono il mal bianco, la bremia, la sclerotinia e altre, da prevenire evitando di bagnare il fogliame né la terra in eccesso. Tra i parassiti animali gli afidi colpiscono le piantine giovani e il lattughino da taglio, larve di maggiolino, nottue e grillotalpa divorano le radici, mentre limacce e chiocciole si dedicano alle foglie.

 

 

La raccolta: avviene dopo 50-70 giorni dalla semina, prima per le varietà da taglio, dopo per quelle a palla. Raccogliete scalarmente quando le piante raggiungono la grandezza desiderata, tagliando con un coltello il cespo o le foglioline appena sopra il colletto.

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