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Il mandarino, coltivazione e curiosità
Inviato da Redazione GI il 15-01-2014 11:25
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Piante da frutto: Mandarino

Nome scientifico: Citrus deliciosa

 

 

La pianta: è un piccolo albero (altezza max 5 m), a volte con rami spinosi, con chioma arrotondata, simmetrica e aperta. Le foglie sono lanceolate, color verde vivo. I fiori sono singoli o riuniti in piccole infiorescenze, bianchi, a cinque petali, molto profumati, tra maggio e luglio. L’esperidio è il frutto, formato da un esocarpo (“buccia”) sottile la cui cuticola ha il caratteristico colore arancione; un mesocarpo (“albedo”) che rappresenta la parte bianca aderente alla buccia e che si toglie facilmente; un endocarpo membranoso che avvolge gli spicchi separati tra loro da setti. All’interno gli spicchi sono costituiti da vescicole ricche di succo e di semi piccoli e appuntiti.

 

La raccolta: si svolge quando i frutti hanno raggiunto un grado di maturazione sufficiente, evidenziata dalla colorazione gialla tipica della specie, tra dicembre e marzo. La conservazione casalinga può essere effettuata per un breve periodo (massimo un mese) in ambienti freschi, asciutti e bui.

 

Le varietà: le cultivar consigliabili per un agrumeto familiare sono Avana e Tardivo di Ciaculli.

 

I portainnesti: quello più raccomandabile è il Citrange (Citrus sinensis x Poncirus trifoliata): si adatta a una notevole varietà di terreni, anche con molto calcare attivo, e ha bisogno di acqua di buona qualità; sopporta poco la salinità, mentre tollera le gelate moderate; resiste al mal secco, tollera la tristeza; la produzione è abbondante, con frutti di pezzatura grande e di eccellente qualità. Si possono impiegare come portainnesti anche l’arancio trifoliato e il limone volkameriano, oppure il franco della stessa specie o di altri agrumi di piccola taglia.

 

La coltivazione: le temperature preferite sono comprese fra 12-30 °C. Il vento caldo secca il fogliame, i germogli, i fiori e i frutticini. Il substrato deve essere sciolto o di medio impasto, profondo, fertile, ben drenato (non sopporta i ristagni idrici), con pH compreso tra 6,5 e 7,5; non tollera i terreni argillosi, calcarei o salati. La messa a dimora, in terra o in vaso, deve avvenire in primavera, al termine del rischio di gelate. Il mandarino hHa molto bisogno d’acqua, soprattutto in estate, da somministrare solo quando la terra si è asciugata. Va concimato ogni anno in inverno con un fertilizzante minerale bilanciato e ogni 3 anni con letame maturo. Si innesta a gemma o a corona.

 

La forma d’allevamento: negli agrumeti professionali si crea è il globo a chioma piena, imbrancato a un’altezza di 80-100 cm dal suolo.

 

La potatura: sugli esemplari giovani si esegue nel periodo primaverile-estivo a cadenza annuale (soprattutto per la profilassi del mal secco); gli interventi cesori vanno limitati per favorire la fruttificazione. La potatura di produzione, invece, si effettuai subito dopo la raccolta dei frutti (non oltre marzo-aprile), eliminando i succhioni, sfoltendo le branche e le branchette all’interno. Non compiere tagli di raccorciamento per evitare un affollamento di germogli anomali o un’alternanza di produzione.

 

Le stagioni: il mandarino si coltiva in piena terra in Sicilia, Calabria e Campania, ma anche lungo la Riviera tirrenica da Firenze in giù. Nel Nord Italia si può coltivare solo in vaso, che va ricoverato in una stanza non riscaldata o in una veranda, dove la temperatura non scenda sotto i 5 °C.

 

In vaso: è coltivabile solo per i primi 4-5 anni di vita, in un vaso grande (36 cm di diametro per pianta alta 50 cm), dopodiché lo sviluppo dell’apparato radicale richiede la piena terra.

 

Le malattie e i parassiti: fra le malattie fungine le più temibili sono il mal secco, la gommosi del colletto, il marciume pedale e i marciumi delle radici, la carie del legno, l’allupatura o marciume bruno che interessa il frutto. Tra gli insetti vanno controllati ragnetto rosso, afide bruno, cocciniglia cotonosa, oziorrinco, tignola della zagara; tra gli acari, l’acaro rugginoso e i ragnetti rossi. Infine, una nociva virosi di recente importazione che lo colpisce è la tristeza.

 

Curiosità: è una pianta originaria della Cina, il cui nome deriva dal termine mandara, denominazione datale nell'isola di Réunion, una tappa del viaggio di avvicinamento verso l'Europa.

 

Ecco il nostro video tutorial sul rinvaso del mandarino cinese:

 

Ecco inoltre i nostri video tutorial sulla potatura del limone e dell'innesto, che possono essere utilizzati anche per gli altri agrumi:

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