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Clementine, a metà fra arancio e mandarino
Inviato da Redazione GI il 03-02-2017 18:09
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Piante da frutto: Clementine

Nome scientifico: Citrus clementina

La pianta: è un alberello alto fino a 5 m, dal tronco ramificato in poche branche principali che tendono spontaneamente a formare il globo. Le foglie sono lanceolate, allargate, di color verde scuro. I fiori hanno colore bianco e sono medio-piccoli, in gruppi o isolati, formati da cinque sepali e cinque petali. L’epoca di fioritura è la primavera. Il frutto è un esperidio ed è formato da una buccia sottile di colore arancione, un albedo bianco e sottile, e una polpa con gli spicchi separati da setti. All’interno gli spicchi sono costituiti da vescicole ricche di succo ed, eventualmente, di semi. Caratteristica del clementine è infatti l’apirenia (assenza di semi) che però in alcune cultivar non è totale. Nella fruttificazione il clementine può essere incostante, a causa sia di sbalzi di temperatura nel periodo dell’allegagione, sia di una parziale autoincompatibilità, che richiede un aiuto nell’impollinazione attraverso varietà di mandaranci.

La raccolta: si effettua quando i frutti hanno raggiunto il corretto grado di maturazione, assumendo un uniforme colore arancione, tra novembre e febbraio. Si attua sia da terra sia con scale e i frutti, raccolti con l’ausilio di apposite forbici per non privarli della rosetta, vengono posti in cesti di plastica.La conservazione casalinga dei frutti, in ambienti freschi, asciutti e bui, può avvenire per un periodo di tempo limitato (non più di un mese).

Le varietà: le varietà consigliate per la coltivazione familiare sono Comune, Monreal e Tardivo.

I portainnesti: quello preferenziale è l’Alemow (Citrus macrophylla), che si adatta a tutti i tipi di terreno, è sensibile al gelo, al mal secco e alla tristeza; regala una produzione abbondante con frutti grossi anche se di qualità non eccezionale.

La coltivazione: il clementine necessita di un clima mite e poco variabile nell'anno, con temperatura minima invernale di 5 °C. Anche i venti persistenti possono provocare gravi danni. Il terreno ideale è argilloso-calcareo, profondo, fertile, in posizione ventilata e soleggiata. Nella buca d’impianto va posto letame maturo e un concime bilanciato ternario (NPK). Il punto d’innesto deve rimanere fuori terra. Le distanze d'impianto devono essere di 3-4 m sulla fila e tra le file. Va irrigato dalla fioritura, in maggio alla raccolta (novembre-gennaio) se non piove, per non penalizzare la crescita dei frutti. Va concimato in autunno-inverno, verso la fine della raccolta, con un concime ternario NPK ogni anno e con letame ad anni alterni. L’innesto a scudetto o a gemma è quello più utilizzato.

La forma d’allevamento: spontaneamente la pianta tende verso la forma a globo, ma è preferibile indirizzarlo verso quella a globo-vaso, ottenibile diradando i rami portanti all’interno, conservando quelli diretti all’esterno, eventualmente allargandoli mediante pietre appese con corde per un intero inverno.

La potatura: si esegue nel periodo primaverile poco prima della fioritura, più limitata sulle piante giovani. Il clementine tende all’affastellamento dei germogli: vanno diradati per far sì che i rametti siano correttamente distanziati. Su questa specie, la potatura deve essere effettuata tutti gli anni, per evitare l’alternanza di produzione.

Le stagioni: si coltiva in piena terra solo in Calabria, Puglia, Sicilia, Campania, Basilicata e Lazio. Nelle restanti regioni va allevato in vaso, da ritirare in veranda o in una stanza fresca da ottobre ad aprile.

In vaso: si può coltivare in contenitore purché di grandi dimensioni (diametro minimo 34 cm per pianta alta 50 cm). Attenzione all’irrigazione: in vaso la terra si asciugherà molto prima che in giardino.

Le malattie e i parassiti: fra le malattie fungine si annoverano il mal secco, la gommosi del colletto, il marciume del colletto e delle radici, l’allupatura o marciume bruno che interessa il frutto. Tra i parassiti animali vanno controllati il tripide degli agrumi, la mosca fioccosa, la cocciniglia cotonosa-solcata, il cotonello, la cocciniglia mezzo grano di pepe e altri tipi di cocciniglie, la tignola della zagara e la celidonia della zagara, i ragnetti rossi. Anche il clementine può essere colpito dalla tristeza.

Curiosità: è un ibrido Tangor fra Citrus reticulata x C. sinensis o C. aurantium, trovato nel 1898 nell’orto di un orfanotrofio di Misserghin a Orano (Algeria). La denominazione deriva dal direttore della struttura minorile, padre Clement Rodier della Missione agricola dei Padri di S. Spirito, che ne curò la moltiplicazione.

 

 

Ecco i nostri video tutorial sulla potatura del limone e dell'innesto, che possono essere utilizzati anche per gli altri agrumi:

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