Video in primo piano
PONI UNA DOMANDA
ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
il frutto
Gi
Un arancio in giardino
Inviato da Redazione GI il 15-01-2014 09:19
Arancio_biondo_comune_2463d0ae

Piante da frutto: Arancio

Nome scientifico: Citrus sinensis

 

 

La pianta: albero sempreverde alto fino a 10 m, con tronco ramificato in 3-4 branche principali. I rami presentano una spina all’ascella delle foglie. Le foglie sono ovali, oblunghe, cuoiose, color verde scuro. I fiori (“zagare”) sono candidi, formati da 5 sepali e 5 petali.

La fioritura è variabile da febbraio-marzo all’estate, così come varia la maturazione dei frutti, dall’autunno alla primavera dell’anno successivo.

Il frutto è una bacca chiamata “esperidio” con una buccia sottile di colore arancione; un’albedo spugnosa e bianca, una polpa con gli spicchi separati da setti. In base al colore della polpa si distinguono arance bionde e arance rosse o sanguigne (pigmentate). In base all’epoca di maturazione i frutti si classificano anche in precoci, medi e tardivi.

 

La raccolta: va effettuata quando i frutti hanno raggiunto un grado di maturazione sufficiente, perché le arance dolci non maturano dopo lo stacco dalla pianta. La raccolta viene attuata sia da terra sia con scale e i frutti, raccolti con l’aiuto di apposite forbici per non privarli della rosetta, vengono posti in cesti di plastica.La conservazione casalinga può essere effettuata in ambienti freschi, asciutti e bui per un tempo variabile e comunque non superiore ai due mesi.

 

Le varietà: tra le varietà bionde di arance si consigliano Belladonna, Biondo Comune, Ovale Calabrese e Vaniglia (se piace il retrogusto); tra le cultivar rosse, Moro, Sanguinello comune e Tarocco.

 

I portainnesti: i più diffusi fra questi agrumi sono l’arancio amaro (Citrus aurantium), su terreni sciolti, sabbioso-limosi e appena argillosi, con buona resistenza al gelo, per piante con vigore da moderato ad alto; il limone volkameriano (C. volkameriana), su terreni sciolti o sabbiosi, con buona resistenza al gelo, per frutti di pezzatura grande, abbondanti ma di qualità modesta; l’arancio trifogliato (Poncirus trifoliata), su terreni di medio impasto, non calcarei, resistente alle gelate, con buona produzione per quantità e qualità, perfetto per la coltivazione in vaso.

 

La coltivazione: non sopporta il freddo (minima invernale +5 °C con terra asciutta), ha bisogno di un clima mite e poco variabile nell'anno. I venti persistenti possono provocare gravi danni. Non tollera i suoli molto argillosi né quelli troppo calcarei. La posizione deve essere ben soleggiata.

  • La buca d’impianto va concimata con letame o altro concime organico cui si aggiungono solfato ammonico, perfosfato minerale e solfato potassico. Il periodo migliore per l'impianto è l'inizio della primavera. Mantenere fuori terra il punto d'innesto. Le distanze d'impianto devono essere di almeno 4 m sulla fila e tra le file.

 

  • L'irrigazione è fondamentale, altrimenti le piante crescono poco, non fioriscono, i frutticini cadono o, se si sviluppano, restano piccoli: nelle zone di coltivazione si comincia all'inizio di maggio e si protrae sino a fine settembre-ottobre.

 

  • La concimazione con sostanza organica va ripetuta ogni due-tre anni; a cadenza annuale bisogna fornire un concime chimico, con azoto, fosforo e potassio, in autunno-inverno. L’innesto a corona si utilizza su fusti o rami di grande diametro, anche per reinnestare piante la cui produttività è diminuita o per cambiare la varietà coltivata.

 

La forma di allevamento: quella tradizionale è il globo a chioma piena, impalcato bassa a 20-30 cm sopra l’innesto; si parte da una pianta già impalcata alla base con 3-4 branche, inclinate di 60° rispetto alla verticale, simmetriche e con punti di inserzione distanti circa 10-15 cm uno dall’altro.

 

La potatura: si esegue in primavera-estate a cadenza poliennale. Non bisogna alterare il rapporto tra vegetazione e produzione: tagli eccessivi favoriscono la vegetazione a scapito della fruttificazione. Ci si limita ad alleggerire la chioma eliminando i rami secchi, rotti o debilitati dopo che hanno già fiorito o quelli curvi verso il basso e si eliminano i numerosi germogli verticali che si sviluppano vigorosi e tendono a prendere il sopravvento sulle branche.

 

Le stagioni: vive in piena terra tutto l’anno solo in Liguria, Campania, Calabria e Sicilia. Al Nord in inverno vanno protetti in un'apposita serra, chiamata "aranciera", dotata di vetri mobili che vengono tolti durante la bella stagione.

 

In vaso: se innestata su arancio trifogliato, la pianta può vivere in vaso di diametro minimo 32 cm per arancio alto 60 cm. Si coltiva in vaso nel centro-Nord Italia, per ricoverarlo in serra fredda o in veranda d’inverno. La concimazione deve essere più abbondante che in piena terra per ottenere frutti.

 

Malattie e parassiti: fra le malattie fungine le più temibili sono il mal secco, la gommosi del colletto, il marciume pedale e i marciumi delle radici, la carie del legno, l’allupatura o marciume bruno che interessa il frutto. Tra gli insetti vanno controllati il tripide degli agrumi, la mosca fioccosa, la cocciniglia cotonosa-solcata, il cotonello, la cocciniglia mezzo grano di pepe e altri tipi di cocciniglie, la tignola della zagara e la celidonia della zagara. Molto gravi sono le parassitosi da acari, come l’acaro delle meraviglie, l’acaro rugginoso e i ragnetti rossi. Infine, una nociva virosi di recente importazione è la tristeza.

 

 

Ecco il nostro video tutorial sulla potatura del limone, che vi aiuterà anche col vostro arancio:

CRESCIAMO INSIEME
CERCA NEL PORTALE