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Potatura alberi da frutto: pesco e ciliegio
Inviato da Redazione GI il 25-11-2010 16:25
Il-pesco

Il pesco comune (Prunus persicum) differisce dal pesco-noce (Prunus persica var. nectarina), i cui frutti sono spesso chiamati “nettarine”, per il fatto che la buccia di questi ultimi è liscia; le nettarine sono destinate al consumo fresco, in quanto meno adatte alla trasformazione in conserve e sotto sciroppo. Il pesco noce è un po’ più sensibile al freddo.

La produzione dei frutti su entrambe le tipologie avviene sui rami nati nel corso dell’anno precedente, pertanto è essenziale incoraggiare la nascita di nuovi getti che daranno frutti l’anno dopo. Sono quindi opportuni interventi di potatura degli alberi a novembre, nelle zone con inverno mite, oppure a fine inverno nei posti in cui il periodo dicembre-febbraio è normalmente gelido.

La vegetazione di queste piante tende a spostarsi con il tempo verso la parte alta della chioma, che va quindi accorciata periodicamente. I rami che portano frutti sono quelli misti e brindilli.

A differenza della pianta di ciliegio dolce, che porta i frutti su rami vecchi di due anni o più, il ciliegio acido fruttifica soprattutto su rami di un anno, sviluppatisi nella stagione precedente. Con la potatura degli alberi, quindi, si dovrà aver cura di favorire una ricca produzione di nuovi getti, che di anno in anno vanno a sostituire l’apparato riproduttivo.

Con la regolare potatura degli alberi, da fare a fine autunno o fine inverno, le piante conservano una dimensione più compatta. In ogni caso, la taglia dell’albero adulto è fondamentalmente determinata dalla varietà e dal portainnesto.