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Viburnum tinus, lantana o opulus: a voi la scelta
Inviato da Redazione GI il 06-11-2013 12:25
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Belli, discreti e facili da coltivare, i viburni sembrano fatti apposta per creare continuità tra l’ordine formale dei giardini e la spontaneità della natura circostante. Si può scegliere tra specie sempreverdi o caducifoglie, ma tutte dalle belle fioriture e con la produzione di frutti in autunno.

 

In Italia crescono allo stato spontaneo tre specie di viburno:
- il Viburnum tinus, comune un po’ in tutte le regioni d’Italia dove cresce di preferenza ai margini dei boschi o misto alle essenze della macchia mediterranea. È un arbusto sempreverde che predilige i suoli profondi ricchi di sostanza organica, riuscendo comunque a tollerare anche periodi di siccità. La fioritura è per la maggior parte primaverile, di colore bianco, a cui segue la produzione dei frutti che inizialmente si presentano di colore verde per poi virare verso il blu metallico, man mano che raggiungono la maturazione. Viene chiamato comunemente Laurotino per le foglie coriacee dall’aspetto lucido che lo fanno assomigliare all’alloro. Queste caratteristiche fogliari, tipiche delle specie dei climi sub-tropicali, comuni al laurotino e all’alloro, ci segnalano come queste due piante si siano diffuse in Italia durante l’era Terziaria, quando il bacino del Mediterraneo era caratterizzato da temperature decisamente più elevate e in Sicilia pascolavano liberamente elefanti e ippopotami ormai estinti. È una tra le specie più utilizzate in giardino sia come siepe che come pianta singola; può crescere senza problemi anche all’ombra di un grosso albero.

- il Viburnum lantana, anche lui diffuso in gran parte dell’Italia. È un arbusto caducifoglio foglio con fioritura bianca lievemente profumata, che sboccia durante la primavera. Le foglie sono di color verde scuro con venature infossate molto evidenti. In autunno si riempie di piccoli frutti di colore rosso e nero. In giardino predilige le posizioni assolate e riparate dai venti freddi. Cresce con vigore in terreni magri, ben drenanti, anche calcarei.

- il Viburnum opulus, un arbusto caducifoglio caratteristico delle regioni del Centro e Nord Italia. Le sue foglie, di color verde chiaro, assomigliano a quelle degli aceri e presentano alla base della lamina delle piccole escrescenze, chiamate stipole, simili a ghiandole nettarifere, che richiamano le formiche, le quali difendono le foglie dall’attacco degli altri insetti. I fiori sono di color bianco latte e l’infiorescenza nel complesso assume una forma sferica: per tale motivo questa specie viene chiamata comunemente Palla di Neve o Pallone di Maggio. Probabilmente è il viburno italiano con fioritura più spettacolare. In autunno restano sulla pianta spoglia le bacche rosse. In giardino preferisce terreni freschi con abbondanti irrigazioni.

Oltre alle specie che crescono spontanee nel nostro paese si può sempre optare per la coltivazione di cultivar e varietà di estremo fascino. Ad esempio la cultivar Viburnum opulus “Xanthocarpum” possiede i fiori dello stesso aspetto della specie botanica ma con la variante, nei mesi autunnali, di coprirsi di piccole bacche di colore giallo brillante. Un'altra cultivar, sempre derivante dal V. opulus, è il “Roseum”. È un  viburno sterile, che non produce dunque frutti, e le cui infiorescenze si tingono inizialmente di un colore verde mela per poi assumere il colore e la forma di vere e proprie palle di neve candida. Tra le varietà con fioritura più spettacolare vi è sicuramente il V. plicatum var. tomentosum, che presenta uno sviluppo dei rami orizzontale sui quali in primavera sembrano appoggiarsi le infiorescenze bianche. Esistono molte cultivar pregiate appartenenti a questo gruppo, anche se la maggior parte sono sprovviste di profumo, ma in autunno il fogliame tende al colore arancio con frutti rossi e neri. La cultivar “Mariesii” ha fiori bianchi, mentre nella “Di Kern Pink” sono di colore rosa tenue. Tra le specie che producono più frutti vi è sicuramente il Viburnum trilobum, originario del Nord America. È un piccolo cespuglio spogliante, che durante l’autunno si riempie di piccole bacche rosse molto decorative. Per far sì che ciò avvenga bisogna tenere presente che in generale i viburni (eccezion fatta per V. opulus) sono piante che non si auto fecondano: necessitano di una piccola variabilità genetica tra il polline e gli ovuli affinché si formino i frutti. Una pianta di viburno piantata da sola fruttificherà poco o per nulla, mentre se avrete l’accortezza di mettere a dimora più piante vicine, la quantità di frutti aumenterà drasticamente.

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